Nuove OGR, cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo a Torino dal 30 settembre 2017


FONDAZIONE CRT


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Nate nel 1895 (lo stesso anno della nascita del cinema e della radio), le OGR hanno rischiato di morire due volte: una prima volta nel 1995, quando il piano regolatore di torino ne aveva previsto la demolizione (grazie ad una variante al piano, vennero salvate); una seconda volta a causa dello stato di abbandono per circa vent’anni (fatta salva la parentesi delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’italia nel 2011 e degli eventi di “test” di fcrt nel 2013, con circa 120.000 visitatori in 5 mesi).


Dal 30 settembre 2017 tornano a nuova vita dopo 1.000 giorni di cantiere e un investimento di Fondazione CRT di 100 milioni di euro.

NUOVE OGR - Foto Daniele Ratti

“Le OGR - sottolinea il Presidente della Fondazione CRT e delle OGR Giovanni Quaglia - sono la sfida più straordinaria di tutti i 25 anni di storia della Fondazione CRT: per risorse economiche, capacità e flessibilità progettuale, sforzo realizzativo, complessità burocratiche affrontate”.



E aggiunge, rivolgendosi ai giornalisti in visita in anteprima, “Adesso, arrivati (quasi) in vetta, ci fa particolarmente piacere condividere con voi questo momento, in modo che, attraverso il vostro racconto, le persone riescano ad amare ancora di più le OGR, avendo un’idea anche della fatica che ha reso possibile tutto questo”.


Le OGR sono, infatti, storia e memoria: un importante edificio dell’Ottocento, un simbolo di archeologia industriale nel cuore di Torino, il più grande stabilimento della città fino alla nascita della Fiat; un luogo che, però, era stato “condannato” all’abbandono per decenni, al punto da rappresentare una ferita per l’intera città.


Oggi si riporta a nuova vita un luogo bellissimo e unico, un elemento forte della comunità cittadina, aprendolo al mondo intero con:

  • spazi per eventi, mostre ed attività culturali;
  • spazi per l’enogastronomia legata alla valorizzazione dei prodotti del territorio;
  • in prospettiva, spazi per la ricerca, l'accelerazione d'impresa in vari ambiti della tecnologia e della scienza.

L’intero complesso di archeologia industriale, comprendente il maestoso edificio a forma di H di circa 20.000 metri quadri di superficie per 16 metri di altezza, le palazzine degli uffici e tutte le aree scoperte, è stato riqualificato da Fondazione CRT che, attraverso un proprio ente strumentale quale la Società Consortile per Azioni OGR-CRT, si è avvalsa di capacità professionali e imprenditoriali del territorio. Le risorse finanziarie messe in campo dalla Fondazione CRT, pari a 100 milioni di euro, hanno quindi fatto da volano per l’economia locale sin dalle prime fasi di progettazione e realizzazione delle opere, avviate il 30 luglio 2014 sotto la guida del Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale di OGR Massimo Lapucci, avvalendosi del Project Manager Arch. Marco Colasanti.


Innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, memoria storica, accessibilità per tutti sono stati i valori che hanno guidato il progetto di riqualificazione del nuovo cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo proiettato verso il mondo.


Tre “anime” si integrano tra loro come un ecosistema per lo sviluppo e la crescita del capitale culturale, sociale ed economico del territorio:

  • la ricerca artistica in tutte le sue declinazioni (nelle Officine Nord)
  • la ricerca scientifica, tecnologica e industriale (nelle Officine Sud a partire dal 2018)
  • l’enogastronomia con attività di somministrazione di food & beverage volte a valorizzare, in particolare, le produzioni a filiera corta (nel Transetto).

“Da un punto di vista progettuale, le nuove OGR sono il risultato di una vision coraggiosa – afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR Massimo Lapucci –. Una ristrutturazione di massima avrebbe consentito un utilizzo limitato e parziale delle ex Officine, ma ho pensato bisognasse guardare oltre: fare di questa ‘cattedrale’ della storia industriale di Torino uno dei motori dello sviluppo del territorio”.


Ed ecco due nuove piazze pubbliche nel cuore della città, liberamente fruibili da tutti come luoghi di relax, riflessione, incontro e socializzazione nell’arco della giornata: la Corte Est, affacciata su corso Castelfidardo, con opere d’arte a cielo aperto e la Corte Ovest, su via Borsellino, con un giardino caratterizzato dall’antica torre dell’acqua e da un palco, posto ideale per eventi, spettacoli, esposizioni, ristorazione e aperitivi en plein air.


E ancora, le Officine Nord, uno spazio di circa 9.000 metri quadri (200 metri di lunghezza), che ospiteranno, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti – dalla musica classica a quella elettronica – eventi di teatro, danza e persino esperienze di realtà virtuale immersiva, in una vera e propria digital gallery.


Cuore delle Officine Nord è il “Duomo”: l’imponente sala alta ben 19 metri – dove i vagoni dei treni venivano posizionati in verticale per le manutenzioni – sarà destinata a simposi, workshop e conferenze, a sottolineare il cambiamento della missione delle OGR, dalla riparazione dei treni alla riparazione e rigenerazione delle idee.


Le arti visive saranno localizzate nei tre “binari” ovest delle Officine Nord, le arti performative nell’ala est, che mantiene l’antica denominazione di “Sala Fucine”: quest’ultima è dotata di un palco ad altezze variabili (il cui volume crea l’effetto di una “scatola nella scatola”), di tribune per il pubblico mobili e a scomparsa, di una cabina di regia.


Alcuni murales sulle pareti, tracce del passato dell’edificio, sono stati conservati per renderli visibili al pubblico, in un gioco di rimandi e contaminazioni tra memoria e contemporaneità.


E si prosegue con le Officine Sud, una lunga promenade di circa 200 metri, hub per la ricerca, “attrattore” e acceleratore delle migliori start up innovative, polo per lo sviluppo progettuale nel settore delle industrie creative, laboratorio dedicato agli Smart Data, centro di sperimentazione funzionale anche alla proposta di contenuti ad hoc per il pubblico delle Officine Nord.


Tra le due Officine Nord e Sud, il Transetto, un ampio spazio di circa 2.000 metri quadri con mezzanino dedicato al gusto: si chiamerà simbolicamente "Snodo", avrà un forte legame con la filiera enogastronomica piemontese, e sarà aperto dalla prima colazione fino al dopo cena, 7 giorni su 7. Per soddisfare le esigenze di pubblici diversi – visitatori delle OGR, studenti, giovani, business community, famiglie ecc. – la taste experience, all’insegna della creatività delle proposte, si declinerà in cinque zone di Snodo: due ristoranti (di cui uno “premium”, con cucina a vista ed esibizioni degli chef che potranno preparare i piatti direttamente davanti ai clienti), un’area lounge a soppalco disponibile anche per eventi dedicati, un cocktail bar sulla Corte Ovest per aperitivi sia d’estate sia d’inverno, uno smart bar con “social table” dalla lunghezza record di 25 metri, pensata come punto di ritrovo, aggregazione e relax per consumare pasti o bevande sfogliando il proprio tablet o pc.


A caratterizzare il Transetto sarà anche il grande murale “Track”, commissionato all'artista venezuelano Arturo Herrera: l’opera prende spunto dal passato ferroviario del sito. Il murale sarà composto da un intricato reticolo di linee che possono ricordare un tracciato di binari e che, con il loro diramarsi in varie direzioni, suggeriscono in maniera astratta alcuni dei valori cardine del nuovo spazio: interconnessione, fluidità e dinamismo.


Così è se vi pare!
 



di Andrea Di Bella