Settebello vegan vincente a Bologna: la Cremeria D'Azeglio presenta i suoi gusti senza grassi animali


Cremeria D'Azeglio


Dal 21 giugno 2014 a Bologna in via Massimo D'Azeglio -

 

Potersi gustare un buon gelato, un gelato “vero”, dalla consistenza giustamente cremosa e dal gusto chiaro, percepibile, goloso come si conviene, quando si è intolleranti al lattosio, si è affetti da celiachia o si segue una dieta rigorosamente vegana?

 

Difficile perché i tentativi di produrre gelato senza l’impiego di grassi animali, quantomeno sotto le Due Torri, sinora non aveva sortito effetti esaltanti. D’accordo finché si parla di gusti alla frutta, dove l’apporto di grassi è ridottissimo quando non addirittura nullo, ma sulle creme, ovvero i gusti più cari ai ghiottoni, i risultati si riducono spesso a pappette granulose, magari anche sane e naturali ma davvero poco invitanti.

 

A questo doveva avere pensato Alessandro Lesi, titolare della Cremeria D’Azeglio, quando ha studiato i gusti del suo primo “Settebello vegano”, presentati oggi in occasione del solstizio d’estate, e la risposta a questa pesante questione è venuta ovvia e naturale: rimpiazzare i grassi di origine animale con altri di provenienza rigorosamente vegetale, bandendo nel contempo i surrogati come latte di soia o di riso che non garantiscono un’adeguata compattezza del gelato.


 

Premesso che lo scrivente è generalmente diffidente verso qualsiasi cibo o prodotto che si definisca “vegan”, è quindi un doppio piacere poter constatare che finalmente – e lo dico per tutti coloro che non possono concedersi un gelato classico – dopo infiniti tentativi c’è qualcuno che è riuscito a conciliare l’assenza di grassi animali con la qualità del prodotto finito.

 

Dalla fine dello scorso marzo titolare della nuova gelateria a ridosso delle mura di Porta San Mamolo, dove lavora affiancato dal padre Davide e dalle collaboratrici Marianna ed Ema, Alessandro Lesi, un passato nell’industria cartiera, ha quindi avviato questo progetto dove, accanto a un’offerta classica di gusti realizzati in maniera artigianale e con le migliori materie prime, a cominciare da una strepitosa panna montata a frusta, a ogni cambio di stagione verrà offerto un diverso ventaglio di proposte vegane, variabili, fatti salvi i grandi classici, anche a seconda della disponibilità di stagione.

 

E davvero non c’è differenza apprezzabile, né alla vista e tantomeno al gusto, fra i gusti privi di grassi animali e i loro equipollenti tradizionali: il verde del pistacchio “vegan” è altrettanto brillante di quello normale, materia prima rigorosamente da Bronte e il gusto parimenti marcato.

 

I due cioccolati fondenti paiono identici, scuri, profumati, con quella giusta punta di amaro, e lo stesso vale per caffè, nocciola americana, mandorla e “Nonna Lella”, parente più salutare della vituperata Nutella. Senza contare i gusti alla frutta – fragola, melone, banana e un limone che così succoso forse si trova solo in Sicilia – che più degli altri saranno destinati a variare col trascorrere delle stagioni.

 

Davvero un lavoro eccellente, al punto che molti clienti – e questo è sintomatico – nemmeno colgono la differenza e tocca sovente a chi serve specificare la particolare natura di questi gelati, salvo poi accorgersi con piacere che era esattamente ciò che il cliente andava cercando.

 

«Il nostro obiettivo – spiega Alessandro – non è tanto quello di fare il gelato migliore di Bologna, quanto quello di soddisfare le esigenze più disparate. Ora, come è noto, sono tanti quelli che per una ragione o per l’altra non possono concedersi il piacere di un gelato fatto come si deve, e dall’altra parte i gusti privi di panna o latte raramente suscitano l’interesse del grande pubblico. Ecco, noi vogliamo stimolare la curiosità della gente, avvicinandola a questi gusti anche con un’offerta che, in termini numerici, non ha, e in questo siamo davvero i primi, eguali a Bologna».

 

Una formula quindi a 360 gradi, dove la gelateria è veramente “per tutta la famiglia” e, particolare vincente, non si obbliga chi in famiglia ha persone intolleranti o vegane, ad andare ad acquistare il gelato in due botteghe diverse con dispendio di tempo e denaro.

 

Accanto al settebello vegano, poi, campeggiano giustamente gusti tradizionali di ottima fattura, come la panna di cui si è giù detto ampiamente, ma anche la crema alla bolognese, la nocciola piemontese, l’arachide salata, qualche creazione per i più golosi come il mascarpone al cioccolato fuso, granite ai gusti di stagione e una bella selezione di torte-gelato, ghiaccioli e coni da passeggio, tutti di produzione propria.

 

Non mancano nemmeno le iniziative “social” per coinvolgere il circondario: recentemente infatti la Cremeria D’Azeglio ha promosso, in collaborazione con gli allievi dell’attigua International School, il concorso “Disegna il gelato dei tuoi sogni”, che al di là delle più rosee aspettative ha visto la partecipazione di oltre 150 ragazzi dando il là a ulteriori idee.

 

«Vorremmo che col tempo – conclude Alessandro – i bolognesi collegassero automaticamente il cambio di stagione con le nostre proposte, sia tradizionali che “vegan”, e non parlo solo di chi per ragioni di intolleranza o per scelta dietetica vuole evitare i grassi animali, ma di tutti coloro che desiderano assaggiare un gelato un po’ diverso eppure uguale ai migliori gelati tradizionali per fattura e qualità». 



di Gabriele Orsi