16° Castagnata di Paganico Sabino (RI): scoperte e sorprese


Mondo del Gusto


Domenica 8 novembre 2015 mia moglie Frances ed io abbiamo deciso di andare alla “16° Castagnata di Paganico Sabino” in provincia di Rieti.

 

E’ una sagra che dal 1999 la Pro Loco di Paganico Sabino ha ideato e realizzato allo scopo di promuovere la castagna reatina del Monte Cervia "Castagnata".

 

L'evento è supportato dalla bellezza del panorama sulla Valle e sul Lago del Turano. Il paese antico è arroccato su uno scosceso sperone roccioso collegato al versante nord-occidentale del Monte Cervia a 720 metri di altitudine. L'elemento predominante nel paesaggio vegetale della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia è rappresentato dai rigogliosi boschi che coprono gran parte dei rilievi. Assai estesi sono i castagneti con esemplari secolari di rara bellezza. La manifestazione tradizionale all'insegna della riscoperta di tradizioni, prodotti e sapori del territorio reatino offre la possibilità di gustare la castagna, uno dei pochi prodotti locali ancora in produzione.


 

Inoltre, al cartoccio di caldarroste, si affianca un piatto di pasta fatta in casa, salsiccia, bruschetta e vino rosso: un menù di tutto rispetto

 

Il tutto accompagnato da intrattenimenti musicali e visite guidate all'interno del piccolo borgo medievale.

 

Insomma, motivazioni più che sufficienti per “accettare l’invito”, anche perché erano luoghi che non avevamo ancora visto.

 

L’abbiamo presa comoda, molto comoda. Siamo arrivati verso le 14,30 e, diversamente da quanto ci aspettavamo, vi erano moltissime persone: la macchine erano state infatti parcheggiate ad iniziare dal bivio con la strada provinciale e cioè (abbiamo poi scoperto) a quasi 2 km dal luogo in cui vi era la manifestazione. Fortunatamente, vista l’ora, alcune persone stavano ripartendo (dopo essersi godute l’evento) e questo ci ha consentito di parcheggiare non troppo lontano dall’inizio del centro abitato.

 

Dopo avere percorso un tratto di Via Montecervia abbiamo preso viale Trieste, dal quale, superata la curva siamo stati “colpiti” da alcune preziose sorprese: il paese di Paganico Sabino incastonato Monte Cervia, il paese di Ascrea incastonato sul prospiciente Monte Navegna ed il lago di Turano.

 


Un panorama veramente suggestivo. Ed inaspettato. Arrivati alla cassa, abbiamo ordinato il menù completo: le bruschette erano finite ma, fortunatamente, tutto il resto era ancora disponibile. Era tutto buono: la pasta fatta era condita con un leggero sugo un poco piccante. E poi le salsicce (in dose abbondante per compensare la mancanza delle bruschette). Un paio di bicchieri di vino rosso e, per finire in dolcezza, le caldarroste. Mentre stavamo mangiando, si verifica uno di quegli eventi fortuiti che, a volte, avvengono nei luoghi e nei momenti più inaspettati.

 

Sto tornando dal banco con il secondo bicchiere di vino quando vedo mia moglie parlare con una donna: è Daniela Venanzangeli, regista dello spettacolo teatrale “L’inferno secondo Dante (Proietti)” che abbiamo visto alcune settimane fa al Teatro Trastevere. Uno spettacolo da non perdere, interpretato splendidamente da attori non professionisti (ma non si nota che lo siano...).

 

Il mondo è veramente piccolo!!!

 

Daniela, che sta prestando servizio per la sagra, è originaria di Paganico Sabino e lo frequenta con assiduità per motivi che capiamo molto facilmente (e condividiamo).

 

Ovviamente conosce tutti coloro che partecipano alla organizzazione e gestione dell’evento. Infatti ci presenta Carlo Fratini, presidente della Pro Loco, il quale ci racconta come, nel tempo, si siano sempre più affermati e consolidati non solo la Castagnata ma anche gli altri 2 eventi che la Pro Loco organizza e cioè “La sagra dei Vertuti” (zuppa di legumi e cereali) che si tiene il 1° maggio e la sagra delle “Sagne Strascicate” (lembi di una sfoglia conditi con sugo ai funghi porcini) che si svolge l’ultima domenica di luglio.

 

Mentre stiamo parlando con Carlo, Daniela (che si era assentata) arriva al tavolo accompagnata dal Sindaco Danilo D’Ignazi. Danilo continua il racconto della sagra, delle sagre e di Paganico dove l’aveva lasciato Carlo senza alcuna difficoltà e soluzione di continuità (Danilo è stato infatti uno dei fondatori della Pro Loco e suo presidente dal 1991 al 2010).

 

Dopo qualche foto assieme ai volontari del servizio, Danilo ci guida alla scoperta del raccontandocene luoghi e vicende (anche personali, essendovi nato e vissuto fino alla fine degli studi). Gli attuali residenti sono circa 180 (erano oltre 1.000 prima della seconda guerra mondiale) ed il paese è frequentato, nei fine settimana e nel periodo estivo chi, come lui, approfitta della relativa vicinanza a Roma (poco più di un’ora in macchina) per staccare completamente con i frenetici ritmi della vita metropolitana.

 

Il Sindaco ci racconta di come era la vita in paese e di come è cambiata nel corso del tempo. Ci parla dell’attività e dei progetti per diffondere la conoscenza di Paganico Sabino ma senza alterarne le caratteristiche peculiarità.

 

Visitiamo la chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione, che fino al 2000 versava in uno stato di abbandono totale con il tetto sfondato e ridotta a semplice rovina, nel corso del 2001 è stata ristrutturata, attraverso il recupero e riuso funzionale ai fini turistico-ricettivi (oltreché di culto).

 

La chiesa attualmente è sconsacrata e al suo interno è attrezzata per consentire il pernottamento di eventuali escursionisti. Al fondo della parete destra della navata è affrescata una crocifissione che, grazie ad una nicchia arcuata poco profonda fortunosamente si è potuta salvare. La scena rappresenta Gesù crocifisso tra Maria e Giovanni, con piccole figure di angeli che raccolgono dentro dei calici il sangue uscito dalle mani e dal costato del Salvatore.

 

 

Dopo gli ultimi lavori di restauro dell’edificio è emerso che l’intera parete destra è coperta di cicli pittorici pari a circa 60 metri quadrati, datati 1590.

 


Il sole oramai sta tramontando, è tempo di rientrare. Ma torneremo…

 



di Maurizio Soverini




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