A Terra Madre Salone del Gusto 2016 di Torino ha vinto la partecipazione: condivisione culturale, sociale e politica


Slow Food


A cura di ANDREA DI BELLA

Ho visto fiere del libro, fiere dell’arte, fiere del mobile, fiere del giardinaggio, saloni dell’auto e chi più ne ha più ne metta. Ma non ho mai visto tanta gente così in giro per Torino (forse solo al tempo delle Olimpiadi 2006), impazzita, dedicata, sorridente, appassionata, felice. A piedi, sulla metropolitana, sui bus e sui tram, in moto, in bici, anche sui pattini, grandi e piccoli uniti da uno spirito comune: il cibo!


La scoperta del cibo, la presentazione di tanti prodotti provenienti da tutto il mondo, la curiosità e il piacere (condivisibile) della degustazione, il dialogo con qualcuno dei 7000 delegati di Terra Madre di ogni parte del mondo per ascoltare storie affascinanti di cibo, di uomini e di territori, l’acquisto di un cibo Presidio Slow Food quasi introvabile in altri momenti, la ricerca spasmodica di un determinato prodotto “mi hanno detto che lo trovo solo qui”, o solo appagamento della vista , sono alcuni motivi di questa rivoluzione in città.


Stand presi d'assalto - Ph ANDREA DI BELLA

Centinaia di migliaia di persone, mosse da un desiderio di conoscenza, di approfondimenti, di rinnovata consapevolezza sul cibo, si sono avvicendate anche nei teatri cittadini, hanno partecipato ai Forum di Terra Madre, sono state coinvolte a scoprire il valore della Biodiversità e a come modificare i consumi per salvaguardare il futuro del Pianeta, hanno scoperto un volto inedito di Torino che nei musei, nei cortili, sotto i portici e per le vie del centro hanno avuto modo di esplorare il tema del cibo sotto molteplici punti di vista.


Partecipazione, confronto e condivisione: insieme per Voler bene alla terra. Si chiude la prima edizione di Terra Madre Salone del Gusto nel cuore di Torino, una scommessa vinta. Tra spettacoli teatrali e giochi per capire cos’è la biodiversità, oltre 1800 bambini e genitori hanno partecipato alle attività di Slow Food Educazione al Borgo medievale, insieme a 50 classi delle scuole. Esauriti i posti agli appuntamenti su prenotazione (circa il 60% dall’estero), dai Laboratori del Gusto a quelli di Mixology, dalla Scuola di Cucina alle cene in città, tutti organizzati in alcuni tra i luoghi più caratteristici di Torino, da Palazzo Reale al Circolo dei Lettori. Presi d’assalto la Via del Gelato e del Miele, i Food Truck e l’Enoteca in Piazzetta Reale, per non parlare delle Cucine di strada e di BirraMurazzi, trasformatesi naturalmente nel punto di incontro di torinesi e non solo. Oltre 5000 persone hanno ascoltato i dibattiti e le Conferenze al Teatro Carignano su land grabbing, migrazioni, agroecologia, legalità e diritti. Più di 1600 gli incontri B2B nello spazio Food Mood della Camera di commercio per gli incontri professionali delle aziende espositrici.


Ma l’emozione ha preso il sopravvento quella sera, quando la marcia di 7000 contadini, artigiani del cibo, pescatori, indigeni, attivisti e leader di Slow Food, semplici cittadini da 143 Paesi ha colorato le strade del centro cittadino.


“Il potere delle multinazionali dell’agroindustria cresce sempre di più, sottolinea a proposito Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e le speculazioni finanziarie sul nostro cibo condizionano la vita e la sopravvivenza di milioni di contadini nel mondo. Sul fronte opposto sta emergendo con forza una moltitudine che vuole e può cambiare dal basso le regole imposte da un’economia che travolge le vite dei più deboli”.

Produttori - Ph ANDREA DI BELLA

“Slow Food lavora quotidianamente insieme a tanti contadini, piccoli produttori, associazioni, movimenti e istituzioni, in 160 Paesi proprio per rafforzare l’economia locale e l’agricoltura di piccola scala. L’umanità di Terra Madre è scesa in piazza per affermare che il nostro cibo non può dipendere da decisioni prese nel chiuso di consigli di amministrazione interessati solo ai fatturati, ai profitti e ai dividendi".


"Il mondo dell’agricoltura è fatto da grandi multinazionali, ma anche da più di 500 milioni di aziende familiari che ogni giorno lottano per difendere la biodiversità, agire localmente per sviluppare economie sane e pulite. Questa moltitudine promuove concretamente un modello alternativo, delinea futuri possibili in cui la sovranità alimentare è realizzata e diffusa, in cui il cibo non è schiavo di un mercato senza volto e senza freni. Loro sono giganti, non c’è dubbio, ma noi siamo moltitudine!”.


Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, afferma che “L’edizione 2016 è una pietra miliare, come il 1998, quando ha esordito il Mercato e c’è stato un boom di visitatori al Lingotto, come il 2004, quando è nata Terra Madre. Come in tutti i numeri zero, ovviamente, c’è tanto da riflettere per il futuro. L’unica cosa certa è che niente sarà più come prima e che per il 2018 tutto potrà ulteriormente evolvere, tanti sono stati gli stimoli e le sollecitazioni di questi cinque giorni”. Parole ripetute all’unisono dalle ragazze e i ragazzi dello staff di Slow Food, in prima fila nei 18 mesi del cammino che ha portato alla realizzazione di Terra Madre Salone del Gusto 2016.


“La straordinaria partecipazione dei cittadini a Terra Madre Salone del Gusto in questa prima edizione all’aperto, la qualità delle produzioni nei diversi stand, il favore con cui questa iniziativa è stata accolta anche sui media ci fanno parlare di una scommessa vinta, cui la Regione Piemonte è orgogliosa di aver partecipato. Di tutto questo Slow Food ha grande merito, con le nostre azioni e scelte proviamo a confermare e rilanciare questa ricchezza del nostro agroalimentare”, hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e l'assessore regionale all'Agricoltura Giorgio Ferrero.

Comunità del cibo - Ph ANDREA DI BELLA

“La città di Torino ha aperto le porte alle migliaia di delegati da tutto il mondo e a tutti i visitatori con l’energia e lo spirito di accoglienza che da sempre la contraddistingue, anche ospitando i molti contadini arrivati in questi giorni, e siamo felicissimi che la risposta sia stata così entusiasmante. Siamo pronti a cominciare a lavorare sulla nuova edizione, per renderla ancora più bella e coinvolgere tutta la città in questo meraviglioso progetto”, aggiunge Chiara Appendino, sindaca della Città di Torino.


"Il vero lavoro comincia adesso, sottolinea Daniele Buttignol, direttore generale di Slow Food Italia, siamo felici di raccogliere i commenti positivi e i complimenti ma sappiamo, dal backstage, che c’è tanto da fare per l’edizione 2018. Coinvolgeremo gli espositori in primis e chi ha avuto la pazienza e la generosità di accompagnarci nei lunghi mesi di costruzione della manifestazione. Tutto ciò costituirà la base di lavoro per il futuro. Ci sono già alcuni punti fondamentali da risolvere, prima fra tutti la sostenibilità economica dell’evento, a cui segue un ragionamento sui luoghi e gli aspetti organizzativi quali la logistica. Tenendo presente la missione politica, sociale e culturale per cui Terra Madre Salone del Gusto esiste”.


“Un grazie ai torinesi e a tutti quelli che hanno lavorato al buon esito di questo evento, dallo staff Slow Food ai tanti volontari, dai nostri fornitori e partner a tutti i collaboratori degli enti, delle istituzioni, dei corpi di polizia: una enorme comunità senza la cui generosità non sarebbe stato possibile tutto questo”, conclude Pascale.


Insomma, Terra Madre Salone del Gusto ha rappresentato il primo passo di un cammino che vuole fare di questa manifestazione un luogo d’incontro e di dialogo, senza barriere ideologiche, politiche e materiali sul tema cibo. Il prossimo nel 2018, sotto il cielo azzurro (almeno si spera) di Torino, tra i prodotti e le idee dei contadini più colorati del mondo!

 


 



di Andrea Di Bella




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