“Mine”, Gavi Docg: 11 territori in una bottiglia. Una storia di coraggio al femminile


Wine Mine


È l’unico Gavi a essere prodotto dagli 11 territori della denominazione. Un blend nato da terre rosse, bianche e di mezzo, per un progetto intrigante, una sfida che porta il nome di una donna del vino, Giusi Scaccuto Cabella, che ha saputo capire e armonizzare le varie espressioni in un unico vino.

A cura di Andrea Di Bella

Non esiste un altro vino che rappresenti così integralmente i caratteristici territori del Gavi. Un progetto ambizioso che nasce dall'idea intelligente di una donna coraggiosa, che ha voluto creare un vino unico nel suo genere, a cui nessuno aveva mai pensato finora. Il nuovo progetto di Giusi Scaccuto Cabella si chiama Mine Wine, un nome che la dice lunga su quanto questo vino sia suo e rappresenti completamente il suo sogno.

 

Il Mine Gavi Docg 2018 è un bianco piemontese, che nasce da 11 terre composte dall’alternanza di suoli marnosi, calcarei e argillosi, segnati dai microclimi diversi. Ne escono 20mila bottiglie da Cortese 100%, distribuite in Italia, Europa, Svizzera, Usa e Russia. Un nobile bianco piemontese, che racchiude in sé l’essenza stessa del Gavi.


Giusi Scaccuto Cabella

       UNICO NEL TERRITORIO: mai prima d'ora, 11 TERRE PER 1 SOLA ETICHETTA.                      

Un’idea che sembra l’uovo di Colombo a cui nessuno aveva mai pensato: “Voglio fare un Gavi che sia mio in tutto e per tutto, e che racchiuda la vera anima di queste 11 terre dalle caratteristiche tanto diverse, sia per clima, altitudine e composizione dei suoli. – sottolinea Giusi – La scelta delle percentuali di ciascuna terra tiene conto dell’andamento dell’annata e di come si sono espresse le zone nel corso della stagione”.

 

Una sfida per Giusi, che ha saputo comprendere e dovuto armonizzare queste diverse espressioni dei terreni in un unico vino. “E’ stata una sorpresa anche per me scoprire le caratteristiche organolettiche di un blend nato da terre rosse, bianche e di mezzo, perché non avevo idea di come si potessero esprimere in un unico prodotto. Di fatto, credo di aver realizzato un Gavi, che rappresenti la mia personalità, tanto complessa quanto sfaccettata”. 


IL TERRITORIO
Bosio, Capriata d'Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo: gli 11 comuni del Gavi per 1500 ettari vitati. E’ da qui che è partita Giusi per realizzare il suo Mine Gavi Docg, attraverso la conoscenza trentennale di questi comuni dalle caratteristiche estremamente diverse.

 

I paesaggi del Gavi sono un alternarsi di vigneti, boschi, montagne, pianure e castelli nell’arco di una manciata di chilometri da Parodi a Pasturana. La geologia del Gavi è quanto di più ricco e complesso si possa immaginare, suddivisa in tre fasce, che incidono fortemente sulle caratteristiche del vino. Nella parte nord di Gavi, tra Tassarolo e Novi Ligure, sulle dolci colline di boschi di robinia e quercia, i suoli sono segnati dalle terre rosse, composti da ghiaie, antichi depositi alluvionali e argilla rossa, che conferiscono ai vini opulenza nei profumi e buona struttura.  Nelle terre di mezzo, tra Serravalle, Gavi e San Cristoforo, i suoli sono composti da marne e arenaria, che danno bianchi carichi di sapidità, nerbo e mineralità. A sud, infine, ci sono le terre bianche, proprio dove si avvicinano gli Appennini e i rilievi si fanno più irti, tanto da trovare le marne Serravalliane. Questi suoli donano ai vini finezza e longevità.

I vigneti a Gavi

CORTESE
Coltivato e molto diffuso nel nord Italia, è sicuramente una delle uve bianche piemontesi più rappresentative. Dagli aromi freschi e dall’acidità sostenuta, il Cortese è l’uva regina del territorio del Gavi e ne costituisce per il 100% la Docg. In un territorio complesso, l’uva Cortese si arricchisce in profonde sfaccettature, esprimendosi in modo originale a seconda della zona. Dal generare vini freschi, fini ed eleganti, quest’uva è in grado di stravolgere il risultato finale conferendo al vino anche forza, densità e struttura. Capace di invecchiare, è in grado di affrontare maturazioni in legno ed è perfetta per essere spumantizzata. Un’uva decisamente in grado di stimolare la fantasia di vignaioli e vignaiole. Coltivato a guyot, con rese massime di 95 q/Ha nella Docg, è considerato un vitigno generoso.

 

GIUSI,  ONE WOMAN BAND
Giusi si comporta come un agronomo, lavora come un enologo, ma non è né l’uno né l’altro. La sua è una competenza che nasce dell’esperienza maturata in 30 anni di lavoro, che la rendono una produttrice di vino unica nel suo genere. Tenace e coraggiosa, Giusi non ha paura di rischiare. Ne è prova il fatto che dopo tanti anni spesi in un’azienda del Gavi decide di lasciare tutto per creare un suo progetto vinicolo: Mine Wine. Come un’appassionata one woman band, Giusi si occupa della selezione delle uve, sceglie le percentuali del blend delle 11 terre, cura l’imbottigliamento e persino la commercializzazione. A darle supporto la sua famiglia: il marito Ivo, il figlio Gabriele e la sorella Maria Teresa, la sua vera forza da cui trae l’energia e l’ispirazione per il suo lavoro.


Una storia fatta di profonda conoscenza del territorio, cominciata trent’anni fa, proprio dopo una vendemmia fatta quasi per scherzo. “Da quella vendemmia, sono entrata a far parte di un’azienda del Gavi, occupandomi della parte amministrativa, ma quel ruolo mi stava stretto. – spiega Giusi - Sentivo il desiderio di stare in vigna, a contatto con la terra, e poi in cantina, confrontandomi con chi ne sapeva più di me. Ho imparato tanto, tantissimo in quegli anni”.


Lascia quella cantina per occuparsi di consulenza per altre aziende piemontesi, ma sente forte il richiamo alla terra, quasi fosse il canto di una sirena a cui non sa resistere. Accetta di entrare in un’altra cantina del territorio, dove si occupa principalmente delle vigne, della riconversione al biologico e della parte produttiva.


“In quel periodo la scelta di praticare i metodi dell’agricoltura biologica e biodinamica sono stati dettati dal rispetto per l’ambiente, l’interazione con la natura e i suoi cicli naturali. Una consapevolezza e sensibilità, che mantengo salde anche nel mio nuovo percorso lavorativo, tanto che sia in campagna che nella produzione dei vini seguo un’etica fondata sui principi della sostenibilità, della tutela ambientale, e del vino sano e naturale”.
Oggi tutta quest’esperienza e la conoscenza maturata in tanti anni di lavoro, sono a servizio del suo progetto vinicolo.

Giusi Scaccuto Cabella

LA PRODUZIONE
Gavi Docg conta 1500 ettari vitati in totale. Da nord a sud non passano più di 20 km e il numero di piccoli viticoltori, che in media conducono non più di un ettaro, è ancora molto presente. Sono stati 11 piccoli produttori di uva a ispirare la scelta di Giusi per Mine: “Non avrei potuto realizzare questo vino se non fossero presenti questi piccoli artigiani che producono uva con particolare attenzione. Non sono certificati bio, ma lavorano nel rispetto di sostenibilità e biodiversità. Sono tutti vigneti a conduzione famigliare che non producono vino o non ne vinificano l’intera produzione, tanto da cedere l’uva eccedente. Sono la storia e la ricchezza di questo territorio: non ho fatto altro che attingere alla loro esperienza e selezionare le migliori uve per il mio progetto”.


La presenza in percentuale di uve da ciascun comune varia a seconda dell’annata. Le uve vengono vendemmiate a mano. Mine fermenta, a temperatura controllata, con lieviti indigeni in acciaio; è Giusi che segue in prima persona la fermentazione fin dalla realizzazione del pied de cuve.


"MINE" NEL MONDO
Attualmente Mine Gavi è distribuito nelle principali città italiane e internazionali. Presente anche in Svizzera, Corsica e Polonia, il mercato estero di questo vino è in continua crescita a conferma del fatto che la fama e l’apprezzamento di questa Docg sono consolidati.


CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E ABBINAMENTI DEL MINE GAVI DOCG 2018

Dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, al naso si presenta intenso, complesso e persistente di delicati erbe aromatiche e biancospino, pera, note di albicocca e agrumi. È piacevolmente saporito e minerale, elegante, con una gradevole vena acida e lunga persistenza in bocca. Permette abbinamenti trasversali dal risotto ai pesci e frutti di mare, dalle carni bianche ai crostacei. Eccellente come aperitivo. Temperatura di servizio: 10-11°C.
 



di Andrea Di Bella