Un dolce per sostenere i lavoratori disabili: a Bologna le brazadele di Pasqua sono Benfatte


Benfatte - Le brazadele buone che fanno bene


Dal 3 aprile all'8 maggio 2014 a Bologna -

 

Mani diversamente abili intente a impastare uno dei dolci tradizionali della Pasqua bolognese nel nome della solidarietà e della dignità che solo il lavoro, indipendentemente da tutto, sa conferire. L’impasto dell’inclusione e dell’integrazione che lievita nel forno e diventa qualcosa di buono e bello.

 

Prende il via oggi Benfatte – Le brazadele buone che fanno del bene, il nuovo progetto nato dalla collaborazione fra Opimm – Opera dell’Immacolata in Bologna, onlus di ispirazione cristiana dedita all’assistenza e alla formazione dei soggetti diversamente abili, e Vecchia Scuola Bolognese, la bottega-laboratorio specializzata nella pasta fresca e nelle specialità della tradizione culinaria bolognese nata dall’iniziativa di Alessandra Spisni, esperta di sfoglia e di cucina, autrice di libri e celebre volto televisivo.


 

Per circa un mese, fino al prossimo 8 maggio, la Vecchia Scuola realizzerà gustosissime brazadele, dolci caratteristici del periodo pasquale a Bologna, il cui ricavato verrà destinato alla ristrutturazione del Centro Lavoro Protetto Opimm in via del Carrozzaio, in cui attualmente sono impiegati circa 70 lavoratori diversamente abili, e nello specifico al rifacimento dell’impianto di condizionamento, delle finestrature, dei bagni e degli spogliatoi, lavori per i quali l’importo è stato preventivato sui 170mila euro.

 

«Andremo avanti per circa un mese nella produzione delle brazadele – prende il via Alessandra Spisni, fondatrice della Vecchia Scuola Bolognese – e poi, l’8 maggio, faremo una nuova conferenza stampa per fare un bilancio del progetto, ed eventualmente per discutere di una sua ulteriore prosecuzione. E' un progetto che abbiamo voluto fortemente perché secondo noi il lavoro è dignità prima ancora che indipendenza».

 

Le brazadele “Benfatte” saranno disponibili presso la sede della Vecchia Scuola Bolognese in via Galliera 11, dove sarà attivo un corner Opimm, sul sito Internet www.benfatte.it e, previo accordo, anche nelle sedi Opimm di via del Carrozzaio 7 e via Decumana 45/2, e saranno date in dono a fronte di un’offerta di almeno 12 euro.  E davanti agli occhi dei cronisti ben tre lavoratori disabili – Chris, Elisa e Maria Cristina – si sono personalmente cimentati, con grande successo, nella preparazione di queste brazadele.

 

«La nostra – spiega Maria Grazia Volta, direttore generale dell’Opimm – è un’associazione d’ispirazione cristiana che sin dal XIX secolo si dedica al sostegno dei soggetti più deboli, agli inizi i giovani che dalla campagna arrivavano in città e avevano bisogno di imparare un mestiere poi, dagli anni ’60, i diversamente abili, con particolare attenzione a quelli con deficit di tipo cognitivo o psichico. Negli ultimi 30 anni, grazie al nostro Centro Lavoro Protetto, abbiamo avviato al lavoro oltre 500 persone disabili, e in tempi più recenti abbiamo allargato il nostro campo d’azione anche alle persone in difficoltà economico-sociali e agli immigrati».

 

La campagna, che si propone di coinvolgere il maggior numero possibile di sostenitori sia privati che istituzionali, può contare già sull’appoggio di una serie di partners importanti che, in un modo o nell’altro, hanno prestato il proprio contributo alla fase d’avvio come Radio Bruno, Labanti & Nanni Industrie Grafiche e Cartotecniche, OpenMultimedia (che ha realizzato un video di presentazione), Big srl, Banca di Imola – Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Ing. Damiano Greto e S.C. Impresa Edile.

 

«Avere le mani in pasta – sottolinea Giuseppe De Biasi, assessore alla Cultura, Istruzione, Formazione e Lavoro della Provincia di Bologna – aiuta non solo l’inserimento al lavoro ma anche l’autostima. Infatti abbiamo notato che in condizioni di fragilità di qualsiasi genere l’avere a che fare col cibo riesce a facilitare enormemente il processo di inclusione. E questa iniziativa quindi è un bell’esempio di ciò che va fatto nella direzione dell’inserimento o reinserimento al lavoro dei soggetti deboli».

 

«Qualcuno – aggiunge Amelia Frascaroli, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Bologna – potrebbe chiedersi come può una semplice brazadela fare tanto per l’inserimento di queste persone nel mondo del lavoro. E invece sono sempre le cose semplici come questa a ottenere i migliori risultati. Penso che questo sia un bellissimo segnale di partecipazione, di coinvolgimento e di creatività». 



di Gabriele Orsi