Italia Buona: I “Sospiri” di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani)


Italia Buona


Tra i meravigliosi dolci della terra pugliese, un posto d’onore spetta ai “Sospiri” che a Bisceglie rappresentano l’ideale fine pasto e nella cui preparazione i maestri pasticceri locali si sfidano a chi riesce “ a far sospirare di maggior piacere” il cliente della propria pasticceria.

 

Questo dolce è nato da una ricetta antichissima, che risale all’epoca delle nozze tra Lucrezia Borgia e il conte di Conversano, pronte per essere celebrate, con tanto di illustri invitati in attesa dell’evento, che aspettarono invano.

 

Tra le tante leggende che si narrano attorno al dolce una dice che gli invitati furono “consolati” con certi dolci preparati per l’occasione dalle suore di clausura del paese, che si deliziarono il palato sospirando non si sa se per la loro bontà o per l’attesa infinita del mancato matrimonio.


 

Un’altra leggenda racconta invece dei sospiri di un ragazzo innamorato di una fanciulla, il quale inventò il pasticcino dandogli la forma del seno morbido, prosperoso e sensuale dell’amata.

 

Al tempo della loro creazione, i Sospiri venivano profumati con una goccia di rosolio; oggi si utilizza succo di limone per dare freschezza e per evitare di usare alcol.

 

Una delle ricette dei Sospiri, quella della locale Accademia dei Maestri Pasticceri, prevede l’uso di 10 uova, un etto di zucchero e due di farina; si devono montare separatamente albume e tuorlo delle uova, raggiungendo il giusto equilibrio, quindi si mescolano assieme agli altri ingredienti e “soffiati” sulla teglia con il “sac a poche”, che viene infornata per 10-15 minuti a 210°C.

 

Al termine della cottura, i Sospiri vengono lasciati raffreddare, tagliati a metà e farciti di crema chantilly, ricoperti con zucchero a velo oppure con una glassa di zucchero fuso e, talvolta, con la classica ciliegina sulla punta.

 

Passeggiare per Bisceglie d'estate degustando i suoi tradizionali Sospiri è un'esperienza unica; se si incontra qualcuno che sta tirando un sospiro di piacere, leccandosi le dita, è facile supporre che abbia appena consumato il dolce tipico di Bisceglie.



di Redazione 35




Non dimenticare di guardare anche...

Italia Buona: L’Aglio Bianco Polesano (Rovigo)

Italia Buona: Funghi: varietà e ricette

Italia Buona: Il Maiorchino di Novara di Sicilia (Messina)

Italia Buona: La Cipolla di Sermide (Mantova)

Italia Buona: La Speuta, il farro maggiore dell’Irpinia (Avellino)

Italia Buona: La Spongata di Brescello (Reggio Emilia)

Italia Buona: La Miascia (Lecco)

Italia Buona: il Montebore della Val Borbera (Alessandria)

Italia Buona: Il Culatello di Zibello, il Re dei Salumi (Parma)

Italia Buona: Le pesche nettarine di Romagna

Italia Buona: Le Fragole di Maletto (Catania)

Italia Buona: La Panicella di Splerlonga (Latina)

Italia Buona: I Salavatici di 
Roviano 
(Roma)

Italia Buona: La Cotognata (Siracusa)

Italia Buona: I Murzitti di Subiaco (Roma)

Italia Buona: Il Paddaccio del Pollino (Potenza)

Italia Buona: Il Tortiglione di Penna in Teverina (Terni)

Italia Buona: I Barbagiuai di Ventimiglia (Imperia)

Italia Buona: Il Gattò Aretino (Arezzo)

Italia Buona: Le Ciuighe (Trento)

Italia Buona: Gli Asparagi di Zambana (Trento)

Italia Buona: I Marubini di Casteldidone (Cremona)

Italia Buona: Lo Sprusciat di Castel del Giudice (Isernia)

Italia Buona: I Sospiri di Ozieri (Sassari)

Italia Buona: Il Salame di Frattula (Ancona)

Italia Buona: I Magenzucker altoatesini (Bolzano)

Italia Buona: La Cipolla Ramata di Montoro (Avellino)

Italia Buona: Il formaggio Morlacco del Monte Grappa (Vicenza)

Italia Buona: Il Formaggio Acceglio (Cuneo)

Italia Buona: Sa Coccoi Prena (Ogliastra)

Italia Buona: La Colatura Tradizionale di Alici di Cetara (Salerno)

Italia Buona: Il pane di Laterza (Taranto)

Italia Buona: La Sopressa vicentina (Vicenza)