L’Asparago di Borgo d'Ale (Vercelli)


Da oltre quarant’anni in questo piccolo borgo ed altri paesi confinanti, viene coltivata questa varietà di asparago la cui caratteristica è la dolcezza e la tenerezza dei germogli.

 

Questi requisiti derivano dal particolare ambiente pedoclimatico in cui si ottengono e dalla tecnica colturale utilizzata.

 

L’Asparago appartenente alla famiglia delle Liliacee, una specie ortiva perenne le cui parti commestibili sono i turioni, germogli di sapore particolarmente delicato, che si sviluppano dai rizomi sotterranei e possono assumere diverse colorazioni: verdi, bianchi o violetti.

 

Quello di Borgo d'Ale ha turioni lunghi da 22 a 27 cm., con una tradizionale colorazione verde-bianca.

 

La coltura comincia nell'autunno o nell'inverno, quando si pratica un'aratura profonda circa mezzo metro che viene concimata con il letame o concime chimico; la profondità dell'impianto influenza il tipo di prodotto e la durata dell'asparagiaia.


 

Di solito, l'impianto si effettua utilizzando le "zampe", il materiale riproduttivo di uno o più anni, che vengono messe a dimora in primavera, disponendole sul fondo delle fosse ad una distanza di circa 50 cm l'una dall'altra.

 

La raccolta viene effettuata manualmente e il prodotto viene lavorato in giornata: pulito, tagliato perpendicolarmente all'asse longitudinale e ben serrato in mazzetti.

 

Una sagra annuale ne esalta le qualità e lo presenta al pubblico con numerose preparazioni di piatti eccellenti; infatti l'Asparago di Borgo d'Ale è protagonista in molti piatti della cucina piemontese.



di Redazione 35