Agrintesa entra nella veronese BRIO: presentato a Bologna il nuovo gigante italiano dell'ortofrutta bio


Agrintesa Società Cooperativa Agricola


Dal 1° giugno 2014 tra Faenza (Ravenna), Bologna e Verona -

 

Nasce a cavallo fra la Romagna e il Veneto il nuovo gigante italiano dell’ortofrutta biologico e naturale, pronto a rivestire in questo campo un nuovo ruolo, che rafforzi una presenza già significativa e apra nuove prospettive per conquistare la leadership nella produzione e nel mercato dell’ortofrutta coltivata con tecniche naturali e certificate, rispettose della salute e dell’ambiente.

 

E’ con questo obiettivo che la cooperativa faentina Agrintesa, insieme con la società commerciale Alegra e l’organizzazione di produttori Apo Conerpo, entra nella compagine societaria della veronese BRIO, protagonista di primo piano, in Italia e all’estero, nella vendita dei prodotti alimentari bio.

 

«Con questa operazione – è il commento del presidente di Agrintesa, Raffaele Drei – la nostra cooperativa entra nel capitale di Brio con una quota del 39 per cento, l’associazione Apo Conerpo con il 5 per cento e la società Alegra con il 7 per cento, mentre il rimanente 49 per cento resta in mano alla cooperativa La Primavera, una delle realtà pioniere del biologico italiano e fondatrice, nel 1993, della stessa BRIO, e ad altri soci minori. Dopo il riassetto delle quote è stato inoltre previsto un aumento di capitale di 2 milioni e mezzo di euro al fine di rafforzare ulteriormente la società».


 

«In vent’anni – spiega Andrea Bertoldi, amministratore delegato di BRIO – la nostra società ha registrato una crescita costante e oggi commercializza quasi 20mila tonnellate di prodotti ortofrutticoli cui si aggiungono 1.650 tonnellate di altre derrate alimentari, tutte rigorosamente biologiche. Il fatturato 2013 ha sfiorato i 37 milioni di euro, con un incremento del 9 per cento rispetto all’anno precedente, ed è stato realizzato per il 40 per cento all’estero».

 

Se oltre a questo si considerano anche le altre società del Gruppo, ovvero Brio France, Biologica 2006, Terre del Sud, Brio Deutschland e BDL Trasporti, il volume d’affari sale addirittura a 50 milioni di euro e le quantità sfiorano le 25mila tonnellate.

 

«Dati che ben testimoniano – prosegue Bertoldi – il ruolo di primo piano che BRIO ha sempre ricoperto in questo settore senza dimenticare che l’invidiabile patrimonio di esperienza e conoscenza accumulato nel corso degli anni è ora a disposizione del nuovo progetto di crescita che vede Agrintesa, Alegra e Apo Conerpo portare in dote la loro straordinaria capacità produttiva, organizzativa e commerciale. La nuova BRIO è attiva dal 1° giugno con l’obiettivo di raddoppiare il proprio fatturato globale (100 milioni di euro) entro i prossimi 5 anni».

 

«In quest’ottica di collaborazione a 360 gradi – sottolinea Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo – la nuova partnership potrà garantire orizzonti produttivi e commerciali sul biologico più ampi e nuove opportunità di crescita per tutte le cooperative aderenti; siamo di fronte ad un progetto di aggregazione decisamente moderno ed ambizioso in grado di assicurare nuovo slancio all’intero sistema ortofrutticolo nazionale».

 

«Tra i diversi vantaggi di questa operazione – prosegue il presidente Drei – è importante sottolineare la possibilità offerta oggi alla nostra base produttiva di indirizzarsi ancor più verso l’agricoltura biologica, un sistema certificato e naturale, rispettoso dell’ambiente, ma anche portatore di interessanti prospettive economiche».

 

«Agrintesa vanta una lunga tradizione nel biologico – rileva il direttore generale Cristian Moretti – ma oltre ai numeri, peraltro significativi, va evidenziato il contributo che la nostra cooperativa può assicurare in termini di pianificazione industriale, vale a dire di qualificazione e programmazione delle produzioni, specializzazione e concentrazione delle lavorazioni, modernizzazione delle politiche di vendita, razionalizzazione e contenimento dei costi, flessibilità e innovazione della logistica, ricerca di nuove economie di scala; a tal fine specializzeremo ulteriormente gli stabilimenti di Gambettola e Zevio».

 

«Con questa importante sinergia – afferma Gianni Amidei, consigliere delegato di Alegra – il mondo ortofrutticolo che fa capo al sistema Alegra/Agrintesa può consolidare significativamente la propria posizione, partendo dalle attuali 8mila tonnellate pari a 12 milioni di euro di fatturato per salire all’attenzione del mercato nazionale ed internazionale quale prima realtà italiana dell’ortofrutta biologica con un’offerta complessiva di oltre 33mila tonnellate. La nostra è una risposta moderna e articolata alla continua crescita del mercato dei prodotti biologici che ha fatto segnare in Italia nel primo semestre 2013 un incremento della domanda dell’8,8 per cento».

 

«A questa rilevante performance – conclude Amidei – si affiancano i numeri in crescita relativi all’export italiano con un fatturato che, secondo le ultime rilevazioni, si assesta sopra il miliardo di euro. In risposta a queste tendenze indubbiamente positive, c’è un dato che rimane contradditorio: l’Italia, primo paese europeo per le esportazioni di prodotti biologici, continua a rimanere il fanalino di coda dei consumi bio con un 1,5 per cento contro il 7,6 della Danimarca, il 6,5 di Austria e Svizzera e il 6 del Regno Unito. E’ quindi nostra intenzione cogliere questa grande opportunità di crescita».

 

«Con venticinque anni d’attività alle spalle – dichiara Gaetano Zenti, presidente de La Primavera – la nostra cooperativa si conferma la prima azienda italiana interamente specializzata nelle coltivazioni biologiche ed ora si appresta a diventare una realtà ancora più moderna, dinamica e organizzata, in grado di raggiungere rapidamente i propri obiettivi di sviluppo. La Primavera, diventando socia di Agrintesa e Apo Conerpo, può apportare un valore aggiunto alla compagine sociale, condividendo con le altre aziende agricole i valori e le conoscenze acquisite negli anni».

 

«La nascita di questo nuovo soggetto agroalimentare tra due importanti attori del comparto ortofrutticolo italiano – concludono Bertoldi e Drei – consentirà un generale ‘salto di qualità’ con una gamma d’offerta che si allarga e si completa per raggiungere nuovi mercati, grazie alla qualità certificata dei prodotti e alla moderna organizzazione dell’intera filiera». 



di Gabriele Orsi