Su pistiddu di Dorgali (Nuoro): un dolce per San Sebastiano


Regione Sardegna - Cultura


Gennaio 2013, Dorgali (Nuoro) -

 

Per la festa di San Sebastiano, che ricorre il 20 gennaio, in molti paesi della Sardegna settentrionale e centrale si accendono fuochi nelle piazze.

 

A Dorgali (Nuoro), paese di circa ottomila abitanti, ricco di storia e di bellezze naturali, questi falò hanno la particolarità di essere profumati da rami di rosmarino e di essere sovrastati da croci fatte di arance.

 

In questa occasione si confeziona un dolce formato da due sfoglie di semola e strutto (pasta suitta) o di pasta frolla (pasta de tzambella) ripiene di vincotto, semola e scorza d'arancia (su pistiddu).

 

La preparazione è lunga e laboriosa, soprattutto quella del ripieno; la sfoglia, pur essendo semplice, richiede comunque una certa esperienza e dimestichezza nell'uso di rotelle dentate e altri ferretti che servono per la decorazione.


 

In occasione della festa di San Sebastiano, ma anche di quella di Sant'Antonio (17 gennaio) i "priori dei santi" richiedono alle signore di preparare una gran quantità di dolci di questo tipo. Con essi gireranno intorno al fuoco e, dopo la benedizione impartita dal sacerdote, i dolci verranno distribuiti a tutti.

 

Secondo l'antica tradizione le decorazioni sulla superficie dei dolci dovevano essere a forma di doppia esse (San Sebastiano), oppure realizzate con antichi timbri di legno utilizzati solo per questo scopo. Oggi sono spesso decorati con motivi floreali o geometrici.



di Cristiana Grassi