Pizza al trancio con ingredienti gourmet: apre a Bologna la nuova sede di 'O Fiore Mio


'O Fiore Mio - Pizze di Strada


Dal 19 dicembre 2014 a Bologna in piazza Marcello Malpighi -

 

Una diversa concezione della pizza, proposta in un luogo dove, ai bei tempi che furono, si poteva trovare una delle migliori pizze al taglio di Bologna, quella del Motobar di piazza Malpighi. Una pizza ottima, però tradizionale, preparata secondo canoni all’epoca perfettamente in regola e forse qualcosa di più, ma che oggi non la porterebbero troppo al di sopra di un livello medio.

 

Ora invece, dopo alcune gestioni farlocche e un periodo di chiusura forzata, questo spazio torna a venire dedicato alla pizza d’autore – o come si dice in gergo “gourmet”, termine che può voler dire tutto oppure niente – grazie a Davide Fiorentini e Matteo Tambini, che hanno portato all’ombra delle Due Torri il loro pizza-concept ‘O Fiore Mio.

 

Un’idea, quella di ‘O Fiore Mio, nata tre anni or sono a Faenza, dove Davide, da tempo gestore di una locale pasticceria, e Matteo, suo collaboratore, decidono di inventarsi una pizzeria diversa, dove vengono impiegati esclusivamente ingredienti di prima scelta e dove la pizza, grazie al suo impasto, mantiene un’eccezionale morbidezza.


 

Il successo è immediato, e in breve porta all’apertura di un locale “gemello” a Milano Marittima e ora, a partire dalla sera del 19 dicembre, anche in quel di Bologna, con una formula però rivisitata rispetto ai due locali originari.

 

«Se la pizzeria di Faenza e quella di Milano Marittima – spiega Davide – erano concepite come pizzerie tradizionali con cucina, servizio al tavolo e quant’altro, qui invece abbiamo voluto riproporre il concetto della pizza di strada, al trancio, servita in teglia alla romana. Per questo, mentre nei primi due locali avevamo lavorato molto sull’impiego del lievito madre, stavolta ci siamo impegnati su quello di birra abbinandolo a lunghe lievitazioni, minimo di 24 ore, che garantiscono la sofficità della pasta. Per le materie prime invece disponiamo di un’ampia gamma di fornitori d’eccellenza, tutti piccoli artigiani per selezionare i quali abbiamo iniziato un anno prima dell’apertura a Faenza, anche se ora abbiamo allargato i nostri orizzonti: per la Mora Romagnola, ad esempio, all’inizio bastava la piccola produzione del nostro pizzaiolo faentino, mentre ora ci riforniamo anche da nomi di livello come Zivieri a Monzuno e Savigni a Porretta».

 

Idea non nuova, almeno a Bologna e dintorni, quella della pizza “gourmet”, che vede i ragazzi di ‘O Fiore Mio in ottima compagnia a fianco di Berberé, Ranzani 13, PizzArtist e +39, ma se è vero che la concorrenza stimola a fare sempre del proprio meglio, le premesse qui ci sono tutte.

 

Sapori netti e identificabili, come quello della vera mozzarella di bufala campana, fatta arrivare freschissima ogni giorno, o dei pomodorini “del pendolo”, dell'olio extravergine d'oliva proveniente da piccoli produttori e delle migliori acchiughe che abbiano nuotato in mare, o ancora dei prodotti di giornata e stagionali provenienti dalla spesa quotidiana fatta nei vicini mercati.

 

Non mancano i classici, come la Margherita, la Vegetariana con le verdure, la marinara aglio e pomodorini, quella con i pomodorini San Marzano (Presidio Slow Food), ma non mancano i doverosi tributi al territorio come la pizza con mortadella e crema di ceci, quella col friggione e quella patate e Cipolla.

 

Per i più arditi poi ci sono autentiche golosità dove, di volta in volta, si sposano salsiccia di Mora Romagnola e friarielli, pancetta, crema di zucca e Squacquerone, coppa di testa e broccolo romanesco, mozzarella di bufala e prosciutto crudo di Parma stagionato 24 mesi, gorgonzola, coppa stagionata, mandorle di Noto e miele di castagno, porchetta e Provola affumicata o Squacquerone, rucola e Parmigiano-Reggiano.

 

Originale anche il tariffario, che suddivide le varie pizze in quattro fasce di prezzo, dai 18 euro al chilo per quelle classiche ai 23 o 25 per quelle più elaborate, con in più la possibilità ulteriore di personalizzare all’estremo la propria pizza.

 

«La nostra idea – prosegue Davide – sarebbe quella di fare una rotazione stagionale delle varie pizze, tenendo fermi alcuni punti classici. A Faenza ogni mese facciamo la “pizza dello chef”, su ricetta di uno chef del territorio, qui però al momento non ci siamo ancora mossi in tal senso. Ma sarebbe bello proporre anche una pizza del giorno, diversa a seconda dell’offerta di mercato».

 

A innaffiare il tutto, in un ambiente moderno ed essenziale, valorizzato dai tocchi dell’artista Monica Zani, una piccola ma ragionata carta di vini e birre artigianali, con un occhio al territorio, specie per i primi, e soprattutto alla qualità, destinata anch’essa a rotare assieme al menù delle pizze, mentre fra le bibite, in una proposta ineluttabilmente commerciale, spiccano le piccole perle del chinotto e della gazzosa di Neri.

 

E non è tutto, perché ‘O Fiore Mio si sta preparando a sbarcare su un’altra piazza importante, quella di Capalbio, leggendaria località balneare sulla costa tirrenica, una nuova sfida che prende forma quando la partita, su Bologna, si sta appena iniziando a giocare. E visti i “giocatori” in campo, possiamo aspettarci una grandissima partita.



di Gabriele Orsi