Il sommelier come promotore di un territorio: nasce la delegazione Fisar di Bologna


FISAR Delegazione Bologna


La sede della nuova associazione sarà a Zola Predosa (Bologna) -

 

C’è un nuovo punto di riferimento sotto le Due Torri per gli appassionati dell’enologia, gli aspiranti sommelier e i patiti dell’enogastronomia. Da oggi infatti a Bologna e provincia sarà attiva anche una delegazione locale della Fisar – Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, la cui attività, che nei piani dovrebbe comprendere corsi di formazione professionale alla sommelierie, nonché eventi a tema e promozionali del patrimonio enogastronomico del territorio, andrà ad affiancarsi a quella di altre associazioni similari come Ais, Aies, Aims, Onav, Accademia della Muffa Nobile ed Epulae.

 

Nata a Volterra nel 1972, la Fisar si è da subito distinta per il coinvolgimento nella propria attività, oltre che di sommelier professionisti, anche di operatori del settore della ristorazione e dell’accoglienza alberghiera, creando così una rete di esperti e competenti nel campo dell’enogastronomia all’interno della quale la figura del sommelier assume una valenza nuova, quasi una sorta di consulente enogastronomico a tutto tondo capace non solo di degustare e commentare un vino, suggerendo i relativi abbinamenti culinari, ma anche di valorizzare un territorio e i suoi prodotti d’eccellenza.


 

Sede della neo-costituita delegazione bolognese Fisar sarà Zola Predosa, e sempre la cittadina sul Lavino, nella splendida cornice di Villa Edvige Garagnani, ospiterà i corsi per sommelier organizzati dall’associazione. Alla guida di tutto, con la carica di commissario, Raffaella Melotti, titolare di Formula Eventi e già collaboratrice preziosa dell’azienda vinicola Tenuta Bonzara e del Movimento Turismo del Vino, al momento affiancata da una “tutor” nazionale e da altri quattro associati sul territorio, ovvero Lorena Smith, Claudio Donegaglia, Michela Donati e Angelo Muratori.

 

I corsi Fisar saranno divisi, come quelli delle altre associazioni, in tre diversi livelli: nel primo si tratteranno le funzioni del sommelier, l’analisi sensoriale, la viticoltura, l’enologia, i distillati e la birra, nel secondo l’enografia con le tipologie di vini e vitigni delle diverse regioni d’Italia e del mondo, e nel terzo l’alimentazione, gli abbinamenti, la cucina e la metodologia della successione dei vini e dei cibi, e solo al termine di quest’ultimo livello, previo esame finale, verrà consegnato l’attestato di qualifica di sommelier Fisar.

 

Inoltre, in aggiunta ai corsi di formazione per sommelier professionali, il cui calendario è in via di definizione e che partiranno sicuramente il prossimo settembre, Fisar Bologna ha già approntato un fitto cartellone primaverile-estivo di appuntamenti assolutamente da non perdere: dalla fine di marzo, per cominciare, all’Enoteca Edonisia di San Lazzaro andrà in scena Gente di Edonisia, un ciclo di dodici puntate trasmesse in diretta sulla web tv QuiBologna.tv e dedicato ai più giovani, mentre la collaborazione tra Fisar Bologna e Yummy Italy, l’agenzia specializzata in turismo enogastronomico fondata da Helena Kyriakides, sarà rivolta a promuovere maggiormente il territorio della provincia di Bologna e le sue eccellenze presso i turisti stranieri.

 

Tre gli appuntamenti con Le Serate del Tagliere, realizzate in collaborazione col Ristorante Da Sandro al Navile e il maestro di sfoglia Leonardo Iacono: martedì 8 aprile tagliatelle e tagliolini, con in più i vini dell’azienda Maria Bortolotti, giovedì 8 maggio la pasta ripiena e giovedì 19 giugno la cultura della sfoglia. Mercoledì 16 aprile, alle 20.30, sarà invece il turno dell’omaggio al grande Gino Veronelli con una degustazione di sei vini cari al celebre critico: Blanc de Rosis di Mario Schiopetto, Lugana Brolettino di Ca’ dei Frati, Efeso di Librandi, Fontalloro della Fattoria di Felsina, Bricco dell’Uccellone di Braida e Faro Palari di Palari, il tutto abbinato a pizze e pani diversi e a una degustazione finale di colombe pasquali della Pasticceria Robby, location dell’appuntamento.

 

E poi le serate a tema nei vari locali della provincia: martedì 29 aprile, alla Trattoria San Chierlo di Monte San Pietro, “Vino, pane e salame”, lunedì 12 maggio, all’Antica Trattoria del Reno, serata-degustazione di dieci vini toscani ed emiliano-romagnoli, e mercoledì 21 maggio di nuovo a San Chierlo per il laboratorio-cena “Facciamo il salame”.

 

Chiusura, il 5 e il 12 giugno, presso la sede di Miele & Peperoncino, con “I difetti e i pregi dei vini”, due serate di discussione e degustazione di casi concreti accompagnati da una selezione di confetti da tutta Italia. Sono previsti inoltre progetti di collaborazione con le scuole alberghiere della provincia – il Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro e la sua succursale a Casalecchio – ma anche delle zone limitrofe, come l’istituto di Serramazzoni e quello di Riolo Terme.

 

La tessera di socio a Fisar ha un costo di 60 euro annui, e da diritto all’abbonamento alla rivista “Il Sommelier”, a partecipare a condizioni vantaggiose agli eventi, cene, degustazioni organizzati dalla delegazione di zona e a una serie di sconti e vantaggi nelle maggiori manifestazioni enogastronomiche nazionali, nonché di sconti in locali convenzionati in tutta Italia, mentre i ristoratori e gli albergatori che si assoceranno potranno organizzare eventi Fisar nelle loro strutture.

 

«Siamo lieti – commenta Graziano Prantoni, assessore al Turismo della Provincia di Bologna – di dare il benvenuto a una nuova associazione che con la sua attività, in collaborazione con produttori di vino, ristoratori e albergatori, contribuirà a valorizzare il patrimonio enogastronomico del nostro territorio, una grande risorsa che sarà sempre più importante sotto il profilo dell’attrazione turistica».

 

«Quello che sin dall’inizio ci siamo proposti di fare – spiega Mario Del Debbio, presidente nazionale di Fisar – non è solo insegnare a bere, ma trasmettere una cultura del bere, nel rispetto di chi il vino lo produce, della storia che c’è dietro a ciascun vino. Ma a una crescita qualitativa doveva corrisponderne una quantitativa, perciò abbiamo scelto di aumentare le nostre delegazioni territoriali, e in quest’ottica Bologna non poteva certo mancare. La ricrescita di un territorio deve partire da figure professionali con una formazione qualificata, anche se non bisogna mai dimenticarsi che il protagonista non deve mai essere il sommelier, ma quello che c’è dentro al bicchiere».

 

«Il sommelier – sottolinea Massimiliano Poggi, chef del Ristorante Al Cambio di Bologna – deve lavorare per il proprio territorio. Il mio sogno infatti è entrare in un bar del centro e sentire ordinare un Pignoletto anziché il solito Prosecco, perché il Pignoletto, che è il nostro vitigno autoctono, ormai lo piantano persino in Australia e solo noi lo snobbiamo. E’ da queste cose che si parte per rilanciare il turismo a Bologna, non più solo in chiave business ma come turismo vero, anche enogastronomico».

 

«Sono tre – spiega Raffaella Melotti, commissario di Fisar Bologna – i punti su cui si baserà il lavoro della nostra delegazione: primo la conoscenza del vino, che seguendo gli insegnamenti di Veronelli si eserciterà con l’esperienza diretta e una corretta formazione professionale. Poi il rispetto per i produttori di vino, che a prescindere dal gradimento incontrato devono venire coinvolti attivamente per vedere riconosciuto il loro impegno e il loro lavoro. E infine il rilancio del territorio, perché tutte le associazioni, non solo la nostra, sono sentinelle del territorio che, con le loro collaborazioni e i loro eventi, possono promuovere fuori dai nostri confini le nostre eccellenze».

 

«Zola Predosa – è il commento del sindaco Stefano Fiorini – è la città del vino ma anche della cultura del vino. Perciò, se è compito dei produttori lavorare e fare un vino all’altezza, è invece dovere delle associazioni promuovere questo vino e abbinarlo ai prodotti del territorio. E tutto questo, in un momento non facile come quello attuale, può benissimo dare un forte contributo al rilancio dell’economia e dell’occupazione. Voglio infine sottolineare l’opportunità di tenere i corsi a Villa Edvige Garagnani, dove hanno già sede il Consorzio Regionale del Pignoletto, lo Iat Colli Bolognesi e il punto gusto della Strada dei Vini e dei Sapori Città Castelli Ciliegi».

 

«Così come abbiamo sostenuto le altre associazioni – aggiunge Marco Landucci, assessore al Turismo di Zola Predosa e vicepresidente delle Città del Vino – così daremo il nostro appoggio anche alle attività della Fisar, perché secondo noi non è impossibile fare lavorare, in una stessa manifestazione, associazioni diverse per nome ma non per finalità. Credo che, anche grazie alla collaborazione fra ristoratori, produttori e albergatori, ci sia la sensibilità giusta per questo».

 

«Tanti produttori di vino – sottolinea Giacomo Morandi dell’azienda vinicola Il Monticino – da tempo si sentono dire che il futuro del vino italiano è all’estero. Magari in parte è anche vero, ma questo non deve andare in nessun modo a detrimento del prodotto, che deve restare di alta qualità. A Bologna il mondo del vino ha fatto passi da gigante sia come qualità del prodotto che come organizzazione, però la produzione del vino deve continuare a essere sostenibile».

 

«Mi piace – conclude Marianna Digiansante, titolare dell’Hotel Al Cappello Rosso e presidente del settore Turismo-Cultura-Sport-Wellness di Unindustria Bologna – l’idea del sommelier come ambasciatore di un territorio, perché il nostro turismo oggi ha bisogno di questo genere di figure qualificate. In un mondo dove l’offerta turistica è sempre più appiattita ma anche più aggressiva, serve una figura esperta, professionale, competente, che faccia da trascinatore, da veicolo d’opinione, da promotore e da trait d’union con gli operatori del settore» 



di Gabriele Orsi