La Lectio Magistralis del sociologo De Masi dà il via all'Anno Accademico 2016/17 dell'Unisg di Pollenzo


Università di Scienze Gastronomiche


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Inaugurato l'anno accademico 2016-17 dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo).


Il rettore Piercarlo Grimaldi ha aperto la cerimonia ricordando che inizia per lui l’ultimo anno di rettorato che conclude due mandati. “Un lungo viaggio di cui ho avvertito il quotidiano peso e l’altrettanta felicità di essere parte attiva di una frontiera di conoscenza che ogni giorno guarda oltre se stessa per incontrare nuove interrogazioni. Un percorso non comune e unico, che il fato ha voluto iniziasse quando ho conosciuto un giovane Carlo Petrini, che cercava altre ragioni politiche di una storia che già aveva fatto la sua storia, al fine di progettare nuovi orizzonti logici e affettivi di cibo e di terra”.

Il rettore ha, quindi, tracciato un bilancio dei suoi anni di rettorato, ricordando gli inizi dell'ateneo, difficili perché con un’organizzazione priva di storia e di memoria, la sua crescita, il contributo portato alla rinascita del borgo stesso di Pollenzo e allo sviluppo delle scienze gastronomiche a livello internazionale. Ha tratteggiato, inoltre, l'attività didattica, quindi i filoni di ricerca e in particolare l'idealità che anima l'UNISG.



"La promessa che la nostra Università stipula con i giovani del mondo che da noi si iscrivono, ha spiegato il rettore,  si fonda su una scommessa motivata da parole autorevoli, solide e oneste. Il buono, pulito e giusto del movimento Slow Food sono anche la cifra ultima del nostro linguaggio accademico che su queste categorie di sintesi trova i fondativi concetti ancorati a beni reali con i quali contribuire alla tessitura dell’ordito e della trama del nuovo linguaggio. I nostri studenti che hanno trascorso la loro meglio gioventù a Pollenzo sono il frutto positivo di questa sancita promessa”.


“Il linguaggio delle scienze gastronomiche da un lato si fonda su una concreta memoria di passato, dall’altro intercetta le spinte innovative di nuova coscienza del cibo. Abbiamo la sacrosanta necessità  di costruire un percorso formativo che valorizzi temi legati alle nostre idealità scientifiche e didattiche, per continuare ad essere il primo Ateneo al mondo avente come solo tematico oggetto di studio il cibo, la terra e quindi ,forse, un “anticipo di paradiso”".


Infine, dopo aver ringraziato e salutato docenti, staff e studenti, il rettore Grimaldi ha voluto chiudere con un commosso ricordo: "Non posso non ricordare la figura di un giovane che per sete di conoscenza e di giustizia ha pagato con la sua vita. A Giulio Regeni voglio dedicare queste pagine, affinché la sua memoria rimanga anche parte del nostro Ateneo".


Hanno poi preso la parola i rappresentanti degli studenti, Federico Mattarelli e Bruno Morett Figueiredo Rosa.

È stata la volta, quindi, della Lectio Magistralis  del prof. Domenico De Masi, dal titolo Una semplice rivoluzione. Domenico De Masi, Professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è uno tra i più stimati accademici italiani in materia lavoro e qualità della vita. De Masi ci ha insegnato il valore dell’ozio creativo, dei tempi lenti, di una più umana redistribuzione di risorse ed impegno. Insegnamenti, questi, che trovano risonanza nell’etica e nel disegno di questa Università.


"Il grande paradosso di oggi è dato dal fatto che ogni anno la ricchezza complessiva del pianeta aumenta, ha esordito De Masi, ma in ogni paese aumenta proporzionalmente il divario tra ricchi e poveri. Questo comporta disgregazione sociale. La nostra società postindustriale è priva di modelli di riferimento e sembra senza sbocchi, poiché ha basato la sua potenza sulla presunta disponibilità infinita delle risorse naturali, sulla presunta crescita infinita del Pil, sulla mercificazione della terra, dei prodotti materiali e immateriali, dei rapporti umani e della cultura, sul consumismo di massa, creando effetti devastanti a livello mondiale".


"Siamo però giunti ad un momento unico, perché l’umanità si trova in mezzo al guado, tra la società industriale che declina e quella postindustriale che avanza. Il neo-liberismo ha trasformato ogni attività in competizione e ha snaturato la convivialità in un continuo susseguirsi di gare per distinguere tra vincenti e perdenti,  ha aggiunto il sociologo, ecco perché occorre passare da una società competitiva a una società basata sul  dono. Riflettete: ognuno può donare qualcosa di sé agli altri. La natura dell'uomo ha insita la solidarietà, mentre la competitività crea stress".


In chiusura, De Masi ha lanciato la sfida, esplicando la sua proposta per passare dalla competizione alla cooperazione, dalla società competitiva alla società del dono, lasciando spunti di riflessione e di cambiamento alla platea. Ecco la sintesi in 12 punti:
"donare socialdemocrazia, per non morire di liberismo; donare tecnologia per ridurre la fatica; donare lentezza per eliminare lo stress; donare il pressappoco, per umanizzare il mondo della precisione; donare senso alle cose per snervare il consumismo; donare ozio creativo per ribaltare l’alienazione; donare lavoro per ingannare la depressione; donare indignazione per sconfiggere l’oppressione; donare visione per non brancolare nel buio; donare felicità per non appassire nella melanconia; donare bellezza, per non morire di arsura; donare follia, per non affogare nell’ovvietà".


“Ognuno di noi deve assaporare la vita anziché assaggiarla”, conclude il sociologo.

Ha chiuso la mattinata Carlo Petrini, presidente dell'UNISG.


"Il mio augurio è che il rettore Piercarlo Grimaldi possa concludere la sua avventura a Pollenzo con il raggiungimento della classe di laurea per le Scienze Gastronomiche, nonostante le intemperie politiche del momento.  Si tratta di un punto di approdo importantissimo. Non c'è nessun senso di addio, ma un arrivederci. Questo è un percorso che continua, che vede il cambio delle generazioni".


Ricollegandosi poi alla Lectio di De Masi e al concetto di dono e di volontariato, Petrini ha parlato di felicità e di condivisione, rivolgendosi agli studenti di Pollenzo: "L'elemento distintivo della vostra felicità sarà quando voi farete qualcosa per coloro che hanno meno di voi, quando vi impegnerete nel dare un po' del vostro tempo per cambiare le cose. Il bene comune oggi è dato dalle buone pratiche e dal volontariato".


Petrini ha concluso lanciando un appello: "Pollenzo deve diventare più inclusiva e si deve allargare nel mondo. Lavoriamo perchè l'UNISG sia una università diffusa: portate il vostro sapere nei vostri paesi e diffondete la nostra didattica. Non ci sarà mai cambiamento, senza educazione. Siamo arrivati fino a qui e adesso incomincia il bello".

 

 



di Andrea Di Bella




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