Petizione di Slow Food: Il formaggio si fa con il latte! Firma per dire NO all’uso del latte in polvere


Slow Food


A cura di ANDREA DI BELLA

 

Il padiglione di Slow Food a Expo diventa baluardo della resistenza casearia del mondo, il megafono di tutti i pastori, casari e affinatori che si raccontano attraverso i loro formaggi, testimoniando come si protegge la biodiversità a partire dal cibo.


Per difendere questo mondo dall’attacco delle grandi corporation che vorrebbero anche in Italia l’utilizzo del latte in polvere per la produzione di formaggi, Slow Food ha lanciato la petizione "‪Il formaggio si fa con il latte! Firma per dire NO all’uso del latte in polvere", che ha superato le 100 mila firme dopo meno di una settimana dal lancio.


Giovedì 23 luglio alle 16.30 il padiglione Slow Food a Expo ospita una chiacchierata tra Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, e Roberto Rubino, presidente dell’Associazione nazionale formaggi sotto il cielo - Anfosc per raccontare perché Slow Food ha deciso di mobilitare l’opinione pubblica italiana a difesa dei prodotti lattiero-caseari italiani fatti con il latte.


 

La petizione lanciata da Slow Food su CHANGE.ORG a sostegno della legge italiana 138 dell’11 aprile 1974, che vieta l’uso di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per fare yogurt, caciotte, robiole e mozzarelle. Questa norma, che fino a oggi ha permesso all’Italia di tutelare la sua biodiversità casearia, secondo Bruxelles dovrebbe essere abrogata in quanto rappresenterebbe una restrizione alla libera circolazione delle merci.


L’intento della petizione lanciata da Slow Food è mobilitare l’opinione pubblica italiana – consumatori e pastori, contadini e casari, artigiani e chef – sull’ultimo attacco della burocrazia europea alla produzione agroalimentare di qualità del nostro paese.

 

C'E' TEMPO FINO ALLA FINE DI LUGLIO per sostenere il Ministro alle Politiche agricole alimentari e forestali Martina , che ha già affermato di voler difendere la legge italiana, e con essa centinaia di piccole produzioni e il patrimonio di latti, mestieri, tecniche, tradizioni e comunità che custodiscono.


I prodotti lattiero-caseari con il latte in polvere sono solo l’ultimo tentativo di livellare verso il basso la qualità dei cibi che portiamo sulle nostre tavole, a favore delle grandi aziende interessate più al profitto che non alla biodiversità. Ogni firma in più ci permetterà di allargare il fronte e far sentire all’Unione europea la voce degli italiani che difendono la loro agricoltura.


L'associazione della Chiocciola continua a impegnarsi, con i tanti Presìdi Slow Food che tutelano produzioni casearie e razze bovine, ovine e caprine e con Cheese, la manifestazione che si tiene ogni due anni a Bra.

 

Anche quest’anno Cheese - dal 18 al 21 settembre 2015, ormai giunta alla decima edizione - vedrà centinaia di casari e pastori italiani ed europei riuniti per presentare i loro prodotti, discutere vecchie e nuove sfide del mestiere e confrontarsi su normative e prospettive offerte dal mercato. Un’occasione in più per ribadire che Il formaggio si fa con il latte!



Firma anche tu la petizione su CHANGE.ORG



di Andrea Di Bella




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