Terra Madre Salone del Gusto 2016: l'impatto economico porta 28-38 mln di Euro a Torino. Le ricadute sulla città


Slow Food


A cura di  ANDREA DI BELLA

Si era partiti con la progettazione sistemica avviata da Slow Food già nel 2006. Obiettivo: riduzione dell’impatto ambientale dell’evento. Con l’edizione del 2016, invece, Terra Madre Salone del Gusto si è spinto avanti, ampliando i temi di analisi , includendo l’impatto sociale e culturale della manifestazione, oltre che economico sul territorio.


Il progetto si è sviluppato secondo le linee guida del Systemic Event Design (SEeD), sviluppato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Design Politecnico di Torino e Università di Torino, con il supporto di Turismo Torino. Un prezioso strumento per la progettazione della nuova edizione che Slow Food intende condividere con i vari attori che hanno contribuito al pieno successo dell’edizione 2016.



“Un progetto multidisciplinare, un nuovo modello di analisi e di progettazione per una realtà multiforme e dinamica, afferma Franco Fassio, ricercatore presso l’Università degli studi di Scienze Gastronomiche, per dare un contenitore adatto al Cibo “Buono, Pulito e Giusto” di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food”.

Carlo Petrini - Ph ANDREA DI BELLA

“I dati statistici elaborati ci confortano, sottolinea Carlo Petrini, intervenuto alla presentazione del report,  ci danno energia per continuare. Ormai tutto il mondo parla di Terra Madre Salone del Gusto e della bellezza di Torino. Il valore è forte. Non dimentichiamoci dei beni relazionali: non c’è manifestazione del cibo che possa essere paragonata a questa, proprio perché manca Terra Madre. Nessuno porta le relazioni di contadini, allevatori, pescatori che vengono qui e poi trasferiscono nei loro Paesi. Torino e il Piemonte sono diventate le Nazioni Unite dei contadini. Torino offre spazi bellissimi, andremo nelle periferie a patto che qui nascano Orti  scolastici e i Mercati della Terra di Slow Food".


Ed ecco alcuni dati statistici relativi all'edizione 2016,che inducono a riflessioni interessanti.


Del campione intervistato (93% italiano, 62% piemontese), il 52% ha dichiarato di aver partecipato ad almeno una delle edizioni passate, mentre per il 48% si è trattato della prima volta.


Valore ambientale
A partire dal 2006 l’Università di Scienze Gastronomiche e Design Politecnico di Torino hanno stimato che la sostenibilità ambientale sia aumentata del 45%, dimostrando come un evento culturale possa crescere riducendo il proprio impatto negativo sull’ambiente. In questa edizione di Terra Madre Salone del Gusto è stato raggiunto il 70,42% di raccolta differenziata nelle isole dedicate all’interno dell’evento, con una media di circa il 90% di purezza del rifiuto, permettendo di valorizzare materiali recuperabili, evitando così una spesa collettiva di circa 6780 Euro per il loro smaltimento. Risparmi energetici derivanti dalla raccolta differenziata e dal recupero di carta, plastica, vetro, oli.


Grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare 2 tonnellate di derrate alimentari sono state recuperate e donate ai più bisognosi, per un valore economico pari a circa 8.000 Euro. Rispetto alle precedenti edizioni indoor, il consumo dell’acqua pubblica (grazie a fontanelle e colonnine di rete) ha fatto risparmiare 102.000 bottigliette di plastica da mezzo litro. Le emissioni di CO2 sono state ridotte grazie all’uso di materiali biodegradabili e compostabili. Il fabbisogno energetico fieristico è stato soddisfatto in gran parte immettendo nel circuito nazionale un quantitativo di energia pari a 338,4 MWh proveniente quasi esclusivamente da fonti rinnovabili (idrica e solare) o assimilata (cogenerazione ad alto rendimento), con un risparmio di circa 121,14 t. di CO2.


Impatto economico
L’analisi dell’impatto economico generato da Terra Madre Salone del Gusto 2016, realizzata da Management Università degli Studi di Torino in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, ha permesso di determinare gli effetti attivati nell’economia di mercato del territorio, considerando, inoltre, quelli derivanti dall’economia di reciprocità. Quest’ultima è legata all’appartenenza al mondo Slow Food o alla sensibilità rispetto alla manifestazione, che ha creato un network di volontari attivi durante l’evento, una rete di ospitalità e altri benefit correlati.


Stando ai dati raccolti tra 448 esercizi commerciali della città, emerge come l’evento abbia portato un incremento del lavoro sul territorio. La maggioranza delle persone si è fermata a Torino più di un giorno, con una spesa media di 38 Euro.

 

Risultano positivi anche i dati relativi all’utilizzo di bus turistici all’interno della città, metropolitana, taxi e dello scalo di Torino Caselle, che registra una crescita di passeggeri pari al 30% rispetto all’edizione 2014. Considerando gli afflussi complessivi riportati dalle fonti di stampa (che oscillano tra 750.000 e 1.000.000 di persone) che, avendo valori differenti, generano risultati diversi, si stima che l’impatto economico oscilli tra i 28 e i 38 milioni di Euro sulla città di Torino. In ogni caso è evidente l’aumento della ricaduta economica generata dalle spese del pubblico sul territorio, se confrontata con i 9,2 milioni di Euro stimati per l’edizione 2012.


Impatto sociale e culturale
La realizzazione di Terra Madre Salone del Gusto 2016 per le strade e le piazze della città di Torino è stata per Slow Food una scommessa politica, culturale, sociale: la volontà di affermare che un cibo di qualità deve essere un diritto di tutti e tutti devono poter dunque esserne partecipi. L’elaborazione di questi dati è stata condotta da OMERO e LabNET dell’Università degli Studi di Torino.


Per i visitatori Slow Food è associata all’educazione alimentare (51%), alla rete dei contadini (35%) e alla sostenibilità (35%) e si stima che il 54% abbia acquistato un prodotto dei Presìdi Slow Food o delle Comunità del cibo di Terra Madre. Positivi i riscontri dei volontari e di chi ha ospitato i delegati della rete, dove la stragrande maggioranza ha dichiarato di aver mantenuto i rapporti con persone conosciute nelle passate edizioni e di voler rifare l’esperienza, mentre circa il 20% ha cambiato la propria posizione rispetto al cibo.

 

Per i delegati Terra Madre Salone del Gusto è stata un’occasione importante per trovare motivazioni e stimoli per la propria attività. Ne è risultata una rete di reti che ha coinvolto 71 nazionalità diverse creando un legame tra razze, religioni ed esperienze. Interessante anche l’analisi dei valori alla base dei comportamenti dei visitatori, per cui è emersa una spiccata attenzione a processi di produzione e tecniche di lavorazione rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori. Per quanto riguarda le relazioni virtuali, invece, sono stati analizzati i social media.

 

Le discussioni su Twitter, ad esempio, hanno dato vita a 23.612 tweet coinvolgendo circa 200 milioni di followers diretti e indiretti da molti Paesi e insieme agli altri social comunemente utilizzati hanno trasformato Torino nei giorni dell’evento in un Hub per la rete sul tema del cibo.

 


 



di Andrea Di Bella




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