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Giovedì con Stefano Bugamelli: “L’oro bianco di Pieve Roffeno”


Giovedì con Stefano Bugamelli: “L’oro bianco di Pieve Roffeno”


Stefano Bugamelli


 

Da ragazzino, durante le vacanze estive, frequentavo una zona incontaminata dell’Appennino Bolognese: si facevano belle passeggiate da Tolè verso Rocca di Roffeno, Cereglio, Savigno, fra i boschi di castagni a 800 metri e più di altezza.

 

Una cinquantina di anni fa, in quella zona, si poteva vivere con le tipiche risorse locali come funghi, castagne, patate, grano, le numerose acque sorgive e una buona e “semplice” cucina locale; l’unica realtà imprenditoriale importante era rappresentata dallo stabilimento dove era imbottigliata l’Acqua Cerelia.

 

Ricordo le lunghe code dei villeggianti che aspettavano il loro momento fino a tarda sera per riempire bottiglie e damigiane nell’unica fontanella della Cerelia dalla quale si poteva attingere liberamente, ma dove spesso sgorgava solo un filo di acqua.

 

La tendenza di spopolare l’Appennino era forte e le occasioni di lavoro che le città italiane e i paesi esteri offrivano stimolavano adulti e giovani.

 

Un buon rapporto, purtroppo molto raro fra pubblico e privato, ha consentito la nascita di una nuova impresa agricola nel 1967: la Stalla Sociale Santa Lucia – Bortolani che poteva ospitare 300 capi di bestiame, partita con 22 soci, 500 ettari di superficie territoriale dei quali quasi 300 dedicati a seminativi e foraggi.

 

Nel corso del tempo nonostante le molteplici difficoltà l'azienda agricola si è consolidata e poco tempo dopo è stato realizzato il Caseificio di Santa Lucia di Roffeno.

 

Da allora continua a prodursi il pregiato “Parmigiano Reggiano di montagna”, fra i più apprezzati in assoluto e derivato dal latte munto quotidianamente delle vacche di razza Bruna Alpina che ne offrono in minore quantità ma di eccellente qualità.

 

Insieme alla realizzazione del caseificio si è sviluppato l’allevamento dei suini che si nutrono dei resti delle lavorazioni dei latticini e conseguentemente la salumeria e la macelleria con lo spaccio di gastronomia e area di degustazione.

 

Coltivazioni e allevamenti in un’area boschiva, di alta collina, estremamente sana, consentono la produzione di alimenti dai gusti intensi, profumi indimenticabili e caratteristiche nutrizionali uniche; lo possono testimoniare i premi ricevuti dal Caseificio Santa Lucia anche nelle manifestazioni casearie internazionali e soprattutto l’attenzione dei clienti.

 

In questa zona fra collina e montagna, considerata svantaggiata in quanto è ben più complesso il lavoro e più elevato il suo costo rispetto ad altre situazioni di pianura, si è trovato l’equilibrio economico e qualitativo della produzione agricola e alimentare, si è sviluppata la difesa dell’ambiente perché è considerata zona protetta e conseguentemente incrementato il turismo che si interessa anche dell’arte delle numerose pievi a partire proprio da quella di Santa Lucia, delle torri e delle case storiche.

 

Nel corso della cerimonia nella bellissima pieve romanica con la presentazione del libro, appositamente realizzato a più mani, in occasione del 40° anniversario della fondazione del caseificio sociale, si sono ripercorse le tappe storiche sia del territorio, sia di questa realtà imprenditoriale che è diventata un esempio da imitare.

 

“L’oro bianco di Pieve Roffeno” Storie, protagonisti e specialità casearie, suine e bovine di eccellenza... 

130 pagine, numerose illustrazioni, curato dal giornalista Giancarlo Roversi, con la presentazione dell’assessore Tiberio Rabboni, la premessa del presidente del caseificio Dario Zappoli e testi di giornalisti, storici ed esperti. 




di Stefano Bugamelli