Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/customer/www/mondodelgusto.com/public_html/index.php on line 83

Deprecated: Function ereg() is deprecated in /home/customer/www/mondodelgusto.com/public_html/index.php on line 33

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /home/customer/www/mondodelgusto.com/public_html/index.php:83) in /home/customer/www/mondodelgusto.com/public_html/index.php on line 193
Vendemmia 2019 nelle Langhe: lieve calo di produzione a beneficio della qualità e dell’equilibrio


Vendemmia 2019 nelle Langhe: lieve calo di produzione a beneficio della qualità e dell’equilibrio


Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani


Bilancio di fine anno del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. «Meno produzione ma vini di grande equilibrio. Cresce l’imbottigliato di Barolo, Barbaresco e la denominazione Langhe»

di Andrea Di Bella

Non è un bilancio definitivo, mancano ancora gli ultimi dati, ma si può già affermare che anche in Langa la vendemmia 2019 fa registrare un lieve calo di produzione: dalle colline del Barolo e Barbaresco fino a Dogliani, passando per Alba, «per tutte le varietà e di conseguenza tutte le denominazioni, si constata un lieve calo di produzione a beneficio della qualità e dell’equilibrio».

 

Lo rilevano i tecnici del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani nell’analisi dell’annata appena conclusa. Un andamento che rispecchia la situazione generale tra i vigneti del Piemonte, dove la produzione di vino è stimata in calo del 10%. Se da una parte cala la produzione, dall’altra cresce invece l’imbottigliato di Barolo, Barbaresco e la denominazione Langhe. Al 30 novembre 2019, il Barolo si attesta a 10.160.000 bottiglie, 840 mila in più rispetto allo stesso periodo 2018 (+9%); anche il Barbaresco fa un +9% nei primi 11 mesi dell’anno con 3,5 milioni di bottiglie, in crescita di 296 mila. Continua l’exploit del Langhe Nebbiolo con 6,8 milioni di bottiglie, 800 mila in più in un solo anno, in percentuale +14%.


Vigneti a Barbaresco - Ph Credits Andrea Di Bella

Per quanto riguarda le nuove annate in uscita nel 2020, ad oggi, si può immaginare solo un potenziale in bottiglie: sono 14 milioni per il Barolo 2016; 4,5 milioni per il Barbaresco 2017; 5,6 mila per il Langhe Nebbiolo 2018; 2,8 milioni per il Dogliani 2018; 982 mila per il Diano d’Alba 2018.


“Dopo una vendemmia positiva come quella appena conclusasi, possiamo aspettarci vini eleganti ed equilibrati. Nel frattempo, ci prepariamo a presentare le nuove annate delle nostre Docg e Doc con due appuntamenti imperdibili”, ha affermato il presidente del Consorzio di Tutela, Matteo Ascheri.


La prima occasione per assaggiarle in anteprima sarà Grandi Langhe 2020, la due giorni di degustazione delle nuove annate di Docg e Doc di Langhe e Roero in programma il 27 e il 28 gennaio ad Alba. L’evento riservato agli operatori professionali che potranno assaggiare le etichette di 206 cantine. La manifestazione sarà in un'unica location, il Palazzo Mostre e Congressi, e gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle cantine. È possibile accreditarsi direttamente sul sito www.grandilanghe.com.


In seguito il Consorzio si sposterà a New York con oltre 200 produttori, per il primo Barolo&Barbaresco World Opening.


Sono circa 10 mila gli ettari di vigneti delle denominazioni tutelate dal Consorzio (Barolo, Barbaresco, Dogliani, Dolcetto di Diano d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Verduno Pelaverga, Alba) così suddivisi: Barolo 2149 ettari; Barbaresco 763; Dogliani 846; Diano d’Alba 236; Barbera d’Alba 1610; Nebbiolo d’Alba 949; Dolcetto d’Alba 1092; Langhe 1905 ettari (di cui 606 Langhe Nebbiolo). Vengono prodotte in tutto circa 60 milioni di bottiglie. In estate, il Consorzio di Tutela aveva annunciato lo stop di tre anni agli impianti di nuove vigne destinate alla produzione di Barolo.


Analisi Tecnica
La campagna agraria è iniziata a rilento per il protrarsi della stagione invernale fino al mese di febbraio, con conseguente ritardo di quella primaverile, che ha portato a un periodo di piogge e basse temperature fino alla metà di marzo. Le abbondanti piogge di aprile hanno portato un notevole accumulo idrico nel suolo, compensando anche le scarse precipitazioni invernali. Le temperature medie non elevate del mese di maggio hanno confermato un posticipo di circa due settimane rispetto all’andamento vegetativo degli ultimi anni, ma in linea con un andamento più tradizionale.


Rapido sviluppo vegetativo a giugno, a causa delle temperature alte in associazione alla disponibilità idrica del suolo: ciò ha richiesto molta attenzione da parte di viticoltori per arginare eventuali problemi fitosanitari. Il periodo più caldo della stagione è stato registrato tra l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio, seguito da alternanza di giorni più miti ed eventi piovosi. Al termine del mese di luglio si è registrata la seconda ondata di calore dell’estate, con eventi temporaleschi anche intensi, ma non dannosi per la vite; la parte restante della stagione estiva è trascorsa all’insegna di un clima mite con precipitazioni sporadiche e regolari che hanno impegnato i viticoltori nella conduzione del vigneto dal punto di vista sanitario.


Il mese di settembre è iniziato con l’unico fenomeno grandinigeno registrato in Langa: il 5 infatti si è abbattuto sull’areale il temporale più intenso della stagione con annessa grandine, che ha causato danni anche ingenti su porzioni di territorio limitati. Pesanti ripercussioni sul territorio, però circoscritte solo a due aree collinari attorno alla città di Alba, lasciando estranee il grosso delle aree di Barolo, Barbaresco e Dogliani.


La vendemmia è iniziata attorno alla metà di settembre con i vitigni a bacca bianca, per proseguire senza interruzioni con il Dolcetto, la Barbera e per ultimo il Nebbiolo. Per tutte le varietà e di conseguenza tutte le denominazioni si è constatato un lieve calo di produzione a beneficio della qualità e dell’equilibrio.

Vendemmia Nebbiolo 

I Bianchi si presentano con gradazioni alcoliche buone e livelli di acidità leggermente più alti rispetto alla media degli ultimi anni, fattore che dovrebbe però garantire la freschezza e la persistenza dei profumi. I Dolcetti, vendemmiati per lo più attorno a metà settembre, si presentano molto bene dal punto di vista fenolico e dell’accumulo zuccherino; anche il quadro acido lascia presagire vini dal potenziale molto elegante, con punte di eccellenza nel doglianese. L’estate, con picchi caldi ma con medie nella norma, ha consentito al Barbera di giungere a vendemmia con livelli fenolici ottimali, potenziali alcolici leggermente inferiori rispetto allo scorso anno ed una situazione di acidità importante; ed è forse la varietà che, insieme al Nebbiolo, lascia trasparire maggiormente la differenza di posizione dei vigneti.

 

Il Nebbiolo è stato vendemmiato nella seconda parte del mese di ottobre e anche i suoi parametri analitici si presentano “classici”, ovvero buon tenore zuccherino e ottimo quadro polifenolico adatto ad assicurare vini di struttura con potenziali di invecchiamento molto alti. In particolar modo si nota un alto accumulo di antociani e quindi si attendono vini dotati di un ottimo colore, soprattutto in considerazione delle sue caratteristiche genetiche.

 

In conclusione il 2019 si può definire un’annata tradizionale, di qualità, nonostante il lieve calo quantitativo rispetto all’anno precedente.
 



di Andrea Di Bella