Settore Commercio a Torino: più ombre che luci. Trend positivo per la ristorazione


Camera di commercio di Torino Relazioni Esterne


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

 

I risultati di un ampio lavoro di analisi sul settore del commercio dell’area torinese degli ultimi 5 anni, realizzato da Camera di commercio di Torino in collaborazione con ASCOM-Confcommercio e Confesercenti di Torino, sono stati presentati presso la sede di Torino Incontra.


Una fotografia che restituisce alla città di Torino e al suo hinterland una situazione di crisi, più accentuata nel capoluogo, con qualche luce.

Via Lagrange a Torino - Ph ANDREA DI BELLA

 

Se da un lato gli anni della crisi hanno sicuramente influito sull’andamento del comparto, anche i mutati comportamenti dei consumatori ed i nuovi modelli e canali di acquisto hanno avuto importanti ripercussioni: solo negli ultimi cinque anni, si è registrata la chiusura di 3.300 unità. Più soggetta a questi cambiamenti è stata la città di Torino dove le attività commerciali hanno evidenziato una progressiva e costante diminuzione (- 7,5%). Ad essere maggiormente penalizzato è stato il commercio al dettaglio, con la chiusura di oltre 2.550 attività.



In generale, quasi tutte le categorie registrano una flessione, ma ci sono alcune eccezioni: crescono i negozi di vendita specializzati in prodotti alimentari, le tabaccherie (+ 80), i benzinai (+ 38) – seppure in flessione in Torino città (- 12) -, le farmacie e articoli medicali e ortopedici (+ 43), la vendita di prodotti usati (+ 27), i negozi di cosmetici e profumerie (+ 27).

 

A registrare più chiusure, invece, i negozi di abbigliamento (- 537), che rappresentano la componente più numerosa del settore (il 14,7% del commercio a sede fissa), e quelli di calzature e articoli di pelletteria (- 142). Tessili, arredamento e altri prodotti della casa (il 14,5% del comparto), registrano 485 chiusure dal 2012 ad oggi: in questa categoria la gran parte delle cessazioni è imputabile ai mobilifici (-122), ai negozi di ferramenta (- 131) e alle mercerie (- 57).


Buone le performance dei negozi specializzati in alimentari (l’11,8%) con + 359 esercizi: ottime le aperture registrate dai fruttivendoli (+170), buono il trend dei negozi di vendita di caffè (+ 96), delle panetterie (+ 32) e del commercio al dettaglio di bevande (+ 31), mentre calano macellerie (-55) e pasticcerie (- 21). In crescita gli ipermercati (+ 4), i supermercati (+ 55) e i discount (+ 28).


Per quanto riguarda le tipologie di imprese, a registrare le chiusure più consistenti sono state le imprese femminili che nel complesso sono calate di oltre 2.600 unità. Negativi anche i trend registrati dalle imprese under 35, che in cinque anni perdono circa 1.370 attività commerciali. Positivo l’andamento delle imprese straniere.


Andamento alquanto difficoltoso, quindi, per il commercio torinese, ma tra tante criticità si registra, fortunatamente, un forte dinamismo con ripercussioni positive nel settore della ristorazione (ristoranti, bar e altre attività come catering o mense). Quasi 18.500 localizzazioni registrate, con una crescita del +5,1% rispetto al 2012 (+892 esercizi): soprattutto la piazza di Torino risulta dunque essere molto interessante per nuove aperture.


Il 91% degli esercizi di questo settore impiega meno di dieci addetti, con forma giuridica prevalente di società di persone (il 45% del totale del settore), a differenza del tessuto imprenditoriale nel suo complesso, dove sono più numerose le imprese individuali (il 46,7% a fronte del 37,9% rilevato per le attività di ristorazione).


Nella ristorazione ad aumentare sono soprattutto i ristoranti (+ 1.064 unità nei confronti del 2012), la preparazione di cibi da asporto (+322) e la ristorazione ambulante (+67). Per contro i bar hanno accusato una flessione (- 369 esercizi) che appare più marcata nel capoluogo torinese rispetto al resto della provincia. In flessione anche la categoria residuale delle mense e dei catering: - 94 nei confronti di fine 2012. Sono i ristoranti a conduzione straniera ad ottenere un incremento della consistenza (+467 sul 2012) maggiore rispetto a quello registrato per le altre due componenti imprenditoriali (giovanile + 110 e femminile + 67).


“Siamo di fronte ad un periodo di grande trasformazione del comparto, ha commentato, tra l’altro, Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino, con un quadro in chiaro scuro, che vede da un lato la contrazione di alcune categorie di esercizi tradizionali, anche penalizzati dalle mutate abitudini dei consumatori, dall’altro la crescita di nuove imprese, come nel settore ristorazione, legate alla nuova immagine turistica della città ed ai nuovi comportamenti di acquisto”.
 



di Andrea Di Bella