"Azienda Montepiano" a Oriolo dei Fichi, Faenza (Ravenna): Il “Convivio” sulla “Strada della poesia”


Azienda Agricola Montepiano +


 

 

Prima è necessario definire il luogo: siamo sulle prime colline di Faenza, a Oriolo dei Fichi, dove l’uomo, le cui prime tracce risalgono alla remota preistoria, e il lento scorrere del tempo, hanno creato scenari paesaggistici unici e di grande fascino.


Poi parliamo di Nino Tini che con la sua passione e con l’intenso lavoro di una intera vita, con una forza tale da fargli intraprendere imprese che inizialmente potrebbero sembrare impossibili, ha creato una azienda ... come definirla ....

 

Fiore di Zafferano

Ma una cosa alla volta.


Prima docente di pratica agricola presso la scuola professionale di Bagnacavallo e poi agricoltore-poeta, Nino Tini nel 1991, accanto alle colture della vite e degli alberi da frutto, primo in regione, investe parte del suo terreno a zafferano: aveva trovato traccia di questa pratica sulle colline di Faenza e di Forlì in antichi documenti custoditi nell’archivio di un vicino convento.


All’inizio c’è stato chi gli ha dato del pazzo.
Ora il suo “giardino” di zafferano (buona produzione e qualità altissima) si estende per oltre mezzo ettaro e anche sui pendii dei “vicini di casa”, convinti seguaci della sua intuizione e “alunni” per le tecniche di coltivazione, nei primi giorni di novembre, si possono scorgere lunghe “lingue” viola che si stagliano contro il cielo autunnale.


Poi … la creazione del “Convivio”: affiancato dall’insostituibile compagna di una vita, dalla signora Biancarosa, si impegna quotidianamente nel recupero della cucina del territorio, quella che muove dalle pagine della grande opera dell’Artusi e che racconta della storia e dei prodotti di Oriolo, del lento e paziente ritmo delle stagioni e delle consuetudini di una comunità.

 

Risotto allo Zafferano di Biancarosa


Una raccomandazione però: Biancarosa cucina solo su prenotazione perché tutto quello che arriva sulle tavole … è fresco di stagione e preparato al momento.


Ancora … il “Solarium”: un lieve declivio investito a vigneto che guarda la pianura, giù in fondo fino ai Colli Euganei da un lato e al mare dall’altro, la Chiesa di San Biagio Vecchio a sinistra e l’imponente Torre di Oriolo a destra.


Un posto magico in cui si può ascoltare il proprio respiro, in cui si prova il desiderio di sedersi e … guardare il sole.


Ma c’è ancora molto altro da dire su “Montepiano”: il passaggio all’agricoltura biologica che denota amore e rispetto per l’ambiente e per i frutti della terra e che ha fatto meritare l’Azienda il “Premio Ambiente” nel 2008 e … il vino, il “Rosso Oriolo Igp”, un uvaggio di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon che Nino produce in un numero limitatissimo di bottiglie (5000) e che vende solo presso la sua cantina.


Poi, e non mi sento di dire infine, la “Strada della Poesia”, stretta, tutta curve e tornanti, un cammino che conduce da San Mamante a Castrocaro (Forlì Cesena), ombreggiata da alte piante ma aperta su paesaggi … incantati.


Panorama

 

E, affisse sui tronchi degli alberi che accompagnano la passeggiata … poesie, quelle di Nino Tini, quelle di una vita.
Parole e versi che, a differenza delle briciole di pane o dei sassolini che fecero trovare a Pollicino la strada per casa, conducono dentro noi stessi, a riflettere, a ritrovare la gioia e la serenità.

 

E concludo con quello che di più prezioso Nino Tini ha da offrire: dotato di quella “romagnola” accoglienza intrisa di sensibilità e cultura, è una sapiente guida alla conoscenza della storia di Oriolo dei Fichi, un magistrale narratore e compagno di viaggio per toccare con mano le tipicità della sua terra.

 

Cosa occorre per ricevere questo?

Saper ascoltare.

 

Dal cuore di Nino ....

 

Calanchi forgiati dalla officina

del tempo con argille crude
bruciate dal sole erose da acque
che scendono a valle irruenti

creano interessi di poesia.
(Gennaio 2008)





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