“Signori del vino” in TV, su RAI2 la prima puntata dedicata al Piemonte. Angelo Gaja: “Sono nato e cresciuto in mezzo a questi filari”


A cura di ANDREA DI BELLA

 

Nuovo format tv, “Signori del vino”, in onda su Rai2. Prima puntata ieri sera alle 23.45 dedicata al Piemonte. 10 puntate sulla cultura del vino, un viaggio di sensazioni attraverso la Penisola, con il racconto dei vigneron, le visite nei vigneti, la conoscenza dei terroir.

 

Dai tempi dell’indimenticabile Mario Soldati e di Luigi Veronelli, la Rai non dedicava uno spazio così importante al vino e quindi un applauso alla Rai e al Tg2 che, con il suo direttore Marcello Masi e del suo vice Rocco Tolfa, hanno colmato un vuoto di troppi anni, sapendo interpretare una richiesta degli spettatori e i nostalgici e non solo appassionati.


Dal Piemonte, il viaggio approderà in Sicilia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto e Abruzzo. Una bellissima vetrina di un mondo che contribuisce notevolmente alla ricchezza economica del nostro Paese oltre che alla rappresentazione, attraverso il vino, del suggestivo paesaggio italiano.


 

Il programma è realizzato in collaborazione con il MIPAAF, Ministero alle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali.


Ieri sera è stata la volta dei Signori del vino piemontesi. E allora come raccontare la cultura del vino del Piemonte e non aprire con uno degli ambasciatori piemontesi nel mondo! Si Angelo Gaja, proprio lui, che i due conduttori hanno rintracciato in vigna, poco prima della vendemmia. Cresciuto tra quei filari, ha portato avanti l’azienda con coraggio, passione, artigianalità, energia ed autorevolezza.


“Sono nato e cresciuto in mezzo a questi filari, questo è il posto dove mi piace essere prima della vendemmia – afferma sorridendo mentre incontra i due conduttori - camminare, controllare, verificare il grado di sanità dell’uva, il processo di maturazione… raccogliere e schiacciare sulla mano qualche acino”.


Sollecitato sul discorso che coinvolge il cambio generazionale, Gaja ha ribadito la sua fortuna nell’essere nato da un padre “non egoista che mi ha avviato, mi ha fatto entrare in azienda e mi fatto capire tanto”.


Io ho 74 anni – aggiunge - e cerco di lasciare degli spazi anche ai miei figli, Gaia e Rossana principalmente che sono dentro l’azienda, cerco di dare loro la possibilità di continuare, di costruire e mantenere la passione. Aiuta ad andare avanti. Questo lavoro ha bisogno di passione. Per aumentare la cultura del vino in Italia occorre far capire ai produttori di portarlo fuori, di farlo volare. Oltre alla qualità bisogna costruire la comunicazione”.


E dopo la chiacchierata con Angelo Gaja, dalle terre del Barbaresco il viaggio è proseguito fino a Barolo, alla scoperta delle meraviglie vinicole e paesaggistiche delle Langhe, lungo la strada dove il protagonista assoluto è il vino.


Qui i due cronisti hanno incontrato Piero Ratti, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero che ha raccontato del Re dei vini, delle sue nobili origini e del territorio.


Tra vigneti bellissimi e paesaggio spettacolare la troupe televisiva si è spostata a Nizza, nel Monferrato Astigiano, nella terra del Barbera. Filippo Mobrici, attuale presidente del Consorzio Tutela Vini d'Asti e del Monferrato ha incontrato i due cronisti facendo risaltare le caratteristiche di questo antichissimo e importantissimo vino che “esprime nel bicchiere l’essenza del territorio”. “La Barbera ha una storia tutta da raccontare, una dignità riconosciuta da tutti, nel mondo”.


E da lì a Canelli, il tragitto è breve. Questo è il territorio dell’Asti Spumante, un’importante risorsa per l’economia del posto che riceve apprezzamenti in tutto il mondo. Merito di Carlo Gancia che nel 1865, apprese le tecniche di spumantizzazione dallo Champagne, le applicò nella sua azienda di vini a Canelli, dal principio sui vini rossi amabili ( a similitudine dei vini dello Champagne), poi estese il raggio anche alle uve moscato. A Gancia va dato il merito di essere riuscito a bloccare la fermentazione delle uve dolci , con una attenta e ripetuta filtrazione del mosto, ottenendo un prodotto ancora dolce e poco alcolico. Caratteristica della tecnica di produzione dell'Asti, è quella di mantenere il più possibile nel bicchiere profumi e aromi dell’uva appena raccolta.


E tra i “Signori del vino” una deliziosa Signora è stata raggiunta da Masi e Tolfa in quel di Gavi: Chiara Soldati. Un cognome impegnativo che riporta alla mente quel grande Maestro di Mario Soldati, zio di Chiara, inventore del “reportage enogastronomico”, ideatore, regista e conduttore dell'inchiesta televisiva: Viaggio lungo la Valle del Po alla ricerca dei cibi genuini, una delle trasmissioni più originali della TV, nel 1956. “Ricordi bellissimi, un esempio culturale, di vita e di passione”.


Parlando dii Signori del vino, Chiara ci sta bene perché “essere donna vuol dire avere una sensibilità immensa, uno sguardo al futuro, – dice - le sfide non sono finite per regalare le emozioni di un bicchiere. Sono fiera di questo territorio e anche perché Barack Obama ha brindato col mio vino”.


E scusate Signori del vino… se chiudo col pensiero di una “Donna del vino”. Alla prossima puntata. 



di Andrea Di Bella