Italia Bella: La Scarzuola (Terni)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –  

 

Al centro della verde Umbria, in provincia di Terni c’è un posto molto speciale; parliamo della “Scarzuola”, una località in mezzo alla campagna di Montegiove, frazione del comune di Montegabbione.


Si tratta di un posto che è difficile trovare per caso; deve la sua notorietà a due particolarità: la prima è un antico convento sul luogo che avrebbe ospitato San Francesco d’Assisi, un luogo di pace, tranquillità e meditazione dove il poverello costruì una capanna usando un’erba palustre locale detta “Scarza”, da cui deriva il nome del posto.


Pochi decenni dopo sul posto vennero fatte costruire dal Conte di Montegiove una chiesa con un piccolo oratorio e successivamente un convento, abitato dai Frati Minori fino al ‘700; restaurata in più occasioni, la chiesa conserva all’interno un affresco della prima metà del XIII secolo dov’è effigiato San Francesco in levitazione e arredi secenteschi; sotto il pavimento ci sono le tombe del Conte di Montegiove e dei suoi discendenti.

 

a_scarzuola


All’interno del cortile d’accesso al convento ci sono 14 tavole in terracotta del settecento raffiguranti la via Crucis.


La seconda particolarità che fa della Scarzuola un luogo “magico” è data dalla presenza di una serie di costruzioni ideate a metà del Novecento dal milanese Tommaso Buzzi; il geniale architetto acquistò il complesso monastico e lo restaurò, trasformando in primo luogo gli orti dei frati in un parco con siepi di bosso, fiori rari, pergolati, statue che rievocano il mito d’amore di Polifilo e della sua ninfa.


Alla fine del parco, affacciata su un vasto anfiteatro naturale, Buzzi costruì quella che doveva essere la sua “città ideale”, o anche “città profana”, che chiamerà Buzziana; interamente costruita in pietra di tufo di provenienza locale, la Buzziana ha un aspetto bizzarro, tanto da sembrare uno di quei castelli che si fanno con la sabbia in riva al mare, piena di pinnacoli e arzigogoli, che ne fanno, appunto, un posto pieno di magia.

 

MontegabbioneMontegioveLaScarzuola

 

I vari edifici costruiti dall’architetto milanese sono collegati tra loro da vaste scenografie architettoniche, gradinate, vasche, muri tufacei sui quali sono state inserite targhe con motti e strane simbologie, spesso indecifrabili; qua e là per la “cittadella” vi sono bassorilievi di mostri, statue e figure che paiono uscite da un quadro di Arcimboldi.

 

Alcune strutture circolari come osservatori astronomici arabi, costruzioni zoomorfe, tebaidi e pozzi di meditazione, scalinate che vanno da ogni parte, templi di culti pagani, la torre di cristallo, che sembra il pinnacolo di una cattedrale gotica, rappresentano un bell’esempio di architettura neo-manierista italiana, oltre che una sorta di sogno, un esoterico labirinto dello spirito.

 

La “Buzziana, ispirata all'«Hypnerotomachia Poliphili» di Francesco Colonna, nascosta dalle colline circostanti, è un posto immerso nel verde e nel mistero, una costruzione architettonica surreale e fantastica, quasi un percorso d’iniziazione verso la conoscenza della propria anima.

 

scarzuola

 

In quanto sostenitore del “ruinismo”, una corrente artistica secondo la quale le opere venivano lasciate in balia del tempo, diventando delle rovine plasmate dalla natura, l’architetto Buzzi ha concepito la sua “città ideale come un’opera in continuo divenire, un’eterna incompiuta destinata a essere prima o poi divorata dalla natura.


Il nipote di Tommaso Buzzi, Marco Solari, attuale proprietario, alla morte dello zio, utilizzandone i progetti, ha rifinito e completato l’opera, rendendola fruibile al pubblico, che può così ammirare i vari monumenti rappresentati: Colosseo, Partenone, Pantheon, Arco di Trionfo, Piramide, Torre Campanaria e Tempio di Vesta, ma anche particolari della Villa Adriana, della Villa d’Este di Tivoli ed altri edifici storici, vivendo un'esperienza strana eun po' surreale.




di Redazione 35




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