Menu Vera Bologna: firmato il nuovo Protocollo d'Intesa 2013


Progetto Menu Vera Bologna


Dal 10 giugno 2013 a Bologna e provincia -

 

Un biglietto da visita unico e univoco per la ristorazione tradizionale bolognese, garanzia di qualità sia sul fronte delle materie prime che su quello dei piatti tipici della cucina petroniana e al tempo stesso una grande opportunità per immergere letteralmente il turista nel clou dell’arte culinaria di Bologna.

 

Torna anche quest’anno Menu Vera Bologna, il progetto lanciato nella primavera del 2012 per la valorizzazione, in chiave turistica, della ristorazione bolognese di tradizione, con l’intento di offrire l’esperienza delle eccellenze caratteristiche della gastronomia locale attraverso un’offerta integrata, garantita da un marchio di riferimento che fosse identificativo di una proposta autentica e qualitativamente al top.

 

Ma se un anno fa Menu Vera Bologna si limitava a coinvolgere i ristoratori Ascom di città e provincia nella proposta, entro certe regole ben precise, di menù a prezzo fisso nel quale comparissero le tipicità culinarie locali, questa volta le cose sono molto diverse con la firma di un vero e proprio Protocollo d’Intesa che impegna Provincia, Comune, Confcommercio Ascom, Coonfesercenti, Cna, Consorzio Vini dei Colli Bolognesi e Prospettive Turismo, associazione detentrice del marchio, come garanti dell’iniziativa e al tempo stesso attori in primo piano nel dare ciascuno il proprio contributo creando così una vera e propria rete fra operatori del settore e Istituzioni finalizzata a potenziare l’offerta gastronomica in chiave di attrazione turistica.


 

«Ormai – è il commento di Graziano Prantoni, assessore al Turismo della Provincia – l’offerta gastronomica è fondamentale per attirare la scelta del turista, che non cerca più solo una meta ma anche un’esperienza, quasi sempre culinaria. Quindi valorizzare la tradizione gastronomica bolognese significa potenziare la nostra offerta turistica».

 

«Questa iniziativa – aggiunge Gabriella Montera, assessore all’Agricoltura della Provincia – è estremamente utile per valorizzare le eccellenze del territorio, quei prodotti tipici che, inseriti nella ristorazione tradizionale, possono rappresentare un valore aggiunto anche nel richiamo turistico».

 

«E’ un progetto – sottolinea Nadia Monti, assessore al Turismo del Comune – che ci fornisce una chiave di lettura univoca della ristorazione bolognese. La disomogeneità dell’offerta finisce per disorientare il turista, mentre invece un’offerta univoca rappresenta il primo biglietto da visita di un territorio, e una volta tornato a casa il turista potrà poi spargere la voce raccontando ciò che ha trovato. Una doppia azione di valorizzazione che interessa da un lato i prodotti tipici e dall’altro il mondo della ristorazione».

 

Sono circa 250 i locali che hanno aderito all’iniziativa, riconoscibili mediante apposite vetrofanie e nei quali sarà possibile gustare i piatti tradizionali bolognesi indicati dall’Accademia Italiana della Cucina, realizzati ove possibile con i prodotti tipici del territorio come definiti nel paniere DegustiBo e soprattutto preparati secondo la ricetta originale, depositata alla Camera di Commercio, a prezzi prefissati per ogni versione del menù proposto.

 

Sostanzialmente invariata la formula, che prevede tre fasce di prezzo, da 25, 35 e 45 euro, ma non mancano alcune novità come l’introduzione, all’ora di pranzo, di una formula “light” di due sole portate a prezzo ridotto (18, 25 e 35 euro) e l’abbinamento a ogni menù di un calice di vino dei Colli Bolognesi, nonché una rotazione stagionale che passa da una proposta estiva a una più strettamente invernale (la cucina bolognese non è mai leggera, in ogni caso).

 

«Credo – spiega Giancarlo Tonelli, direttore di Confcommercio Ascom Bologna – che il ragionamento alla base di questa iniziativa sia stato ben compreso tanto dagli operatori quanto dalle Istituzioni: valorizzare la tradizione gastronomica locale a Bologna significa creare un forte volano di attrazione turistica, e quindi dare lavoro alle attività commerciali della città e quindi fare ripartire la ruota dello sviluppo. E’ chiaro che questo deve essere un punto di partenza, e non di arrivo, ma è importante iniziare a fare rete».

 

«La ristorazione – aggiunge Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna – è ormai parte importantissima della filiera del prodotto turistico, e oggi si guarda molto anche al rapporto qualità-prezzo. Questi sono i due elementi che bisogna sostenere, senza dimenticare il rapporto col territorio, l’uso di materie prime biologiche o a chilometri zero».

 

Altre novità saranno l’estensione a nuove tipologie di attività di ristorazione con sezioni dedicate ad agriturismi, alberghi e alle strutture aderenti a DegustiBo, il circuito a marchio di garanzia da anni promosso da Confesercenti e dalla Provincia (che in questo caso avranno un doppio marchio ma anche l’obbligo di indicare le materie prime utilizzate), ma anche la possibilità agli esercizi che scelgono di aderire di accedere alla Bologna Welcome Card, il nuovo strumento di promozione turistica lanciato dal Comune la scorsa estate che prevede sconti in locali, negozi e terme e l’ingresso gratuito ai musei comunali, e last but not least la partecipazione del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, ingrediente basilare di molti piatti caratteristici della tradizione felsinea.

 

«In questi ultimi mesi – precisa Massimo Ferrante, segretario di Cna Bologna – in città si avverte un clima nuovo che ci consente di fare sistema, di creare quella rete che attendevamo da tempo. Si fanno dei passi avanti, che però devono per forza di cose passare attraverso un lavoro di valorizzazione che è ancora tutto da realizzare, con anni e anni di ritardo alle nostre spalle. Oggi però la vera, grande novità, è che tutti gli attori del territorio mettono in campo ciascuno le proprie risorse e le proprie eccellenze».

 

«Siamo estremamente soddisfatti – aggiunge il conte Francesco Cavazza-Isolani, presidente del Consorzio Vini dei Colli Bolognesi – che si sia finalmente instaurato un dialogo tra ristoratori e produttori di vino, che a mio giudizio deve essere un fattore di grande differenziazione e che invece sinora ci aveva visti più indietro rispetto ad altre zone d’Italia. Penso che sia la strada giusta per affrontare una sfida, quella del turismo, che per noi ha ancora grandi potenzialità».

 

Appetitoso l’elenco delle cibarie che sarà possibile trovare nei diversi Menu Vera Bologna: crescente bolognese, spuma di mortadella, galantina di pollo o di cappone, stecchini fritti alla petroniana, tagliatelle al ragù, tortelloni di ricotta, tortellini in brodo, lasagne verdi, vitello trifolato alla bolognese, cotoletta alla petroniana, bollito misto con salse, friggione, torta di tagliatelline, pinza montanara, torta di riso o degli Addobbi, certosino, mentre tra i vini saranno presenti per i bianchi Pignoletto Classico Docg, Pignoletto Frizzante Doc, Pignoletto Spumante Doc, Pignoletto Superiore Doc e Bianco Bologna Doc, mentre per i rossi Barbera Doc, Merlot Doc e Rosso Bologna Doc.

 

Sarà compito di una speciale commissione di monitoraggio, nella quale verranno rappresentati tutti gli enti e le associazioni firmatarie del Protocollo d’Intesa, verificare sul campo l’effettiva messa in pratica da parte dei ristoranti aderenti del disciplinare, mentre è ancora in corso la campagna di “reclutamento” per allargare ulteriormente, specie in provincia, il numero di esercizi partecipanti (si ricorda che l’adesione è totalmente gratuita previa la sottoscrizione del Protocollo).

 

Il modello verrà infatti diffuso sull’intero territorio provinciale e verrà inoltre attivata una rete di collaborazione con le diverse strutture ricettive per l’inserimento di almeno un tipo di menù, secondo stagione, nelle offerte e nei pacchetti turistici che verranno proposti in occasione di particolari eventi. Per chi volesse consultare l’elenco completo dei ristoranti che aderiscono all’iniziativa questo è disponibile, diviso per fasce di prezzo, sul sito Internet www.menuverabologna.it. 



di Gabriele Orsi