Lo Strauben della Val Sarentino (Bolzano)


Si tratta della ricetta di un dolce locale molto antica, di cui si stavano ormai perdendo le tracce e che è stata recuperata dagli abitanti di questa valle singolare che vive dell’allevamento di pecore e bovini.

 

La Val Sarentino è nota anche oltre i suoi confini per la lavorazione del corno e per le decorazioni ed i ricami eseguiti sul cuoio usando strisce ricavate dal fusto delle penne del pavone.

 

Questi valligiani hanno una grande attenzione per le loro tradizioni, una delle quali, questo caratteristico rotolino dolcie, ne è un esempio.

 

La preparazione richiede 200 grammi di farina, un po' di sale, un quarto di latte, 2 cucchiai di burro, una spruzzata di grappa o acquavite, due uova; qualcuno aggiunge anche zucchero, ma è una innovazione recente e non fa parte della ricetta originale.


 

Si deve mescolare nel latte tiepido la grappa, il sale e la farina; si aggiungono poi i rossi d'uovo lasciando riposare la pastella, quindi si devono aggiungere i bianchi montati a neve.

 

A questo punto si deve scaldare in una padella dell’olio da frittura o dello strutto in quantità abbondante e lasciare scendere la pastella attraverso un imbuto in modo da creare una lunga spirale: strauben significa infatti arricciare.

 

Quando la pasta è dorata da un lato, va girata in modo che sia ben dorata anche dall’altra; si mangia così com'è, oppure inzuccherata o con un po' di crema di susine.



di Redazione 35