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Giovedì con Stefano Bugamelli: il Pignoletto, Vitigno e Vino autoctono dal successo assicurato


Giovedì con Stefano Bugamelli: il Pignoletto, Vitigno e Vino autoctono dal successo assicurato


Stefano Bugamelli


Pignoletto non è vezzeggiativo di pignolo, anzi, si tratta di un vino sempre più importante; nella sua eccellenza dei Colli Bolognesi con la Docg ottenuta nel 2011 per la tipologia Classico Pignoletto, si dimostra apprezzatissimo dai consumatori e dalla critica.

 

Alcune caratteristiche del Pignoletto sono comuni a Pinot bianco e a Riesling italico; la mancanza di approfondimenti ampelografici ha causato fino al secolo scorso confusione fra questi vitigni; studi più recenti lo hanno definito vitigno autoctono con una sua ben precisa identità.

 

Su altri territori, i vitigni con lo stesso clone genetico "G5", assumono il nome di Rebola in provincia di Rimini, Grechetto di Todi in Umbria, altri sinonimi Occhietto, Pulcinculo, Pistillo, Strozzavolpe nelle Marche.

 

Testi romani di Plinio il Vecchio descrivono un vino chiamato Pino Lieto dalle caratteristiche particolarmente dolci; nel rinascimento altri testi richiamano a Uve Pignole coltivate vicino Bologna.
Attualmente è diffuso nella provincia di Bologna, di Modena e si estende anche in Romagna.

 

Il Pignoletto è un vitigno molto versatile; le sue uve raccolte ed elaborate con cura consentono di ottenere ottimi vini spumanti in metodo Martinotti e Tradizionale, frizzanti, fermi, passiti (sono ancora in pochi a produrre questa versione) e anche grappe. I suoi grappoli, dalla forma allungata e non troppo compatti, sono composti da acini di media dimensione che riportano un caratteristico puntino nero all’estremità distale.

 

Le caratteristiche organolettiche principali sono: il colore giallo paglierino, i profumi fruttati particolarmente di mela, fresco al palato, sapido e secco (ad esclusione dei passiti).

 

La vinificazione della versione Pignoletto Classico Docg offre sensazioni di notevole intensità e consente di essere gustato senza perdita di qualità anche dopo alcuni anni di maturazione; la sua gradazione alcolica può raggiungere i 15°.

 

Con vini di queste caratteristiche è possibile creare facili abbinamenti a ogni genere di preparazione di cucina, sia di mare, sia di terra.

 

Se sui Colli Bolognesi il Pignoletto Classico Docg rappresenta la massima espressione, debbono essere considerate anche le altre zone con le tipologie a Doc Colli Bolognesi, Colli di Imola e Reno che si estende lungo l’omonimo fiume sul territorio di pianura bolognese e modenese.

 

La Doc Reno è un area dalle notevoli quantità produttive ed è in grado di soddisfare mercati con grandissime richieste.




di Stefano Bugamelli