Italia Bella: Pavullo nel Frignano (Modena)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Placidamente adagiata al centro di un altopiano, a circa 700 metri slm, troviamo Pavullo nel Frignano, grosso centro abitato di quasi diciottomila abitanti in provincia di Modena, lungo la strada che conduce in appennino.

 

Le colline che la circondano, dominate dalle alture di Montecuccolo e Gaiato, fanno da spartiacque tra i fiumi Secchia e Panaro.


Il territorio pavullese era un tempo una grande palude, poi bonificata per ricavare terra agricola, abitata da popolazioni di origini liguri, poi celtiche e conquistata quindi dai romani, che vi insediarono un importante accampamento militare dal quale, in epoca medioevale, nacque una struttura difensiva che sarà il nucleo del borgo.


Organizzato in varie pievi e monasteri che avevano sostituito quella militare preesistente, il Frignano, si coagula attorno al Castrum Feronianum, sul colle di Poggiocastro, mentre la Pavullo medioevale si svilupperà attorno al Castello di Montecuccolo, del XII secolo che è stato il principale centro amministrativo dell’altopiano in quell’epoca.

 

Situato sulle più importanti strade di collegamento tra l’Emilia e la Toscana, il Frignano e il suo “capoluogo” Pavullo sono sempre state considerate terra di conquista proprio per la loro posizione strategica.

 

Nel corso del tempo la città si arricchì di palazzi e residenze nobiliari tra cui il Palazzo Ducale con un grande giardino all’inglese, contenente specie botaniche autoctone ed esotiche tra cui un imponente cedro del libano divenuto simbolo della città assieme al castello di Montecuccolo.

 

Oggi il Palazzo Ducale, voluto nel XIX secolo dal Duca Francesco IV, un edificio neoclassico a tre piani con scalone a doppia rampa, ospita diversi istituti culturali cittadini ed alcuni uffici municipali.

 

Particolarmente colpita da bombardamenti alleati nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, trovandosi sulla Linea Gotica, Pavullo ha ricostruito in fretta le ferite subite dai bombardamenti, come la torre municipale, l’ospedale e la chiesa di san Bartolomeo.

 

 Castello-Montecucco-

 

Poco fuori dal paese, sull’omonima collina, c’è il borgo medievale di Montecuccolo con il castello duecentesco il quale, sapientemente restaurato e destinato a sede mueseale, conserva ancora l’impianto originario.

 

Sulle colline circostanti a corona del capoluogo, spiccano contro il cielo anche la quadrata Torre di Gaiato e la Torre di Lavacchio, che sorge all’interno di un pittoresco borgo di case dipinte, che facevano parte del sistema difensivo del Frignano medioevale.


Tra gli edifici religiosi degni di nota, la millenaria chiesa plebana di San Giovanni Battista di Renno, il cui portale risale è antico di circa 1400 anni, e la seicentesca Chiesa di Olina, bell’esempio di architettura religiosa dell’appennino emiliano.

 

 Pavullo-Ponte-di-Olina-

 

Notevole anche il cinquecentesco Ponte di Olina che attraversa il fiume Scoltenna, nei pressi dell'omonima frazione caratterizzato dalla schiena d’asino sormontata in cima da un’edicola.

 

Il Frignano è una terra generosa, probabilmente dovuto al fatto di essere stata un tempo una palude; la bonifica dei monaci medioevali ha consentito lo sviluppo dell’agricoltura che oggi fornisce notevoli quantità di cereali e foraggio, ortaggi, frutta, uva, alimentando il più importante mercato agricolo dell’Appennino Modenese.

 

Anche l’industria del legno, come in passato la ceramica e la maglieria, hanno fatto di Pavullo nel Frignano un centro economico di una certa importanza; oggi, comunque è soprattutto il turismo estivo a rappresentare una parte consistente dell’economia locale, alimentato dalla tranquillità, dalla storia, dalla cultura e dalla cucina di questo bellissimo territorio.

 

crescentina modenese

 

Pavullo nel Frignano è conosciuta anche per un tipo di pane caratteristico, la “crescentina”, che viene cotta su particolari dischi di terra refrattaria chiamati tigelle, di circa 12 centimetri di diametro e 2 di spessore, che vengono impilate fino ad una trentina di centimetri dopo essere surriscaldate alternando una tigella ed una crescentina.

 

Questo antico metodo di cottura è oggi praticamente scomparso se non in qualche particolare sagra, soppiantato da strumenti più “pratici” e veloci; le crescentine, una volta cotte, vengono tagliate a metà e condite con un battuto di lardo insaporito con aglio e rosmarino, sfarinate con parmigiano grattugiato; oppure con cacciatora di pollo o coniglio, salumi, formaggi.




di Redazione 35




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