Il Carciofo di Sezze (Latina)


Il Carciofo di Sezze è da alcuni decenni un prodotto caratteristico della zona, che ha trovato in questo territorio, nel suo microclima, nella media altitudine, riparata dalla catena dei Monti Lepini e riscaldata dai venti che provengono direttamente dal litorale laziale, un ambiente ideale, anche se è tra i prodotti classificati a rischio d’estinzione.

 

Il carciofo è del tipo "romanesco", con capolino di grossa pezzatura, sferico, compatto, con brattee verdi tendenti al violaceo, tenero, tondeggiante e senza spine dal gusto dolce.

 

Si tratta di una coltura pluriennale; si impiantano i carducci da agosto a fine ottobre e si raccolgono i carciofi a marzo-aprile.

 

Sono tante le ricette tramandate nel tempo, tra cui i Carciofi fritti d'orati, alla Giudia, al forno o in tegame, ma, oltre a proporsi per il gusto e la versatilità in cucina, possiede anche qualità curative per l’elevata quantità di fibra e di ferro che contiene.


 

Ad aprile, il momento più felice per la raccolta e la consumazione a Sezze e in molti altri paesi delle campagne a sud di Roma, come Priverno e Sermoneta , si tengono sagre e feste per celebrarne la fragranza.



La sagra del carciofo di Sezze, nel corso degli anni, è divenuta una degli appuntamenti gastronomici più famosi, popolari ed apprezzati di tutto il Lazio; in questa occasione il centro storico di Sezze con i suoi vicoli e le sue piazze si anima di migliaia di turisti che hanno la possibilità di gustare il carciofo preparato e servito in tutti i diversi modi possibili.

 

Il carciofo, poi, si trasferisce sulle tavole romane in coincidenza con le celebrazioni pasquali cattoliche e per il Kippur ebraico fino a diventarne un assoluto protagonista.



di Redazione 35