Turismo enogastronomico: Peperò di Carmagnola, Toma di Lanzo e di Usseglio. Impatto socio-economico


Comune di Carmagnola – Ufficio Manifestazioni


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Il turismo enogastronomico valorizza il patrimonio culturale piemontese? Quali ruoli rivestono le Fiere, le Sagre, le Mostre dedicate ai prodotti della terra, ai fini delle ricadute economiche, sociali e turistiche sul territorio?


Domande a cui ha dato una risposta l’interessante ricerca condotta dall’Università Bocconi (Prof. Giuseppe Attanasi) e dal Politecnico di Milano ( Dott.ssa Valentina Rotondi), i cui risultati sono stati presentati presso la regione Piemonte, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero, al sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio e di Usseglio Pier Mario Grosso.


Il campione:

  • Peperò di Carmagnola, relativo alla 67a Sagra del Peperone
  • 20a Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei Formaggi d’Alpeggio di Usseglio

Un monitoraggio, attraverso la raccolta continuativa dei dati nel tempo, dell’impatto economico ed il capitale sociale generato sull’economia locale e non una semplice fotografia dell’affluenza di visitatori.


 

I risultati dimostrano che l’impatto economico totale minimo di Peperò 2016 è stato di 4.917.882 € , +87 % rispetto al 2015 e +128 % rispetto al 2014 e sono aumentati di 8 punti percentuali sull’intero campione i turisti altamente motivati che si sono recati a Carmagnola proprio per la Sagra. L’impatto economico totale minimo della Mostra di Usseglio è di 96.089,17 €.


Dati che confermano una ricaduta  economica significativa su due territori del tutto diversi della provincia di Torino: Carmagnola, a pochissimi chilometri da Torino, facilmente raggiungibile, Usseglio, posto in territorio montano più difficile da raggiungere.

Peperoni di Carmagnola e Toma di Lanzo - Ph. ANDREA DI BELLA

Peperone e formaggi d’Alpeggio hanno rappresentato, attraverso le sagre organizzate dai rispettivi comuni di Carmagnola e Usseglio, un motivo valido per far raggiungere queste località da una moltitudine di visitatori, incrementando così il flusso turistico e di conseguenza gli effetti sull’economia locale. 


Gli effetti benefici di queste iniziative, infatti, non si manifestano solo in un aumento della domanda indotta e della ricchezza immessa sul territorio, ma anche e soprattutto in termini di aumento nella fiducia nei confronti delle persone che condividono la stessa esperienza. Si tratta del cosiddetto capitale sociale istantaneo, un concetto in grado di spiegare in maniera molto efficace come, dalla condivisione di un’esperienza comune, si possa generare una maggiore fiducia nelle persone incrociate durante un evento a cui si è scelto di partecipare e, quindi, una maggiore predisposizione alla condivisione e alla circolazione della cultura e della “ricchezza” dallo stesso generata.


La metodologia utilizzata per la raccolta dei dati è consistita in un questionario cartaceo somministrato ai visitatori nel corso delle due manifestazioni da parte di diversi intervistatori, studenti di istituti superiori del territorio appositamente formati per questo genere di rilevazioni.


Il caso Carmagnola
Sono stati raccolti in totale 868 questionari, 62% da donne e il 38% da uomini, il 36% con meno di 25 anni (+12% rispetto al 2015), e circa il 60% con meno di 40 anni. La provenienza degli spettatori è alquanto eterogenea e, rispetto agli anni precedenti, é aumentata la percentuale di partecipanti alla Sagra provenienti da fuori della Provincia di Torino. La maggior parte dei visitatori non residenti a Carmagnola sono turisti non originari e quindi il turismo della Sagra non è un turismo cosiddetto “di rientro”.


Riguardo alla durata della permanenza, quasi tutti i turisti stranieri vengono alla Sagra per restarci e viverla (pernottando a Carmagnola), mentre la maggior parte dei turisti italiani sono “di passaggio”, magari approfittando della Sagra per visitare altri luoghi vicini a Carmagnola, probabilmente pernottandoci.


Come per le altre due edizioni, le aree di maggiore interesse della Sagra sono le aree enogastronomiche e meno interesse suscitano i negozi e le rassegne commerciali, comunque segno di un’offerta culturale alquanto variegata. A conferma di ciò, l’offerta gastronomica è ritenuta soddisfacente dal 96% degli intervistati (+1% rispetto alla scorsa edizione), soprattutto per la sua qualità (47%) e varietà (39%), meno invece per il prezzo (7%) e le novità (8%).


Il caso Usseglio
Per ciò che riguarda la Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei Formaggi d’Alpeggio di Usseglio, sono stati raccolti in totale 254 questionari su un numero totale di visitatori di circa 10000, il 61% da donne, l 39% da uomini, il 70% con più di 40 anni di età e più dell’80% con più di 30 anni.

 

Considerando il capitale sociale istantaneo, si è osservato che il 33% dei visitatori accorda la propria fiducia “istantanea” al fatto che la Mostra Regionale della Toma di Lanzo valorizza la tradizione piemontese. Di coloro che sono rimasti ad Usseglio almeno una notte, la maggior parte soggiorna in una casa (46%) o è ospite di parenti e amici (15%), il 25% ricorre all’offerta tradizionale (alberghi, agriturismi e B&B), il 14% dorme in camper.


Più del 40% dei visitatori sono “nuovi” visitatori. Dei visitatori intervistati, il 29% dichiara di partecipare alla Mostra perché “questa rappresenta una tradizione”, “per curiosità” il 26%. Il restante 45% si divide tra per “l’offerta gastronomica” (18%), “per stare in mezzo a molta gente e divertirmi” (17%),), “per caso” (9%) e “per gli ospiti delle serate” (1%). Tre utenti su quattro dichiarano che la qualità della Mostra è elevata.
 



di Andrea Di Bella