Italia Bella: Scansano (Grosseto)


Comune di Scansano


Appoggiato su una collinetta a 500 metri slm, all’estremità nord occidentale delle colline dell’Albegna e dell’Ombrone, ecco Scansano, cittadina di nemmeno 5.000 abitanti, circondato da immensi vigneti del suo famoso vino, il Morellino di Scansano.

 

Il territorio è stato abitato fin dalla preistoria; Etruschi e Romani hanno lasciato varie tracce del loro passaggio; il paese è nato comunque in epoca medioevale, sorto dove esisteva un piccolo nucleo di povere abitazioni nei pressi nel luogo dove aveva predicato il martire cristiano Sant’Ansano nel I secolo d.C.


Dopo il 1000 il borgo divenne un feudo degli Aldobrandeschi, in lotta con la Repubblica di Siena, e poi degli Sforza, fin quando, agli inizi del ‘600, entrò a far parte del Granducato di Toscana, seguendo il destino di tutti gli altri centri della contea sforzesca, divenedo uno dei centri più importanti della zona maremmana.


Fin dall’epoca romana, Scansano ha legato le sue sorti a quelle della capitale; furono i romani a costruire nella zona imponenti fattorie che poi si trasformarono in piccoli agglomerati urbani, speso fortificati.


In epoca medioevale la salubrità del luogo, lontano dalle paludi del fondovalle maremmano, attirò molte famiglie benestanti che diedero lustro al paese, tanto che agli inizi del 1500 Scansano divenne uno dei più importanti borghi della Maremma, divenendo, sotto la dinastia dei Lorena, sede di Podesteria.



A fine ‘700 Scansano aveva più o meno l’attuale assetto urbanistico, con i nuovi edifici signorili delle famiglie più in vista e quelli pubblici nel suo centro storico, come il Palazzo Pretorio, Palazzo del Podestà, la Tesoreria Comunitaria, la Casa dell'Abbondanza, cui si aggiunsero poco dopo l'Ospedale, il Teatro Castagnoli e la Scuola Elementare.


L’accesso al centro storico passa attraverso una porta cinquecentesca che sostituì probabilmente una struttura medievale dotata di fossato; all'interno, sulla via principale, si affacciano edifici cinquecenteschi, fra i quali un palazzo gentilizio con uno stemma di famiglia sulla facciata.

 

Scansano(www.parcodeglietruschi 


Un vicolo conduce all'antico Ospedale per i pellegrini, mentre proseguendo si incontra un cassero in parte distrutto e in parte inglobato in strutture successive; sul fondo si trova infine la chiesa di San Giovanni Battista, probabilmente del XII secolo e rifatta completamente nel ‘600 e nel ‘700.

 

All'esterno la chiesa conserva un portale quattrocentesco di pietra locale, mentre all'interno sono conservate quattro tele del XVII secolo ed altre notevoli opere d’arte.


Nel centro storico sono inoltre riconoscibili anche edifici dalle robuste murature medievali, la piazza del Pretorio con l'omonimo Palazzo del quattrocento, che non ha quasi subito alterazioni nei secoli successivi, oggi sede del Polo Museale di Scansano.


All'esterno del centro storico si trova la chiesa della Madonna delle Grazie, detta della Botte, di probabile origine seicentesca, ma rifatta al tempo dell’Unità d’Italia; poco distante c’è anche il convento del Petreto; il complesso monastico, nel suo aspetto attuale, è dei primo del '500, ma probabilmente fondato in epoca antica.


Qui si trova anche il duecentesco Castello di Petreto, successivamente trasformato in oratorio dei frati Francescani e sottomesso alla Repubblica di Siena nel secolo successivo.

 

Scansano 


Vi sono altre possenti dimore fortificate sui colli di Scansano, come il Castello di Montorgiali, di aspetto possente, costruito in vetta ad un poggio ed il Castello di Montepò, una fattoria fortificata che, nel corso degli anni, è stata ampliata facendole assumere l'attuale pianta rettangolare munita di 4 torri, una per ciascun angolo.


Il paesaggio attorno a Scansano è costituito dalle coltivazioni della vite, olivo e cereali, che si alternano a boschi che si estendono soprattutto dove il terreno risulta di difficile coltivazione.


Nella zona vi sono anche estesi giacimenti di cinabro, zolfo, antimonio e lignite, sfruttati per lungo tempo e che costituivano un'importante fonte di lavoro e ricchezza per gli abitanti.


Nel corso di varie campagne di scavi archeologici sono stati rinvenuti numerosi reperti fossili, il più famoso dei quali è conosciuto come "l'Ominide di Baccinello", un primate considerato uno degli anelli di congiunzione tra la scimmia e l'uomo per alcune caratteristiche affini.


Il ‘900 ha visto perpetuare l'incremento del patrimonio culturale cittadino, ma soprattutto la progressiva riorganizzazione dell'attività agricola e l'affermarsi di nuove tecniche, specie nel campo dell'olivicoltura, zootecnia e viticoltura.


La viticoltura in particolare ha portato alla creazione nel 1884 della "Cantina Cooperativa del Morellino di Scansano" che ha portato alla notorietà l’omonimo vino e lo stesso borgo grossetano, facendone uno dei cuori del vino italiano a livello internazionale.


La produzione ed il commercio del vino ha caratterizzato tutta la storia di questo territorio, documentato dalla presenza di anfore e buccheri nei relitti ritrovati tra l'arcipelago toscano e le coste meridionali della Francia; proseguito in epoca medioevale e rinascimentale.


Ma è dal secolo scorso che avviene la piena valorizzazione della produzione locale e la nascita del "Morellino di Scansano" che prende il nome probabilmente dai cavalli "morelli" che hanno popolato la zona, trainando le carrozze della nobiltà.

 

Scansano-vigneti-morellino 


Scansano è nota anche per essere stata una delle più antiche località “feriali” d’Italia; infatti è stata sede dell’Estatatura, una pratica in uso fin dal medioevo in base alla quale, sia sotto i Medici, che sotto i Lorena, ma anche nei primi decenni dello Stato unitario, gli uffici pubblici di Grosseto con tutti i funzionari e le loro famiglie si spostavano nei mesi estivi, dalla pianura malarica per venire a passare le "vacanze estive" nelle fresche e salubri colline di Scansano.


Una pratica ovviamente non più in uso, sostituita dal turismo moderno, con un numero elevatissimo di persone da tutta Europa che calano in Maremma alla ricerca del sole, delle tracce delle antiche culture mediterranee e dei ricchi sapori della terra toscana, toccando anche Scansano.


Il borgo grossetano, nel cui territorio moltissime abitazioni rurali e fattorie sono state trasformate in aziende agrituristiche, celebra durante il periodo della vendemmia il proprio prodotto di punta, con la manifestazione "Morellino e sapori Doc", che richiama in paese un numero impressionante di appassionati di questo vino e del suo territorio straordinario.




di Redazione 35