La Vitamina D





La Vitamina D è un elemento particolarmente importante per lo sviluppo dell’organismo, componente essenziale per il metabolismo delle ossa e la prevenzione del “rachitismo”.

 

La sua scoperta è dell’inizio del ‘900, quando alcuni studiosi, analizzando dei ragazzini affetti da rachitismo, scoprirono dei miglioramenti nel loro organismo quando venivano esposti alla luce ultravioletta del sole.

 

Questa vitamina liposolubile è composta da cinque diverse forme, la D1, D2, D3, D4 e D5, ciascuna contenente elementi chimici che, sollecitati, apportano benefici all’organismo.

 

In particolare la vitamina d3, che contiene “colecalciferolo” derivante dal colesterolo, è essenziale per l’apporto di calcio e fosfato, necessario per lo sviluppo osseo e cartilagineo; la D2 è invece di provenienza vegetale, e contiene l’ormone “ergocalciferolo”.


 

Ogni tipo di Vitamina D, comunque, quando viene colpito dai raggi ultravioletti, subisce subisce una reazione di idrossilazione che permette alle molecole di essere incorporata nella cute e da questa passare nella circolazione generale del corpo.

 

Un’altra caratteristica della Vitamina D consiste nel fatto che una sua sovrapproduzione, in particolare nei mesi estivi, ne consente l’accumulo, in modo da poter essere utilizzata anche nel periodo invernale, quando l’esposizione solare è meno intensa o assente.

 

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Oltre ai raggi ultravioletti del sole, la Vitamina D è contenuta anche in alcuni alimenti; uno di quelli particolarmente ricchi di questo elemento è l’olio di fegato di merluzzo, come anche i pesci grassi come il salmone e l’aringa; una certa quantità non trascurabile la si trova anche nel latte, nel burro e nei formaggi, nelle uova, nel fegato e nelle verdure verdi.

 

La quantità di calciferolo proveniente dagli alimenti è tuttavia molto bassa e la maggior parte di vitamina D viene sintetizzata a livello cutaneo per azione della luce ultravioletta del sole.

 

La carenza di Vitamina D nel corpo umano comporta alcune patologie come fenomeni di rachitismo nei bambini, mentre negli adulti sono frequenti casi di deformazioni ossee, debolezza muscolare, dolore generalizzato, stati influenzali ed anche problemi intestinali; l'assunzione di vitamina D e calcio da parte di donne in menopausa determina, ad esempio, una diminuzione del rischio d'insorgenza di carcinomi.

 

Al contrario, un eccesso di vitamina D determina un assorbimento eccessivo del calcio a livello intestinale e con conseguente nausea, vomito e diarrea, oltre alla calcificazione dei tessuti molli.

 


Nelle persone anziane, che tendono a stare meno alla lucel'assorbimento di vitamina D diminuisce per cui possono ricorrere ad integratori sprecifici che vanno comunque attentamente dosati e sotto il controllo del medico, perché, in caso di una loro prolungata assunzione si possono verificare fenomeni di tossicità.



di Redazione 35