«Il Rifugio» di Mario e Mara: gusto e ospitalità toscana d’eccellenza


Nell’incomparabile scrigno di tesori, colori, profumi e sapori che è la Toscana, Caprese Michelangelo, paese natale del grande pittore, scultore, poeta e architetto del ‘400, nell’area più verde della Val Tiberina, è uno dei più preziosi.

 

Circondata da estesi boschi di faggi, castagni e querce, Caprese, con le sue antiche case medioevali in pietra, sapientemente restaurate, le stradine strette e le piazzette acciotolate, mantiene intatto il fascino di allora, in mezzo ad uno scenario incontaminato.

 

A breve distanza dal borgo, che richiama ogni anno migliaia di turisti a visitare la casa natale dell’artista ed il Museo Michelangiolesco allestito nel Castello medioevale, , da una trentina d’anni è in funzione in località Lama il ristorante «Il Rifugio» di Mario e Mara, una coppia di veri “artisti” dell’ospitalità.


 

Segnalatomi da più d’un amico, trovandomi in zona ho voluto vedere se i suggerimenti erano fondati; non avendo possibilità di prenotare, mi sono presentato assieme ad altri amici romagnoli piuttosto improvvisamente la domenica mattina, prima di una visita alle bellezze michelangiolesche.

 

Con un senso dell’ospitalità fuori dal comune, i giovani collaboratori dei titolari si sono adoperati per accontentarci nonostante tutti i tavoli fossero prenotati, per cui ci siamo allontanati per la nostra visita turistica molto sollevati.

 

La passeggiata a Caprese ha messo un discreto appetito a tutti noi e l’arrivo al nostro tavolo, accolti da un calice di frizzantino con alcuni pezzi di schiacciatina al rosmarino e all’olio extravergine d’oliva, è stato assai apprezzato.

 

La specialità del ristorante sono i piatti a base di carne, in particolare tagliata, fiorentinaselvaggina e cacciagione, questi ultimi cucinati con spezie e aromi che ne sanno far risaltare il gusto; il menù, decisamente ricco, comprende diversi antipasti caldi e freddi, tra cui la tipica battilarda toscana di salumi e formaggi, acquacotta con porcini e degli insuperabili crostini a base di funghi porcini, tartufi e pecorino.

 

I primi, rigorosamente preparati con pasta fatta in casa, sono esaltati da ragù di carne o di verdure; le nostre pappardelle condite con abbondante sugo di cacciagione sono state unanimemente apprezzate, dov’era evidente lo studio costante ed appassionato dello chef Mario Cheli e di sua moglie Mara, frutto dell’esperienza maturata in trent’anni d’attività facendo tesoro degli insegnamenti di mamme, suocere e nonne.

 

Il menù prevede diversi altri primi, tutti abbondanti e molto curati, come ho notato nelle portate degli altri tavoli: tagliolini ai funghi, capelli di Michelangelo alla crema di funghi e tortelli alla norcina, per esempio, serviti da bravissimi giovani camerieri sempre pronti, disponibili e col sorriso sulle labbra.

 

Quando arrivano i nostri secondi, non credo ai miei occhi; fiorentine alte quattro centimetri, del peso di un chilo e trecento grammi circa ognuna, cotte alla perfezione, tenerissime, assieme a gustosissimi pezzi di carne d’agnello alla brace, annegati in un mare di funghi e patatine fritte e di verdure grigliate.

 

Ristorante "Il Rifugio" di Mario e Mara - Caprese Michelangelo

 

L’ottimo vino della casa, un Chianti del posto abbastanza robusto, di 13,5°, col giusto grado di tannicità, è stato l’accompagnatore ideale di queste prelibatezze gastronomiche; un vino davvero notevole, che non stona di fronte alle migliori etichette toscane e nazionali inserite nella carta dei vini e nella fornitissima cantina del ristorante.

 

Quando lo chef Mario e la signora Mara si sono avvicinati al tavolo con grande giovialità e cortesia, hanno spiegato che la loro filosofia è orientata a proporre alla clientela prodotti sempre freschissimi, con carni rigorosamente italiane provenienti da allevamenti della zona, come la fiorentina di chianina appena mangiata; locali anche i funghi porcini e i tartufi, portati dai cercatori di Caprese Michelangelo e dei paesi vicini, considerati amici più che fornitori.

 

A Mario, un vero maestro in cucina, sempre allegro, premuroso e sorridente, piace molto anche parlare del proprio lavoro, che è una passione autentica; Mara, maestra di sala che non esita a farsi in quattro per soddisfare il cliente, arriva con i caffè e le grappe, decantando i dolci della casa, tra cui cantucci e vin santo di produzione artigianale, pur consapevole che i nostri capienti stomaci erano già oltre il limite consentito.



L’arrivo del conto ha riservato ai miei amici ed a me un’altra gradita sorpresa; con la quantità di quello che abbiamo mangiato, la qualità delle portate, l’ottimo servizio ricevuto e la gradevolissima ospitalità, la cifra è stata decisamente contenuta.

 

Mara, col solito incantevole sorriso sulle labbra, ci conferma di aspettarci ancora per gustare anche l’ottima cucina di pesce che il marito prepara su ordinazione nei fine settimana, oltre ai suoi cantuccini artigianali col vin santo… come avremmo potuto dire di no!!!

 

di Massimo Tommasini



di Redazione 35