Primavera 2015 da “I Comelli” a Nimis (Udine): la cantina, l’agriturismo ed un vino raro.


Società Agricola I Comelli, Nimis (Udine)

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Certo una pizza e birra sono una bella alternativa; certo un pub o un locale alla moda con hamburger e polletto fanno tendenza, ci sono poi i ristoranti stellati, dove diventa impegnativo andarci e raro ritornarci.  Ma se arriva vostro cugino da lontano, o viene un amico dalla Germania per conoscere il Friuli, o semplicemente se volete star bene e mangiare bene, allora l’Agriturismo I Comelli a Nimis sono una scelta sicura, di tradizione e di soddisfazione, per gli occhi e per la bocca.

 

Prima dei piatti però parliamo della Cantina I Comelli, adagiata sotto le colline di Ramandolo, al riparo della Chiesetta omonima, nel cuore della zona di produzione del vino più particolare che abbiamo in Friuli, appunto il Ramandolo, nella versione classica e passito.

 

La vedete da lontano, bella e tradizionalmente moderna questa cantina, legno e pietre, e anche laghetto e asini al pascolo, mucche e oche e altri animali e tanto verde prima di arrivare dentro la Cantina. Struttura recente, tetto dal fotovoltaico invisibile, legno lamellare e coibentazione con muro dentro muro e porte spesse venti centimetri. Una porta costa come un monolocale di una volta.


 

La nostra guida è il papà Comelli Alessandro, un friulano come ti immagini possano essere i friulani; l’azienda è condotta assieme ai figli Paolo, Francesco ed Enrico e naturalmente la moglie Livia e nipoti vari. Parlare dei Comelli a Nimis significa andare lontano nel tempo, prima del 1800 si trovano già tracce storiche; la svolta avviene nel 1965, quando agli originari 15 ettari di azienda agricola completa, vengono aggiunti altri terreni e si dà avvio alla ristrutturazione che porta ai 40 ettari attuali di cui 14 dedicati a vigneto e gli altri tra pascolo, seminativo e bosco.

 

Ci sono anche allevamenti di animali, perlopiù utilizzati poi nella cucina dell’Agriturismo, ne parliamo dopo. I vigneti sono quasi tutti DOC e DOCG Ramandolo e Picolit, salvo un piccolo appezzamento che merita una descrizione particolare, il “Cjavalgjan”.

 

Carte scritte del 1640 parlano di questa vite e di questa uva, che si trova solo qui e veniva descritto come vino da mensa e da botte, ovvero di pronta beva, ma anche da invecchiamento. Bacca piccola, grappolo triangolare e fitto fitto, questo rosso al naso offre profumi di spezie e frutti di sottobosco, in bocca è asciutto e leggermente astringente. Si abbina bene a carni saporite e a formaggi stagionati, ma, fresco, sposa bene anche le carni bianche.

 

Noi lo abbiamo assaggiato con il coniglio e ci stava davvero giusto. Alessandro racconta, con orgoglio, di averne trovato solo tre piante, di averle recuperate e di poterlo offrire oggi lui, un’altra azienda e un paio di famiglie della zona, ma talmente poco il prodotto che la Regione ancora non lo ha ammessa alla DOC. Lo farà.

 

Esce dopo due anni circa, sei mesi in botti grandi, e viene coltivato in poco meno di un ettaro per ricavarne infine circa 25 ettolitri. Segnatelo, il Cjavalgjan, ne sentirete parlare ancora. I vini invece DOC e DOCG prodotti qui sono il Friulano, il Sauvignon e il Pinot Grigio; poi Ramandolo e Ramandolo Passito e Picolit. Tra i rossi abbiamo il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Refosco di Faedis, il Merlot, i Cabernet Franc e Sauvignon e appunto quel vino raro di prima.

 

50 mila le bottiglie che prevalentemente vengono vendute ai visitatori della cantina o ai clienti dell’Agriturismo. Dicevamo della Cantina. Offre spazi interessanti e ospita sempre più manifestazioni ed eventi, anche a scopo benefico, ma viene scelta, per la sua posizione e per la sua bellezza, come sede di convention, matrimoni, piccoli congressi ed altre iniziative di pregio.

 

La struttura è nuova, completata nel 2008, ha la forma di un quadrifoglio, è perfettamente coibentata, al punto da garantire temperature fresche anche con oltre 35 gradi all’esterno. La sala di appassimento è dedicata a Ramandolo e Picolit e la disposizione dei tini in acciaio lascia ampi spazi in un’ambientazione suggestiva. Da poco vengono imbottigliate anche due bollicine, fatte in zona Conegliano con uve proprie: un bianco da uve Friulano e Pinot Grigio e un Rosato da uve Refosto varietà Berzamino o Ciliegiolo, Merlot e Cabernet. Piccole le bottiglie dei vini dolci, 0.50 per il Ramandolo e 0.33 per il Picolit.

 

Detto della Cantina, la vera sorpresa è l’Agriturismo. Situato in centro paese, aperto da venti anni è stato ricavato da una bellissima casa antica, è armonioso e caldo, ospitale e accogliente e ti mette subito a tuo agio. Sensazione di casa, di famiglia, di tradizione e cucina che segue le stagioni e soprattutto la cultura gastronomica friulana.

 

Questa la proposta del giorno: affettati misti, minestrone di fagioli, lasagne, pasticcio di radicchio, gnocchetti verdi con rucola e ricotta, frico, guanciale di maiale, coniglio, gulasch, stinco di maiale, bocconcini di vitello con funghi, salame e Cipolla e filetto di maiale con noci.

 

La carne, ricordiamolo, è allevata in casa. Abbiamo optato per gnocchetti e pasticcio, coniglio e gulasch con patate al forno: scelta vincente, soddisfacente, digeribile e saporita, i primi con del Friulano e i secondi con quella sorpresa che è il Cjavalgjan. Ultima annotazione per un tocco autoctono, ovvero la mousse di Ramandolo, per non farci scordare che siamo appunto nel paradiso di questo vino, bianco tannico inimitabile.

 

I Comelli, sia Cantina che Agriturismo, sono una scelta per chi ama immergersi nella tradizione friulana e apprezza le cose buone al giusto prezzo; aperto dal giovedì alla domenica è una mèta da visitare, e prima o dopo, dovete anche vedere la stupenda vallata di Nimis e dintorni.