Il vino Rupestre: quello dei terreni scoscesi e impervi


Il vino Rupestre è così chiamato perché viene prodotto da coltivazioni situate in zone piuttosto impervie, come sui monti terrazzati della Valtellina oppure su quelli altrettanto scoscesi del viterbese.

 

In questa zona del centro Italia è ottenuto da vitigni di Primitivo e di Merlot; ha un bel colore rosso rubino che tende al granato; il suo profumo è intenso, vigoroso e gradevole ed al palato è morbido, armonico e tannico il giusto.

 

Invecchiato almeno 24 mesi, è un vino particolarmente adatto abbinato ai primi piatti conditi con il classico ragù ed anche per i secondi tipici dell’autunno; si accompagna degnamente anche con le castagne arrostite.



Quello valtellinese è invece ottenuto dal solo Nebbiolo e viene vinificato dopo almeno nove giorni di macerazione a contatto con le bucce ad una temperatura controllata di 28°.


 

La gradaziione di queste due tipologie di vino è attorno ai 13-13,5°, mentre la tipologia del Rupestre rosato, generalmente ottenuto da uve Sangiovese, si attesta attorno agli 11°.

 

Quest’ultimo è ottenuto da uve lievemente pressate con rifermentazione termoguidata e controllata in recipente chiuso in atmosfera anaerobica di anidride carbonica naturale; il suo odore è fine ed il sapore secco, armonico, vellutato e persistente.

 

Servito ad una temperatura di 8-10°, il Rupestre rosato è particolarmente adatto con gli antipasti, le minestre, i primi piatti e le carni bianche.



di Redazione 35