Italia Bella: Vieste (Foggia)


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini -

 

Sulla punta estrema protesa nell’Adriatico del promontorio del Gargano, c’è Vieste, una delle città più antiche della Daunia che sorge su una piccola penisola rocciosa a strapiombo sulle piccole baie sabbiose e le scogliere.

 

Il nucleo dell'abitato è diviso in due parti; la prima è Punta di San Francesco, ripida, e rocciosa, dove si trova il centro medievale; un piccolo borgo pieno di vicoli, scalinate ed archi e prestigiosi edifici storici come la Chiesa di San Francesco e la cattedrale.


L’altro pezzo di Vieste è Punta di Santa Croce, in una zona relativamente pianeggiante, in direzione del porto, dove il paese ha cominciato ad espandersi soltanto verso l'Ottocento e dove sono stati edificati gli edifici più recenti, come il municipio e la Chiesa di Santa Croce.

 

La zona portuale di Vieste, che conta quasi 14.000 abitanti, è piuttosto importante, sia per le attività collegate alla pesca in Adriatico, sia per il traffico marittimo verso le isole Tremiti e la Croazia.

 

Il territorio garganico è di antica frequentazione, come attestano i ritrovamenti di epoca paleolitica ritrovati in diverse aree nei pressi dell'abitato; clima favorevole, terreno fertile e ricco di selvaggina, ricchezza di acqua potabile e mare pescoso i motivi principali alla base degli insediamenti umani.

 

In seguito Vieste fu una colonia greca e successivamente conquistata dai romani e poi dai bizantini; in epoca medioevale la cittadina costiera fu saccheggiata, conquistata, distrutta e ricostruita più volte dai diversi eserciti che intendevano controllare il territorio ed anche dalle orde dei pirati, tra i quali a metà cinquecento, quelli di Dragut Rais che trucidò numerose persone sopra ad un masso nei pressi della cattedrale, chiamato oggi “Chianca Amara”.


Saccheggi e violenze terminarono solo dopo la cacciata degli spagnoli e l’adesione all’Unità d’Italia; nel secondo dopoguerra del novecento Vieste scopre il turismo, che in breve assume maggior rilievo dell’artigianato e delle attività marinare ed agricole, diventando la struttura portante dell’economia cittadina.

 

Vieste.architiello


Il fenomeno è senza dubbio dovuto alla felice scelta di costruire il centro vacanze di Pugnochiuso da parte di Enrico Mattei, presidente dellEni, intenzionato ad investire nell’industria turistica e che scelse Vieste per la bellezza del suo mare e della sua costa.


Da allora, lo sviluppo del settore è stato incessante, con numerosi nuovi alberghi, residence, campeggi, seconde case e villaggi turistici che hanno portato Vieste al primo posto del nostro sud in fatto di ricettività.

 

Tra le vestigia del suo glorioso passato, c’è la millenaria Cattedrale, edificata a poca distanza dal castello, che conserva ancora nel suo complesso il primitivo stile romanico-pugliese e nel campanile quello del tardo barocco, nonostante i restauri dei secoli successivi.

 

Dello stesso periodo della cattedrale è anche il Castello normanno che sovrasta con la sua imponente mole il quartiere medioevale; il mastio è a pianta triangolare, con tre bastioni a punta di lancia negli spigoli, che incorporano quelli più antichi a base circolare.


 

Soggetto più volte a cannoneggiamenti, resistette anche alla furia distruttrice dei conquistatori e dei pirati, crollando parzialmente solo sotto la spinta di un violento terremoto all’inizio del ‘600.

 

Altre cose interessanti di Vieste sono la necropoli della “Salata”, definita come la più maestosa e suggestiva, nel suo genere, dell'intero bacino Mediterraneo e la più antica testimonianza dell'arrivo del Cristianesimo sul Gargano ed anche il faro, situato fra la punta di San Francesco e quella di Santa croce, sullo scoglio chiamato di Sant’Eufemia, dove la leggenda vuole sia sepolta Vesta, moglie di Noè.


Il Faro di Vieste è l’unico in Adriatico con i tre lunghi raggi ruotanti, che hanno una gettata di luce sul mare che si vede da circa 50 chilometri di distanza.

 

Il Pizzomunno è invece un’altra delle meraviglie cittadine, un grande monolite di roccia bianca nella costiera sotto al castello, sul quale si infrangono le onde, attorno al quale la popolazione ha tramandato nei secoli storie e leggende.

 

Passeggiando nelle sue calette, si possono notare, protesi sul mare, i tipici trabucchi che, se un tempo erano uno dei sistemi di pesca più tradizionali, oggi sono per lo più oggetti da hobby.

 

 vieste-trabucco-

 

Sono delle specie di piattaforme con dei capanni sorretti da pali conficcati nelle rocce sottostanti a picco sul mare, con varie travi e pennoni che, attraverso cavi, carrucole ed argani sorreggono una grande rete.

 

La caratteristica di questo tipo di pesca è che su uno dei pali che si spinge in mare viene piazzata una persona che controlla la “spia”, un cefalo che fa da richiamo e che all’arrivo del “branco” avverte i compari che devono issare la rete.

 

Per i turisti, i curiosi e gli appassionati, a Vieste è stato istituito anche un Museo Malacologico, una raccolta privata di circa 13.500 conchiglie provenienti da tutte le parti del mondo ed in particolare dai paesi asiatici, in continua evoluzione, con l’arrivo costante di nuovi reperti.

 

Nell’entroterra garganico del territorio di Vieste, invece, c’è la “Foresta Umbra”, il più importante residuo delle primitiva selva millenaria, che deve il suo nome al fatto che i raggi del sole difficilmente riescono a penetrarvi.

 

L’area ha una flora ed una fauna molteplice ed interessante ed è stata attrezzata per ospitare le numerose persone che vi entrano per godere della frescura della boscaglia, per fare picnic, passeggiate o trekking nei tanti sentieri in mezzo alla natura.

 

Se il turismo balneare è la risorsa più importante, la fertile pianura circostante il capoluogo garganico ha permesso anche la coltivazione dell’olivo per la produzione dell’olio extravergine distribuito a livello nazionale; origano e pomodori sono gli altri tipi di coltivazioni viestane ed anche l’allevamento della capra garganica e di mucche di razza podolica che forniscono latte per l’omonimo caciocavallo, fa parte del panorama agricolo della città.


Tra le manifestazioni che vengono organizzate a Vieste, c’è la Festa di Santa Maria di Merino, protettrice della città, con una solenne e suggestiva processione della statua lignea trecentesca della Vergine, che si dice sarebbe giunta a Vieste dal mare, ritrovata da alcuni pescatori sulla spiaggia e che dura tutto il giorno e prosegue fino a notte alla luce delle fiaccole.

 

Oltre all’aspetto prettamente religioso, la festa patronale di Vieste, tra le più belle e suggestive di Puglia, ha anche i suoi risvolti più mondani, con tutta una serie di eventi che richiamano tanti ospiti, in cui i prodotti tipici locali e la gustosa cucina garganica con i suoi numerosi piatti sia di pesce che di terra sono i protagonisti.




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