Febbraio 2015: L'Aquila...


Mondo del Gusto


E’ una bella giornata.

 
Mi viene in mente di fare una cosa che da alcuni anni mi ripromettevo e che, per vari motivi, avevo sempre rimandato: andare a vedere L’Aquila ed i comuni limitrofi colpiti dal terremoto il 6 aprile 2009. Penso che la giornata solare mi aiuterà a non farmi travolgere da inevitabili sentimenti negativi. Parto.
 
Il viaggio sulla A24 è, come sempre quando vi è il bel tempo, piacevole: la neve crea uno sfondo  che rende più scenografico l’essenziale ed austero panorama invernale degli Appennini.
 
Esco dall’autostrada e mentre mi avvicino all’Aquila comincio a guardarmi attorno con maggiore attenzione: chissà quali saranno le “testimonianze” lasciate dal tragico evento avvenuto quasi 6 anni fa?
 
Percorro la SS17 e, dopo l’incrocio con Viale XXV Aprile, inizio a vedere gli edifici. Impressionante!!! Sembra di assistere agli effetti di una guerra (per come si possono vedere al cinema o alla televisione).
 
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Proseguo verso Piazza Duomo dove parcheggio. Comincio a camminare. Quello che vedo è desolante: palazzi imbragati e sorretti da strutture e supporti metallici e di legno. In molti casi l’imbragatura è completa, nel senso che non lascia una minima porzione di edificio scoperta, né all’esterno è all’interno. Tutto ciò comunica la precarietà delle costruzioni e la loro mancanza di autosufficienza.
 
L_Aquila 2
 
 
Per strada vi sono pochissime persone: sicuramente a causa dell’ora (sono le 14) e del giorno (è domenica) ma molto probabilmente anche perchè non vi sono molti motivi per camminare nella “zona rossa”.           
 
Attraverso Piazza Duomo e mi incammino in via Fassa nella quale, poco prima di alcune recinzioni di sicurezza che ne bloccano il passaggio vedo una chiesa aperta!!! E’ la Basilica di San Giuseppe Artigiano. Entro e la trovo in perfette condizioni!!! Il motivo, prevedibile, mi è stato confermato da approfondimenti successivi: la Basilica, gravemente danneggiata dal terremoto, è stata successivamente restaurata e riaperta al pubblico nel luglio del 2012.
 
La Basilica è molto bella e contiene opere di rilievo antiche e recenti.
 

Nell'abside maggiore vi sono i frammenti di due pregevoli affreschi di scuola giottesca realizzati molto probabilmente nel XIII secolo. Tali opere sono state rinvenute casualmente durante gli interventi di restauro


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Il monumento dedicato a Pietro Lalle Camponeschi, realizzato nel 1432 da Gualtiero de Alemania in stile tardo gotico e formato da un'arca posta su due colonnine tortili a loro volta appoggiate su due leoni e recante in altorilievo l'Incoronazione di Maria con gli Apostoli

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E' inoltre presente un ciclo pittorico dell’artista pugliese Giovanni Gasparro, commissionato dall'Arcidiocesi dell'Aquila, con il quale sono state decorate le navate laterali con 18 dipinti raffiguranti i principali santi della tradizione aquilana, tra cui Massimo d'Aveia e Vittorino di Amiterno. Lo stesso autore ha inoltre realizzato i due taleri che decorano la zona absidale.

 
Esco dalla Basilica positivamente colpito e risollevato grazie all’inaspettata piacevole sorpresa.
 
Riprendo a percorrere le stradine inoltrandomi nel centro storico. Se in Piazza Duomo cominciavo a rendermi conto di cosa poteva essere accaduto gli edifici delle vie limitrofe mi forniscono la conferma: sembra che tutti gli edifici siano pericolanti. Vi sono anche parecchi cantieri di ricostruzione.
 
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Poi, finalmente ed inaspettatamente, in Corso Vittorio Emanuele trovo alcuni locali aperti: la Pizzeria “Il Guastatore” (si trova al primo piano) poi nello stesso edificio al piano terreno il “Nero caffè” poi, sempre nello stesso edificio l’Hotel Centrale e, nell’edificio a fianco, il “Bar del Corso” (dal quale esce musica allegra). Mi fa piacere ed apprezzo la scelta forte e vitale effettuata dai loro gestori/proprietari.
 
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Torno all’auto con l’intezione di vedere alcuni dei paesi limitrofi che sono stati maggiormente colpiti: Onna, Paganica, Tempera, San Gregorio, Villa Sant'Angelo, Roio, Fossa.
 
 
 
Continua…



di Maurizio Soverini




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