Dall'alveare alla dolcezza: nasce a Monterenzio (Bologna) il nuovo Parco delle Api e del Miele di Conapi


Il Parco delle Api e del Miele di Conapi


Dal 29 giugno 2013 nei mesi da marzo a ottobre a Monterenzio (Bologna) -

 

La filiera del miele di qualità diventa la protagonista di un nuovo parco tematico nel cuore dell’Appennino bolognese, un luogo dove sarà possibile scoprire tutto ciò che riguarda questo alimento, dalla vita delle api alle tecniche di produzione sino alla degustazione del prodotto finito.

 

E a realizzare un parco di questo genere non poteva essere altri che Conapi, la grande cooperativa composta da oltre 600 apicoltori sparsi in tutta Italia che dal 1979, anno della sua fondazione, è oggi diventata un punto di riferimento a livello europeo nella produzione del miele, anche biologico, della migliore qualità, tutto rigorosamente certificato e naturale.

 

E’ stato inaugurato lo scorso 22 giugno a Monterenzio, esattamente accanto allo stabilimento Conapi, il nuovissimo Parco delle Api e del Miele, un luogo magico e, ovviamente, “dolcissimo” nel quale viene ricostruita l’intera filiera produttiva del miele con l’ausilio di strumenti audiovisivi affiancati a esperienze dirette come la creazione in diretta di un favo da parte delle api oppure la ricostruzione delle fasi produttive del miele e il loro effetto sull’ecosistema.


 

«Oltre a commercializzare il miele dei nostri associati – spiega Diego Pagani, presidente di Conapi – la nostra mission è quella di favorire la divulgazione della cultura apicola. Ora, dopo anni di progetti realizzati assieme alle scuole, abbiamo finalmente deciso di mettere a frutto questo spazio, sinora inutilizzato, per realizzare un vero e proprio parco tematico interattivo dedicato al miele e a tutto il mondo che lo circonda. Qui i bambini delle scuole, indossando un camice bianco come dei veri e propri ricercatori, potranno vedere le api in azione sia allo stato brado sia in cattività, per capire la differenza di comportamento, assistere a filmati nella nostra capanna didattica e infine prendere parte a un percorso di degustazione con l’analisi organolettica dei diversi mieli».

 

Realizzato in parte con i fondi stanziati dal Ministero per le Politiche Agricole in base alla Legge 313/2004, il Parco è stato inaugurato alla presenza dello stesso presidente Pagani, dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni, del sindaco di Monterenzio Giuseppe Venturi e del dirigente del Ministero Agostino Casapullo, e ha aperto ufficialmente i battenti al pubblico dallo scorso 29 giugno e sarà possibile visitarlo nell’arco di tempo che va da marzo a ottobre, con ingresso gratuito e rigorosamente su appuntamento (0516540431 oppure parcoapiemiele@conapi.it). Tre sono le visite guidate previste ogni giorno, alle ore 10, 11 e 12, per gruppi di non oltre 30 persone.

 

Sarà ovviamente previsto un vasto programma di attività con le scuole, che potranno organizzare visite guidate e laboratori alla scoperta del miele e degli altri prodotti derivati dalle api, come il propoli e la cera d’api, nonché visitare l’attiguo stabilimento Conapi per assistere alla produzione e al confezionamento del miele.

 

Per quanto riguarda invece la degustazione, della quale c’è stato un gustoso anticipo durante l’inaugurazione allietato anche dalle creazioni di Francesco Elmi della Pasticceria Regina di Quadri, sarà disponibile un panel organolettico con mieli di diversa estrazione e provenienza – millefiori, acacia, castagno, ma anche meno comuni come girasole ed eucalipto – per insegnare ai ragazzi la differenza tra un miele e l’altro e soprattutto far loro capire come il miele possa essere una fotografia fedele della varietà botanica della regione in cui viene prodotto.

 

E per il futuro si parla già di nuove iniziative assieme alle numerose realtà che operano nella Valle dell’Idice, nell’ambito del progetto per la realizzazione di un grande parco archeologico dedicato alle civiltà celtiche – che non a caso impiegavano largamente il miele nella produzione dell’idromele – per portare sempre più avanti la cultura del miele di qualità.  



di Gabriele Orsi