Sabato con la Nutrizionista: Fegato ingrossato?


Dott.ssa Lidia Mosca

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A cura di Lidia Mosca, Biologa Nutrizionista –

 

Sintomi e dieta per depurare il fegato.


Si parla di fegato ingrossato quando le dimensioni sono al di sopra delle normali dimensioni, si tratta di una condizione abbastanza comune e non necessariamente patologica, che può dipendere da molte cause.
 

Alcune volte vi può essere il fegato ingrossato in assenza di sintomi, infatti, per la maggioranza delle volte, ciò è dovuto a un accumulo di grassi fuori misura (steatosi). Questa condizione compare tipicamente verso la mezza età specie se le abitudini alimentari sono molto scorrette diete ricche di lipidi e ipercaloriche (formaggi, salumi, fritti, dolci, ecc) e con alcolici (vino e birra) e superalcolici.


Per quanto riguarda i sintomi, spesso un fegato ingrossato non ne dà, solo quando l'aumento volumetrico è molto evidente (anche visivamente), il paziente può avvertire dolore localizzato se tasta la regione addominale superiore destra. Quando si verifica questo fastidio doloroso al tatto, può manifestarsi una colorazione giallognola della cute e del bianco degli occhi (ittero).


Fegato ingrossato e possibili cause:


Steatosi epatica: eccessivo accumulo di grasso nel fegato tipica degli obesi, degli alcolisti, dei diabetici di tipo II e di chi ama gli eccessi alimentari (in particolare fritture e cibi ricchi di grassi), la steatosi epatica determina illìepatomegalia.


Alcolismo: le malattie del fegato sono tipiche degli alcolisti.


Epatiti: sono spesso di origine virale (come nell'epatite A, nell'epatite B, nell'epatite C, nell'epatite D, nell'epatite E); si accompagnano ad un ingrossamento del fegato che appare molle, liscio e generalmente dolente nelle forme acute, mentre in quelle croniche la dolenzia insorge soltanto in uno stadio avanzato e l'organo assume una consistenza dura e nodosa.


Tumore del fegato: in una fase avanzata, la massa tumorale può aumentare le dimensioni dell'organo fino a provocare dolore, rendendolo piuttosto duro alla palpazione. Questa malattia si associa tipicamente ad ittero, rapido e consistente dimagrimento, anoressia (mancanza di appetito), stanchezza, nausea e vomito.


Cirrosi: malattia cronica e degenerativa del fegato, in cui il normale tessuto epatico viene sostituito da una rete di tessuto cicatriziale. La cirrosi è l'evoluzione naturale di molte forme di epatite non adeguatamente trattate, è tipica degli alcolisti e di alcune malattie dismetaboliche (steatosi epatica non alcolica, glicogenosi, emocromatosi, morbo di Wilson). Il fegato è generalmente ingrossato e comunque duro e nodulare; si accompagna ad edemi (gonfiori per accumuli di liquidi diffusi), soprattutto a livello addominale.


Mononucleosi: questa patologia infettiva (malattia del bacio) si accompagna tipicamente ad un ingrossamento del fegato e della milza; si associa generalmente ad un forte senso di debolezza, febbre e faringite (mal di gola).


Emocromatosi: malattia spesso su base ereditaria caratterizzata dall'eccessivo accumulo di ferro nell'organismo; il deposito del minerale a livello epatico, in particolare, determina un eccesivo ingrossamento dell'organo; in una fase avanzata la cute assume un colorito bronzeo/grigiastro.


Insufficienza cardiaca congestizia: se il cuore non riesce a pompare in circolo quantità adeguate di sangue il fegato può aumentare di volume per l'insufficiente apporto ematico.


Comunque un fegato ingrossato può essere provocato anche da:

  • altre malattie infettive, come il tifo addominale, la brucellosi infettiva, la rickettsiosi, la leishmaniosi, l'epatite leucetica o l'epatite da spirochete;
  • altre malattie metaboliche, come l'amiloidosi, la glicogenosi tipo II e tipo IV, malattie da accumulo lisosomiale;
  • emopatie e linfomi: leucemia mieloide e linfatica cronica, anemie emolitiche, linfomi tipo Hodgkin e non Hodgkin;
  • malattie biliari: colangite sclerosante; stasi biliare;
  • abuso di determinati farmaci, come paracetamolo (ampiamente usato come analgesico ed antipiretico), statine (contro il colesterolo alto), antibiotici, farmaci anti-aritmici,ecc.

 

Fegato ingrossato, quando preoccuparsi: quando vi è ittero, forte dolore della regione addominale superiore destra, importanti difficoltà digestive, vistosi gonfiori, perdita di appetito, febbre accompagnata da debolezza e rapida perdita di peso, alterazioni del colore delle urine (scure) o delle feci (chiare).


Come disintossicare il fegato con l'alimentazione:
evitare il più possibile grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, fritti) carboidrati raffinati (pasta, dolci) e alcol.


Per disintossicare il fegato con l'alimentazione è necessario stabilire alcune misure come:

  • Introduzione di un adeguato apporto calorico ed energetico
  • Abolire l’alcol come vino, birra e superalcolici
  • Introdurre non più del 30% calorico totale di grassi durante la giornata
  • Buona qualità dei lipidi a basso apporto di colesterolo (olio extravergine d’oliva, pesce, frutta secca oleosa)
  • Introdurre non più del 55% calorico giornaliero di carboidrati complessi e del 12% quelli raffinati
  • Pasti a ridotto carico e indice glicemico
     



di Redazione 4