Italia Bella: Alghero (Sassari)


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini -

 

 

Nella parte nord occidentale della Sardegna, contrapposta alla Costa Smeralda, c’è la bellissima Alghero, una cittadina marinara che rappresenta una sorta di enclave catalana sull’isola.

 

Una delle caratteristiche di questa città di 40.000 abitanti, conosciuta anche come “Barceloneta”, la piccola Barcellona, deriva anche da un suo linguaggio dove gli idiomi locali si mescolano armoniosamente con la lingua della Catalogna, parlata da un quarto della popolazione.

 

Il territorio è stato frequentato dall’uomo fin dal neolitico, come testimoniano diversi reperti archeologici ritrovati nella zona, tra cui ceramiche, vasi, statuette, armi, domus de janas.

 

Anche in età nuragica il territorio è intensamente popolato; sono ancora numerosi i villaggi costruiti in pietra locale collegati ai nuraghe dove sono stati rinvenuti reperti che dimostrano un’intensa attività commerciale con altre popolazioni del bacino mediterraneo.

 

Anche i Romani hanno lasciato numerose tracce della loro presenza, ma la città di Alghero è databile all’inizio del XII secolo, ad opera dei Doria di Genova, che vi fondarono il primo nucleo storico in posizione strategica, per controllare le frequenti incursioni saracene.

 

La posizione strategica del borgo e la presenza di falde acquifere, testimoniata dai pozzi ancora presenti in alcune case, ne permise la crescita e l'importanza, anche e soprattutto commerciale, tanto da essere contesa nei secoli successivi dalle repubbliche marinare di Genova e Pisa.

 

Verso la fine del trecento il territorio divenne terra di conquista degli aragonesi, che deportarono parte della popolazione nei loro domini spagnoli sostituendoli con coloni spagnoli allettati dai privilegi concessi loro dalla corona d'Aragona; venne così formandosi una nuova società con una forte coesione etnica ed un’identità culturale che si formata attorno al dialetto locale, una variante del catalano tuttora parlato.


Nei secoli successivi non mancarono i problemi legati alle lotte intestine per il dominio sulla città e i suoi traffici fiorenti, come anche alle disastrose conseguenze portate dalla peste; nel ‘700, infine, Alghero finì sotto il controllo dei Savoia, di cui seguì le sorti fino all’Unità d’Italia e poi ai giorni nostri.


La città moderna, come gran parte d’Italia, esplode negli anni ’60, quando è soggetta ad una forte espansione edilizia, accompagnata da un grande fermento culturale, attirando intellettuali ed artisti; dal 1960 viene anche organizzato ogni anno il “Retrobament”, il reincontro culturale e linguistico tra Alghero e la Catalogna.

 

Poco distante dalla città c’è l’aeroporto di Fertilia, che permette l’accesso rapido alle coste meravigliose della Riviera del Corallo, com’è chiamato il golfo di Alghero, a turisti provenienti da ogni parte del mondo.

 

 

Il nome della costa deriva dalla presenza nelle acque algheresi del corallo rosso molto pregiato, pescato dai “corallari” subacquei locali e lavorato dagli artigiani con tecniche raffinate imparate da secoli e tramandate da una generazione all’altra.


Oltre a diversi siti archeologici extra urbani, come la necropoli di Anghelu Ruju, la villa romana di Santa Imbenia, i vari complessi nuragici e la Tomba Aragonese, sono notevoli le fortificazioni della città, il cui primo sistema, quello dell'impianto urbano genovese, risale al XIII secolo, successivamente restaurate e parzialmente ricostruite nel 1500; lungo le mura sono ancora visibili 7 torri e 3 forti.

 

Il territorio attorno alla città è una meraviglia di colori e di profumi; vi sono spiagge di sabbia finissima alternate a scogliere frastagliate; nell’entroterra la macchia mediterranea e la pineta offrono percorsi naturalistici e trekking, ma anche rifugio per varie specie di animali ed uccelli.

 

Il promontorio di Capo Caccia, compreso nell’area naturale marina protetta assieme alla prospicente isola Piana, è di straordinaria bellezza, ricco di grotte ed anfratti carsici molti dei quali ancora inesplorati.

 

La Grotta del Nettuno, accessibile sia dal mare che da terra attraverso una scalinata di 656 gradini, ha all’interno alcune sale e piscine e stalattiti e stalagmiti di forme particolari, alcune veramente imponenti come quella chiamata «l'organo».

 

La Grotta dei Ricami e la Grotta Verde, raggiungibili solo via mare sono così chiamate la prima per numerose concrezioni calcaree che sembrano appunto dei ricami mentre nella seconda si possono ancora notare i resti di alcuni graffiti paleolitici.

 

 

Anche per gli amanti delle immersioni subacque ad Alghero non mancano le emozioni, soprattutto immergendosi nella Grotta di Nereo, considerata la più grande grotta marina d'Europa, o la Grotta di Falco, quella di Punta Giglio, quella dei Fantasmi e le diverse altre che caratterizzano la Riviera del Corallo.

 

Come ogni località turistica, anche ad Alghero vengono organizzate annualmente diverse iniziative, molte delle quali di carattere religioso, come la “Setmana Santa”, la più importante, una celebrazione della Pasqua di origini spagnole con la suggestiva Via Crucis e le sue processioni.

 

Altre manifestazioni importanti sono la processione della Nostra Signora di Valverde, la messa a mare per il Santo Cristo della Costiera del Corallo, e le commemorazioni legate ai santi Francesco, Anna, Cecilia e Barbara ed i festeggiamenti in onore di Nostra Signora della Mercede, con una suggestiva processione a mare alla quale partecipano migliaia di fedeli.

 

La Fiera di San Giovanni, con i suoi stand gastronomici e commerciali, oltre che segnalare l’inizio della stagione estiva, segna l'inizio di un evento artistico denominato “Los Pintores de La Muralla” che dura fino ad ottobre, mescolandosi con i diversi eventi culturali e sportivi che animano l’estate algherese, tra cui anche il Premio nazionale “La degustatrice di olio di oliva” nell'ambito della manifestazione "L'Oro di Alghero", concorso al quale possono partecipare non solo degustatrici professioniste ma anche semplici estimatrici.

 

Il comprensorio di Alghero è infatti rinomato per la coltivazione di olve della qualità Bosana e la produzione di un eccellente olio extravergine di oliva, sempre presente sulle tavole delle case e dei ristoranti di Alghero, dove la cucina è basata soprattutto sul pesce e i crostacei.

 

Tra i piatti tipici troviamo gli spaghetti ai ricci di mare, la “coppazza”, gli spaghetti alla bottarga, le “monzette” al forno sotto sale, la paella algherese e soprattutto la famosa aragosta algherese; tra i dolci alcuni dei più tipici sono la crema bruciata e il “menjar blanc”.

 

In tavola non manca mai una bottiglia di fresco Alghero Doc, la maggior parte del quale prodotto nella vicina tenuta “Sella & Mosca”, di cui è possibile visitare le cantine e l’ecomuseo del vino; un altro pregiato vino sardo prodotto esclusivamente in questa zona è l'Anghelu Ruju, le cui vigne sono attorno al sito archeologico.




di Redazione 35