Il Piemonte del vino affronta il mercato italiano ed estero con un format vincente. Il 2017 in tour mondiale


Piemonte Land of Perfection


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Sono pochissimi i territori al mondo in grado di rappresentare il vino al suo meglio. Il Piemonte appartiene di diritto a questa ristretta cerchia, grazie alle eccellenze espresse dai suoi vigneti, alla bellezza delle sue terre, alla capacità di offrire a chi le visita un’accoglienza sempre di altissimo livello. E che dal 2011 è in grado di raccontare tutto questo in modo armonico attraverso Piemonte Land of Perfection, brand che riunisce i Consorzi di Tutela dei vini regionali e la più importante Associazione di viticoltori.

 

Un vero e proprio dream team che ha scelto Roma per fare il punto sui risultati dell’ultima vendemmia e sulle novità e i programmi del 2017. Con una particolare attenzione per il tour mondiale che parte idealmente dalla Capitale per toccare nel corso del prossimo anno numerose città, da Bordeaux a Hong Kong, passando per Londra, Cina e Corea.


Il tutto sempre nel rispetto della filosofia di Piemonte Land of Perfection, che è quella di promuovere le caratteristiche, i pregi e i vini che hanno fatto e continuano a fare la storia dell’enologia italiana e che, pur nel rispetto delle singole peculiarità, si presentano nel mondo come una squadra blasonata e vincente, dove ognuno è parte di un insieme straordinario. Un fronte compatto che rappresenta al meglio un patrimonio di 43.500 ettari, 18.000 aziende, con un valore che, solo sul fronte export, giunge a sfiorare il miliardo di euro.


Di questo e altro si è parlato nel corso di “Il Piemonte a Palazzo”, l’evento promosso dal Consorzio Piemonte Land e supportato dalla Regione Piemonte, che ha avuto come teatro gli storici spazi di Palazzo Brancaccio a Roma. L’incontro è stato l’occasione per presentare a un pubblico selezionato di istituzioni, giornalisti e operatori del settore il format che il prossimo anno verrà “esportato” nel mondo per proporre il Piemonte: dal vino alla cucina (in questo caso è stato lo chef stellato Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento a far da ambasciatore), alla bellezza dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato riconosciuti Patrimonio dell’Umanità Unesco. Ma anche i risvolti socio-economici di una cultura fortemente improntata sull’agricoltura, in particolare sulla vite.


“Il vino è uno degli ambasciatori del Piemonte in tutto il mondo – ha sottolineato Giorgio Ferrero, Assessore all’Agricoltura Regione Piemonte – Un testimonial d’eccezione che porta con sé la storia, la tradizione, la cultura di un territorio che occupa uno spazio importante nell’ambito dell’enogastronomia mondiale”.


“Ci siamo dati degli obiettivi ben precisi – ha spiegato il Presidente di Piemonte Land Giorgio Bosticco – Essenzialmente far conoscere le nostre colline, la loro cultura e la viticoltura a sempre più persone. Quindi ribadire il ruolo del nostro vino che offre un contributo fondamentale non solo per quanto concerne l’economia in senso generale – è di circa un miliardo di euro il valore dell’export del vino piemontese – ma anche e soprattutto sul fronte del turismo, dove ogni anno si segnala l’arrivo di oltre un milione e seicentomila visitatori solo nell’area Unesco. La metà sono stranieri, ma nelle nostre attività non dimentichiamo certamente gli Italiani, che dimostrano una passione crescente per i nostri territori. Ci aspetta un 2017 intenso con attività, partecipazioni a fiere e una presenza di livello nei maggiori eventi internazionali del settore.  Con “Piemonte a Palazzo” abbiamo scelto la Capitale come prima tappa per il tour 2017”.
 



di Andrea Di Bella