La cucina italiana a New York


The Pierre 2
East 61, Street New York

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Di Leonardo Felician -

 

La ristorazione di alto livello parla italiano a New York. All’angolo di Central Park si apre con ingresso in fronte strada il ristorante Sirio, orgoglio di The Pierre, uno dei più celebri hotel di Manhattan. E’ una realizzazione del toscano Sirio Maccioni…

 

Originario di Montecatini, Sirio Maccioni, classe 1932, è un imprenditore che ha conquistato anche le pagine di Wikipedia per la sua attività di decenni nel settore dell’alta ristorazione per portare il nome della cucina italiana nel mondo. Ha lavorato in diversi continenti, ha formato numerosi grandi chef e produce vini nei suoi poderi in Toscana, perché mantiene ancora un forte legame con l’Italia.

 

Per il gruppo Taj, leader indiano nell’hotellerie del più alto livello, al momento dell’acquisizione dello storico The Pierre (www.tajhotels.com/pierre), uno degli alberghi simbolo di New York con un investimento di 100 milioni di dollari e due anni di lavori per il suo rinnovamento, è stato del tutto naturale cercare un partner all’altezza per gestire il proprio ristorante.


 

L’executive chef è Massimo Bebber, trentino della Valsugana, il sommelier è il genovese Massimo Schiavon e si sente parlare italiano tra i camerieri. La carta del menù presenta tutti i piatti classici della cucina italiana, dalle lasagne alle bolognese, alla la cotoletta alla milanese e al tiramisù. La lista dei vini è un lungo omaggio alla tradizione enologica italiana, dove spiccano Amarone della cantina Latium Morini, Pigato ligure, Bolgheri rosso e Vermentino toscano dei poderi di Maccioni.

 

Questo celebre hotel, fondato nel 1930 dal francese Charles Pierre, amico di Rockefeller, ha fatto un po’ la storia dell’hotellerie di lusso a New York. Avveniristico per l’epoca, ancora oggi torreggia con un alto grattacielo di 41 piani che si restringe a poco a poco all’estremità sud est di Central Park; dal 42-esimo piano si trova lo spettacolare appartamento Penthouse costruito sui tre piani superiori.

 

Dispone di due ingressi indipendenti, uno sulla Fifth Avenue e uno sulla 61-esima strada, con 189 camere, comprese le 40 grandi suite, e più di 80 appartamenti privati, alcuni di grandi dimensioni ai piani alti, che sono diventati indirizzi esclusivi di chi desidera un pied à terre a New York.

 

L’ingresso e gli spazi comuni al piano terra danno il tono di un hotel spesso usato per ricevimenti ed eventi del jet set: la sala rotonda mantiene l’atmosfera anni ‘40 di sala da tè, con il grande doppio scalone; al secondo piano si trova il Garden Foyer e la Gand Ballroom, da 1400 metri quadrati, nonché la Cotillon Room che affaccia sul parco.



di Redazione 2