Comunicare il turismo nell’era digitale: anche il cinema nelle “Contaminazioni in viaggio”


Contesti Turistici


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Aumenta il peso della componente digitale sul mercato complessivo del turismo in Italia, questo è ormai un dato consolidato. Il Mercato Digitale del Turismo vale 10 miliardi circa, nel 2015, secondo una ricerca Doxa.

 

Il Turista Digitale italiano è particolarmente attivo su Internet in tutte le macro-fasi del viaggio: nei momenti pre-viaggio, l’88% ricerca informazioni e l’82% prenota o acquista qualcosa (alloggio, mezzo di trasporto o attività da fare a destinazione); durante il viaggio il 44% acquista su Internet qualche attività e l’86% utilizza applicazioni in destinazione a supporto dell’esperienza; il 61% fa attività digitali nel post-viaggio. Inoltre continua l'impetuosa crescita degli acquisti da Smartphone (oltre +65%)



In prospettiva, l’Italia  dà l’immagine di uno dei paesi più dinamici per i prossimi anni come sviluppo del canale Travel on line. La crescita della fruizione di contenuti da parte della Net Generation, la penetrazione degli Smartphone sempre più capillare nel tessuto sociale della popolazione italiana, la politica di investimenti massicci degli  addetti ai lavori concorrono verso la rapida crescita del mercato, che si stima potrà fare superare al canale on line la soglia del 40% nel giro di un anno.

 

E allora come organizzarsi, quali strategie di marketing, quali tecniche di comunicazione necessitano agli operatori del turismo nella nuova prospettiva del digitale? Quali soluzioni tecnologiche adeguate al comportamento dei nuovi consumatori?


Ad affrontare l’argomento ha pensato Contesti Turistici, impresa di ricerche di mercato, consulenza e formazione turistica, assieme a Talking, organizzazione eventi. Attraverso “Contaminazioni in viaggio”, un ciclo di seminari di studio e approfondimento tenutosi a Torino nelle scorse settimane, si è analizzato il tema, sotto la regia di Paola Tournour-Viron, giornalista specializzata in economia e marketing del turismo, ideatrice dell’iniziativa.


Nuove chiavi di lettura che aprono ulteriori orizzonti, sempre più accattivanti, innovativi, sensibili ai rinnovati gusti dei travellers del terzo millennio e soluzioni digitali di comunicazione moderne per  affrontare i cambiamenti in atto nei vari segmenti dell’industria turistica.

Partendo dalla statistica e dai trend turistici in atto, evidenziate con puntualità e professionalità da Melania Cammisa di Contesti Turistici, nel corso dei seminari sono stati analizzati tre temi strategici della comunicazione turistica:  la scrittura, l’infografica, il mondo del video.


Un prodotto comunicativo deve essere fresco, deve saper  incrociare gusti e sensibilità dei nuovi target di riferimento del web marketing. È indispensabile costruire una comunità intorno al brand e lasciare ai clienti un posto sempre attivo dove poter esprimere le esigenze o i pareri, ricevere promozioni e stimoli che incrementeranno la reputazione on line. E allora si devono formulare proposte  osservando tecniche di scrittura accattivanti, con informazioni precise, originali e caratterizzanti. Messaggi rapidi, chiari e scorrevoli, soprattutto convincenti. Bisogna colpire il cuore del lettore. E curare l’aspetto fotografico, con immagini coerenti con la narrazione.

 

"Generare un testo significa attuare una strategia di cui fan parte le previsioni delle mosse altrui", affermava Umberco Eco.


Tra gli altri è intervenuto, Remo Vangelista, direttore  responsabile della testata TTG Italia, specializzato in economia e marketing del turismo.


“Ogni proposta necessita di maggiore creatività,
ha sottolineato Vangelista, deve essere accattivante, suscitare curiosità. Occorre una comunicazione più moderna che sfrutti le tecnologie digitali. Il lettore è al centro dell’attenzione: il protagonista non è chi scrive. Bisogna attualizzare la narrazione in base ai temi sensibili di oggi. Molto importante deve essere  la qualità della scrittura, il modo di rapportarsi; nella scrittura occorre essere sintetici e immediati e diversificare la comunicazione a seconda del segmento di ascolto”.


Sollecitato da Paola Tournour-Viron sui temi attuali della comunicazione e sulle  innovazioni derivate dall’utilizzo del web, il direttore  ha replicato “carta stampata o web? Pari dignità. Il digitale resta on line per un tempo infinito e per il lettore è più utile e immediato. La comunicazione verso le aziende o gli uffici stampa meglio sul cartaceo. La comunicazione grafica deve avere un impatto semplice e immediato, deve tenere  agganciati alla lettura, però bisogna affidarsi a un buon grafico. Oggi, all’immagine statica, grazie al web e ai social, si sono aggiunti i video. In un mondo di immagini è il modo migliore per catturare l’attenzione”.


Scrittura, grafica e immagini in movimento: occorre stabilire una strategia comunicativa mirata per trasferire i propri valori aziendali, creando un racconto autentico, credibile del proprio prodotto, con testimonianze, magari, dei propri clienti; e, ancora, fare accompagnare la narrazione scritta da un racconto fotografico suggestivo e coinvolgente. Catturare emozioni. Infine, integrare il tutto con immagini in movimento, per un turismo che impara a dialogare con il pubblico. di approfondimento.

La comunicazione del turismo on line è diventa essenziale, prioritaria ma deve essere originale e strategica (no “cosa”, no “come” ma “perché “ promuovo un determinato prodotto).

 

“Si deve passare dalla “visibilità della comunicazione” alla “credibilità della comunicazione”: il turista consumatore diventa “consumattore”. Si deve passare dallo Story Telling al Tourist Telling”. Così si è espresso Stefano Di Polito, regista cinematografico, esperto di creatività e social media e ideatore del Metodo Tourist Telling, nel suo intervento.


“Per rendere più efficace la promozione scritta e orale di un prodotto dobbiamo innovare le tecniche di narrazione turistica al fine di favorire il coinvolgimento diretto degli operatori, dei cittadini e dei viaggiatori. È tempo di narrazione cinematografica per presentare luoghi e territori, raccontando l’esperienzialità turistica, condividendo momenti di vita. Gli input dei clienti offrono spunti e suggeriscono idee, diventano contenuto”.


Valorizzare lo Story Telling, quindi,  e condividere sensazioni, raccontare i luoghi attraverso gli occhi di chi li vive ogni giorno, di chi li ha conosciuti e di chi li ama, per costruire scenari coerenti e autentici molto apprezzati dai viaggiatori.


“Occorre, quindi, progettare nuove forme di promozione di una destinazione turistica o di un prodotto, conclude Di Polito, per costruire esperienze di viaggio in grado di generare il passaparola perché sorrette dall’attenzione a etica, cultura e sostenibilità”.

 


 



di Andrea Di Bella