Italia Bella: Caravaggio (Bergamo)


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini -

 

Nella pianura bergamasca occidentale c’è l’importante città di Caravaggio, nota per avere lo stesso nome del pittore rinascimentale Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, i cui genitori sono nativi del posto, che si trasferirono a Milano dove il grande artista poi è nato.

 

Città di oltre sedicimila abitanti, Caravaggio comprende nel suo territorio anche il Santuario di Santa Maria del Fonte, meta di pellegrinaggi mariani e numerose risorgive naturali che hanno contribuito a farne un territorio ricco di terreni fertilissimi.

 

Il paese è di probabile origine longobarda, appartenente al contado milanese e fu conteso a lungo in epoca medioevale tra questa città ed i veneziani nei loro tentativi di ampliare il più possibile l’entroterra padano, con lotte e guerre che avrebbero interessato l'intera regione sino al Risorgimento.

 

Solo dopo l’Unità d’Italia il paese visse un periodo di tranquillità; le numerose risaie della campagna circostante vennero bonificate, recuperando terreni fertili per un’agricoltura più moderna ed una fase di industrializzazione che portò lavoro e benessere diffuso.

 

L’edificio religioso più noto e visitato di Caravaggio è senza dubbio il suo Santuario, poco fuori del centro cittadino e dedicato a Santa Maria del Fonte che, secondo la tradizione, qui apparve nel quattrocento ad una giovane contadina.

 

Sul posto venne subito edificata una piccola cappella e per accogliere i numerosi infermi che vi si recavano in pellegrinaggio, accanto ad essa fu edificato anche un piccolo ospedale.

 

Il Santuario venne edificato tra il cinquecento ed il settecento, voluto dal cardinale Carlo Borromeo ed oggi, oltre che luogo di preghiera, ospita negli edifici ristrutturati a fine ottocento un centro d'accoglienza per pellegrini ed ammalati e un centro di spiritualità.


Nel centro di Caravaggio, invece, l’edificio religioso più importante è il duecentesco Duomo dei Santi Fermo e Rustico, costruito in stile gotico-lombardo, probabilmente su un edificio sacro preesistente, csratterizzato da un portale marmoreo sovrastato da un grande rosone, che ha accanto un campanile del 1500 alto 76 metri.

 

San-Bernardino-

 

Altri luoghi di culto sono la chiesa seicentesca di San Bartolomeo, quella della Sacra Famiglia, il quattrocentesco complesso Monastico di S. Bernardino da Siena, tipico modello di edilizia francescana, pieno di notevoli affreschi di scuola caravaggiesca nelle pareti e nelle volte.

 

Notevole anche l’antichissima chiesa di San Giovanni, adiacente all'Ex Ospedale Convento dei Cistercensi, con una piazzetta recintata da una cancellata, con un altare in stile barocco tutto di marmi intarsiati, destinato ad ospitare il Centro Studi Michelangelo Merisi dedicato al Caravaggio, mostre d’arte e manifestazioni culturali.

 

Nella piazza prospiciente, intitolata ai patroni della città, spicca un notevole palazzo in stile liberty, parzialmente decorato in piastrelle, che ospitava l'antico ospedale.

 

Palazzo Gallavresi, o Palazzo della Marchesa, è uno degli edifici più antichi della città; un edificio pubblico duecentesco in pieno centro storico in stile tardo gotigo che ospita oggi l’amministrazione comunale.

 

L’entrata in città avviene dal monumentale, settecentesco Arco di Porta Nuova, dal quale un lungo viale congiunge il centro dell'abitato con il Santuario di Caravaggio.

 

Diverse le manifestazioni collegate alle ricorrenze religiose in città e nei vari rioni, ma anche le sagre legate ai prodotti dell’agricoltura, che rimane una delle attività più importanti, non mancano.

 

In tali occasioni la cucina caravaggina è protagonista con molti piatti tipici della tradizione bergamasca, come il riso bollito nel latte, le uova sode con cicorino e salame locale e l’immancabile polenta preparata con diverse specialità, come la tipica lüganghina, cotechini e lenticchie, con il latte freddo, con la verza ed un ragù chiamato pucì, col burro fuso, oppure con formaggio e salvia.

 

Altro piatto della tradizione locale sono i gnuchècc, pasta sfoglia tagliata a quadratini e cotta in brodo fagioli e cotenna di maiale, mentre i piatti di carne includono la rüstizàda, un arrosto di carne di maiale fresca con Cipolla e vino rosso.

 

La caratteristica “panada”, fette di pane cotte nel brodo, o il “pan trìt”, pane grattugiato nel brodo, il “pan de’ mèi”, un pane fatto con farina di miglio, mais e frumento cotto nel latte, assieme al “Biciulat” la classica ciambella, gli “ovis-moris”, le “fave dei morti”, il “pane dei morti” sono altri prodotti tipici locali ricorrenti nelle varie occasioni.

 

Melone- 

 

Altri prodotti agricoli caratteristici della zona sono il cosiddetto popone, o "melone di Caravaggio"; con una polpa particolarmente gustosa e zuccherina, che viene mangiato fresco con pane e salame e le squisite “sàte” e “satèle”, zucche da mangiare con pane e prosciutto, crudo o cotto.

 

Numerosi nel territorio gli allevamenti di bovini da latte, bovini da carne e suini, di quest'ultimi buona parte è dedicata alla produzione del prosciutto di Parma e dell’altro prodotto locale, il prosciutto di Caravaggio, sostenuto anche da Legambiente in una sua campagna contro la devastazione della Pianura Padana.

 

In questo angolo della pianura padana il turismo non è occasionale ed è particolarmente legato ai pellegrinaggi religiosi, alle sue manifestazioni folkloristiche ed alla sua cucina semplice e gustosa, anche se la città è in grado di offrire a chi li sa cercare tracce notevoli del suo passato ricco di storia, cominciando proprio da quelle legate al suo figlio illustre Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.




di Redazione 35