Italia Bella: Rossano (Cosenza)


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Tra i centri più importanti del sud Italia, nella parte orientale della piana di Sibari tra l’altopiano della Sila e la costa ionica, c’è Rossano, città di circa trentaseimila abitanti, un tempo importante centro strategico della dominazione bizantina in Italia.

 

Una storia ed un passato illustre quelle di Rossano, impropriamente nota anche come Rossano Calabro; la località, situata a mezza costa e digradante verso il mare, è stata abitata da popolazioni indigene prima della conquista romana, quando diviene una città-fortezza.

 

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Con la caduta dell’impero romano, Rossano diviene il più importante centro dell’impero Bizantino nel sud Italia, sottoposta a notevoli pressioni da parte dagli invasori Visigoti, Longobardi, Saraceni, Normanni, senza mai essere occupata.

 

A cavallo del millennio la città è la capitale dei domini bizantini in Italia, assumendo ulteriore potenza e notorietà; viene infatti chiamata "La Bizantina", "perla bizantina della Calabria", "la Ravenna del sud".

 

La città si arricchisce della sede vescovile, di quella dello Stratego, il capo militare e civile, di uffici amministrativi, officine artigianali, botteghe, scuole, luoghi di cultura, oltre che di chiese e monasteri, diventando universalmente famosa come centro religioso e crocevia tra le culture d’oriente e occidente.


Terminato il dominio di Bisanzio, anche Rossano perde il suo ruolo fondamentale, mantenendo comunque ancora per molto tempo la sua vitalità culturale, divenendo anche sede di una importante Università; con l’avvento dei Normanni e degli Svevi la città mantiene una sua importanza sotto il diretto controllo della Corona.


Solo nel tardo medioevo la città viene infeudata, passando nei secoli da una famiglia gentilizia all’altra fino all’abolizione del privilegio; nonostante un suo vescovo fosse diventato il Papa Urbano VII , le varie signorie al potere ne determinarono il tracollo economico, abbandonando la cura delle campagne circostanti, soprattutto l’olivicoltura e preferendo a Rossano altri centri meridionali.

 

Rossano-Santa-Maria-del-Patire

 

Ciò nonostante la città continuò la sua crescita sia culturale che urbanistica; vennero costruite nuove chiese e conventi, palazzi nobiliari, masserie, ospedali, scuole, un teatro e torri di avvistamento lungo le coste.

 

Il secolo scorso ha visto Rossano al centro di eventi epocali, dalla partecipazione alla guerra di Liberazione al fenomeno dell’emigrazione, fino alla più recente conversione in località di riferimento dell’economia calabrese nord orientale grazie alle sue attività legate all’agricoltura ed al turismo.

 

Tantissimi gli edifici di pregio del suo centro storico; molti di questi sono luoghi di culto, come la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita; la quattrocentesca chiesa di San Nilo, santo venerato tanto dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa; la chiesa di San Bernardino, in stile tardo gotico, quella della Panaghìa del X secolo; la cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola, solo per citarne alcune.

 

Un altro posto particolare che caratterizza Rossano è il Museo della Liquirizia, unico in Italia, che espone al suo interno gli attrezzi utilizzati nell'estrazione e lavorazione della radice da cui si ricava la liquirizia, oltre ad abiti, oggetti e manoscritti legati alla famiglia rossanese Amarelli, che da circa circa tre secoli opera con successo in questo settore.

 

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Notevole anche il Museo Diocesano, al cui interno è conservato il “Codex Purpureus Rossanensis”, famoso manoscritto evangelico in lingua greca del 550, con testi vergati in oro ed argento, impreziosito da 14 miniature che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù.

 

Il territorio attorno a Rossano è caratterizzato da vaste piantagioni di agrumi, frutteti e soprattutto ulivi; nascosta dalla vegetazione c’è la millenaria Abbazia di Santa Maria del Patire, con i suoi pavimenti arabeggianti a mosaico oltre l’antico portale ligneo.

 

In riva al mare c’è, imponente, la cinquecentesca Torre di Sant’Angelo, un complesso mercantile trasformato in edificio militare fortificato per la difesa dei traffici commerciali con i mercanti di Venezia, Firenze e del vicino Oriente, che comprendevano tra le altre cose prodotti agricoli come l'olio, gli agrumi, la frutta, il bestiame, la liquirizia, ma anche il lino, lo zucchero, il sapone, pelli di animale cacciati nelle campagne della zona.


L’economia rossanese è caratterizzata dalla pesca, dall’itticoltura, dalle diverse attività agricole, in particolare quelle collegate alla produzione di un olio extravergine d’oliva esportato in tutto il mondo, dalla produzione lattiero-casearia a diverse attività artigianali tradizionali ed artistiche, senza dimenticare il turismo balneare.




di Redazione 35