Vino, territorio e sostenibilità ambientale: un interessante convegno a Montalcino (Siena)


Consorzio del Vino Brunello di Montalcino


A cura di ANDREA DI BELLA



Si è svolto a Montalcino, nel cuore della Toscana vitivinicola, un interessante convegno sulla sostenibilità ambientale e l’impatto del paesaggio del vino sul territorio. Erano presenti esponenti del Ministero dell’Ambiente, del mondo della ricerca e dell’Università, aziende e produttori per confrontarsi su un tema importante come quello dell’impatto ambientale.


Un’ottima gestione del suolo, dell’acqua, dell’aria e della biodiversità è necessaria per garantire la sostenibilità ambientale. La tutela dell’ambiente e del paesaggio preservano la ricchezza di un luogo, lo rendono unico, identitario, e partecipano all’equilibrio dell’ecosistema.


Il settore vitivinicolo, ormai è risaputo, è una delle colonne portanti della produzione e dell’esportazione agroalimentare italiana e i vigneti sono una delle componenti principali del paesaggio agrario del nostro paese.


Vigneti a Barolo - Ph. ANDREA DI BELLA 

 

Oggi più che mai i produttori, spinti da un consumatore sempre più interessato all’impatto ambientale dei prodotti che porta sulla propria tavola, sono chiamati a prestare attenzione all’ambiente in cui operano, anche per continuare a competere sui mercati internazionali.

 

Promuovere la sostenibilità nella gestione e nella protezione dell’ambiente rurale e del paesaggio agrario in ambito vitivinicolo diventa quindi un elemento fondamentale del lavoro delle aziende e dei Consorzi di Tutela.


Proprio per questo il Consorzio ha deciso di organizzare il seminario sul tema insieme all’ente di certificazione DNV GL, che con il Ministero dell’Ambiente e un pool di università e centri di ricerca, ha sviluppato il progetto V.I.V.A. (Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente), mettendo a punto indicatori di misurazione della performance di sostenibilità specifici per il settore, a cui le aziende possono far riferimento per valutare il proprio impatto ambientale e socioeconomico e pianificare di conseguenza azioni riduttive e correttive.


Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è da sempre in prima linea nel proteggere e preservare un territorio che dal 2004 è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO “Questo appuntamento vuol essere un contributo fattivo, positivo e concreto al dibattito sul Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana, che ha visto alcuni malintesi e forzature sul concetto di sviluppo economico e tutela del paesaggio ha commentato il Presidente Fabrizio Bindocci. Il territorio di Montalcino è in connubio viscerale ormai da secoli con quello paesaggistico e i suoi produttori lavorano alacremente per preservare e difendere questa terra poiché sanno che la forza della loro economia è data dall’unione di due elementi: il rispetto del territorio e lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. L’essere riusciti nel tempo a mantenere e tutelare questo equilibrio ha fatto sì che crescesse un sistema virtuoso che ha contribuito alla rinascita economica nel rispetto e valorizzazione del paesaggio”.


“Gli indicatori sono quattro: aria, acqua, vigneto e territorio” - spiega Franca Ballaben, Food & Beverage Sales Responsible Area Firenze di DNV GL. “Per ciascuno è stato predisposto un disciplinare tecnico che definisce le metodologie di monitoraggio e i sistemi di controllo che le aziende vitivinicole devono adottare per mantenere livelli qualitativi in linea con i principi della sostenibilità. Solo quelle che rispettano i valori stabiliti dal disciplinare per ciascun parametro possono, dopo verifica di terza parte, fregiarsi dell’etichetta VIVA direttamente in bottiglia, informando i consumatori che quello che si apprestano a stappare è un vino sostenibile”.
 



di Andrea Di Bella