La Pitina della Val Tramontina (Pordenone)


La pitina è una polpetta di carne affumicata originaria della Val Tramontina, in provincia di Pordenone, nata dall’esigenza di conservare la carne.

 

Originalmente la pitina era composta esclusivamente da carni ovine o caprine o da selvaggina ungulata d’alta montagna, come il camoscio o il capriolo; la carne, allora, veniva triturata nella pestadora, un ceppo di legno incavato, assieme a sale, aglio, pepe nero spezzettato; si formavano quindi delle piccole polpette che si passavano nella farina di mais e si facevano affumicare sulla mensola del focolare usando legno di pino mugo.

 

Ora l'affumicatura si realizza con diversi legni aromatici, in prevalenza di faggio; una volta affumicata la pitina può resistere per molti mesi.

 

La forma di polpetta è dovuta al fatto che nelle zone montane non c’erano possibilità di reperire budella per insaccare la carne e quindi conservarla.


 

La preparazione, inoltre, non richiedeva particolari attrezzature quindi era possibile prepararle ovunque anche in malghe lontane da centri abitati.

 

La stagionatura della pitina è di almeno 30 giorni e si può mangiare sia cruda che cotta, anche nelle sue varianti peta e petuccia che differiscono dalla pitina per le diverse erbe aromatiche aggiunte nell'impasto e, nel caso della peta, per le dimensioni più grandi.



di Redazione 35