Italia Bella: Macugnaga (Verbano Cusio Ossola)


Comune di Macugnaga


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –


Sovrastata dall’imponenza maestosa del Monte Rosa, al limite estremo della Valle Anzasca, in provincia di Verbano Cusio Ossola, c’è, in una piccola valle laterale, Macugnaga, piccolo centro di poco più di seicento abitanti di origine Walser.

 

Macugnana è un paese diffuso, suddiviso in alcuni piccoli centri non molto distanti l’uno dall’altro, che ha scoperto col turismo estivo ed invernale la propria vena d’oro, dopo che si è venuta ad esaurire quella vera e propria scoperta nel 1700 nella profondità delle sue montagne.

 

Il territorio è stato colonizzato nella seconda metà del XIII secolo dalla comunità Walser proveniente dalla vicina Svizzera, che scese dal Passo del Moro per trovare in queste zone della Valle Anzasca un luogo idoneo, con clima più mite e terreni più fertili, dove praticare l’agricoltura e la pastorizia, mantenendo vive le loro antiche tradizioni e la loro lingua tedesca, anche se con ogni probabilità la zona è stata frequentata da popolazioni di origine celtica, romana ed anche saracena molti secoli prima.

 

Case-Walser

 

Ben presto Macugnaga divenne un borgo florido, sede di un importante mercato che si teneva nei pressi della sua “chiesa vecchia”, cui partecipavano mercanti, agricoltori e pastori delle vallate vicine e delle zone d’oltreconfine.

 

Vi fu anche istituito il Consiglio Generale della Valle che per diversi secoli ha mantenuto il compito di emanare le leggi minori e i regolamenti locali, come fosse una specie di repubblica autonoma.

 

Macugnaga e la Valle Anzasca hanno percorso i secoli successivi seguendo le vicende storiche della Val d’Ossola, subendo la dominazione prima del Ducato di Milano e successivamente quelle spagnole e austriache, prima di venire accorpata al Regno di Sardegna e quindi al Regno d’Italia.


Ancora oggi nei piccoli centri della valle sono visibili le tipiche abitazioni Walser, restaurate e conservate nel rispetto della tradizione, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, con i caratteristici balconi e il tetto in di lastre di beola o scandole di larice, sempre caratterizzate dalla data di costruzione, vecchia di secoli, sopra la porta d’ingresso.

 

I centri che di fatto costituiscono il comune di Macugnaga sono Pestarena, situato su verdissimi prati; Borca, dove nella sua parte più antica del paese si trova il seicentesco oratorio della Madonna della Neve; Staffa, in cui sorge la Chiesa Vecchia con il cimitero e l'antico albero di tiglio del XIII secolo, monumento nazionale, all'ombra del quale per secoli si sono tenute le riunioni della comunità del paese; al centro del borgo si trova la settecentesca chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta; qui ha sede anche il museo della montagna, che raccoglie documenti sulle vicende legate alle scalate del Rosa.

 

Walser-Macugnaga


A Borca ha sede il Museo Walser, con numerosi cimeli che illustrano lo spirito della comunità Walser, con la sua accoglienza, i suoi usi e costumi, i suoi piatti tipici; nella frazione è possibile anche visitare la Miniera d’oro della Guia, sfruttata a partire dal 1710 fino al 1960, con un piccolo museo che illustra la storia della miniera, delle genti che vi hanno lavorato, delle tecniche di estrazione e di purificazione dell'oro.

 

A Pecetto, invece, diviso in due località distinte, Pecetto sotto e Pecetto sopra, sorge la cinquecentesca Casa Pala dichiarata "Monumento Nazionale Walser" quale antico e significativo esempio di tipica forma architettonica Walser.

 

Il territorio di Macugnaga è tipicamente alpino, solcato da numerosi corsi d’acqua che alimentano numerosi laghetti anche in quota, come il Lago Smeraldo, un piccolo bacino che si origina in estate, generato dalla fusione delle nevi del Passo Moro, ed il Lago delle Locce, circondato dalle nevi perenni del Ghiacciaio del Belvedere.

 

MonteRosa_daMacugnagaPecetto


Attorniato dalle imponenti cime del Plateau Rosa, il territorio ha scoperto il turismo fin dal ‘700, quando si iniziarono i rilievi scientifici delle montagne, per identificare le cime, la flora e la fauna; da allora, con la costruzione delle strade, la valle Anzasca non ha mai smesso di ospitare gente proveniente da ogni dove e le più recenti installazioni di moderni impianti sciistici e strutture ricettive ne hanno fatto una meta privilegiata per gli amanti degli sport invernali, ma anche di chi cerca quiete e tranquillità in mezzo alla natura spesso incontaminata.

 

Anche il periodo estivo non è da meno, con centinaia di chilometri di sentieri per passeggiate, trekking e alpinismo, in particolare sulla celebre parete Est del Monte Rosa, la più alta d’Europa ed una delle più impegnative, che ha visto all’opera negli anni i più rinomati scalatori del mondo, accanto a tantissimi appassionati di questo sport.




di Redazione 35