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Sistema Turistico del Piemonte: urge comunicazione più moderna e maggiore coordinamento. Utilizzare al meglio dati e indicatori di performance


Sistema Turistico del Piemonte: urge comunicazione più moderna e maggiore coordinamento. Utilizzare al meglio dati e indicatori di performance





Un convegno su “Imprese e Turismo”, organizzato da Unioncamere con Regione Piemonte e VisitPiemonte ha presentato uno studio sulle “macro tendenze del turismo globale”, ha fornito dati e informazioni puntuali riguardanti il Piemonte, a supporto di strategie e decisioni per le imprese del settore.


di Andrea Di Bella


Rimanendo in tema, il Centro Congressi della Camera di commercio di Torino, ha ospitato venerdì  19 luglio 2019 un interessante convegno su “Imprese e Turismo”, organizzato da Unioncamere con Regione Piemonte e VisitPiemonte.


Un convegno che, partendo dai dati di macro tendenza del turismo globale, ha fornito dati e informazioni puntuali riguardanti il Piemonte, a supporto di strategie e decisioni per le imprese del settore.


Dopo i saluti di Paolo Bertolino, Segretario Generale di Unioncamere Piemonte, Paola Borrione della Fondazione Santagata ha presentato uno studio sulle “macro tendenze del turismo globale”.


Lago d'Orta - Ph Andrea Di Bella

Il turismo già da diversi anni sta godendo di un grande sviluppo a livello mondiale, con enormi implicazioni sul piano sociale, economico e culturale, che ha superato, negli ultimi anni, le più rosee aspettative e che, sempre secondo le previsioni dell’UNWTO, World Tourism Organization, è destinato a perdurare nel tempo.


Basti pensare che nel 1950 i turisti internazionali erano poco più di 25milioni  e che nel 2013 i viaggiatori internazionali hanno superato per la prima volta il miliardo di unità (+60% sul 2000), sostenendo una spesa di oltre 1.159 miliardi di dollari. Si stima che da qui al 2030 il turismo internazionale crescerà ulteriormente, fino a raggiungere 1,8 miliardi di viaggiatori in tutto il Mondo (+80% sul 2013). E il ciclo espansivo proseguirà…


Contestualmente alle previsioni sul mercato globale, UNWTO stima quella che potrebbe essere la futura composizione dei flussi turistici internazionali per Continente: la percentuale di viaggiatori internazionali con destinazione Asia-Pacifico dovrebbe, infatti, salire al 30% nel 2030 (+7% rispetto al 2013), a fronte di un calo della quota di mercato dell’Europa (dal 57% al 41%) e di una sostanziale stabilità della percentuale di flussi internazionali con destinazione America (14-15%), Africa (5-7%), Medio Oriente (5-8%).


L’affermazione dell’Asia nel panorama turistico internazionale trova ulteriore conferma nelle classifiche UNWTO per paese di destinazione e spesa (inbound e outgoing). Tra i  "big spender" del turismo internazionale si segnala l'avanzata di Russia, Canada, Australia e Brasile, a discapito dei paesi dell'Europa centrale, Italia in testa (dalla 6° alla 9° posizione nel ranking).


Complessivamente, l’Italia sta, quindi, perdendo posizioni nel ranking del turismo internazionale (sia in termini di flussi che di spesa), complice soprattutto l’avanzata della Cina e, più in generale, dell’intero continente asiatico (a discapito delle classiche mete europee). Tuttavia è importante sottolineare come in termini assoluti il turismo inbound nazionale stia registrando da diversi anni un trend positivo, certificato, tra gli altri, dall’Indagine sul Turismo Internazionale della Banca d’Italia. Secondo tale indagine, il numero di viaggiatori stranieri in arrivo in Italia è cresciuto di 4,6 milioni di unità negli ultimi 5 anni (toccando quota 77 milioni nel 2013, +6% sul 2009) con un giro d’affari stimato in 33 miliardi di euro (contro i 28 del 2009). La stessa rilevazione rileva la persistenza di talune criticità in merito alla composizione dei flussi inbound, con specifico riferimento a provenienza, stagionalità, destinazione e permanenza degli stranieri.


La perdita di competitività a livello internazionale da un lato e la persistenza di criticità del mercato interno dall’altro suonano, però, come campanelli d’allarme rispetto ai quali si rende necessaria l’adozione di interventi (strutturali, organici e di efficienza) che valorizzino le potenzialità turistiche inespresse del nostro Paese.


L'Italia ha tutte le carte in regola per affermare la propria leadership internazionale sia per la capacità di attrazione turistica riconosciuta, sia per la capacità di sviluppare le "potenzialità inespresse". I margini di miglioramento, in questa direzione, sono notevoli.


Per fare business, le imprese turistiche hanno bisogno di dati sempre più aggiornati e immediatamente disponibili, per individuare con maggiore tempestività i propri sentieri di crescita. Le imprese turistiche risultano essere cresciute e diventate più consapevoli dell’importanza dei big data e di una corretta gestione dei numeri e delle statistiche per fare business e della necessità del loro utilizzo per la programmazione.


Sarah Bovini, responsabile Ufficio Studi e Statistica Unioncamere Piemonte e Cristina Bergonzo dell’Osservatorio Turistico Regionale VisitPiemonte hanno presentato, in tal senso, approfondite relazioni su dati e informazioni a supporto di strategie e decisioni, riguardanti il Piemonte.


Una fotografia a tinte chiaroscure per la nostra regione, che ci restituisce, nel 2018, un turismo in crescita ma meno della media nazionale, con oltre 46mila imprese (10% del totale regionale e 153mila addetti (11% sul totale regionale). La regione è al 7° posto sia per numero di imprese sia per addetti impiegati nel settore. Tra il 2015 e il 2018 le attività di alloggio e ristorazione (+3%) e le restanti legate ai servizi turistici (+5%) crescono ma al di sotto della media nazionale. (Fonte: Isnart su dati Infocamere).


L’attrattività turistica del Piemonte sembra ancora insufficiente rispetto alle ambizioni e alle potenzialità (35 addetti per mille abitanti, su una media nazionale di 41 e un tasso di turisticità che pone la regione terzultima in Italia). La redditività dell’attività turistica risulta ancora insoddisfacente (decisamente più bassa a confronto delle principali regioni turistiche nazionali e una spesa media giornaliera pro capite). Si rilevano differenze non trascurabili, in alcuni casi, tra le caratteristiche descritte dagli operatori e le motivazioni di scelta del Piemonte come meta turistica (Rappresentatività del territorio, proposte enogastronomiche di pregio, percorsi naturalistici/sportivi). L’esperienza piemontese viene valutata positivamente dai turisti (chi è stato in Piemonte consiglia gli amici a venire). L’attività di comunicazione e promozione risulta fortemente carente nell’utilizzo  dei moderni strumenti digitali (social network e recensioni on line).


Analizzando i dati puntuali, se da un lato, negli ultimi vent’anni, il valore aggiunto prodotto dal comparto turistico è più che raddoppiato a livello nazionale, in Piemonte è cresciuto ma in misura minore. Il turismo pesa il 2,3% del valore aggiunto totale piemontese mentre in Italia il peso del settore è pari al 3,2%. La produttività del lavoro nel turismo piemontese è di poco inferiore alla media nazionale e ancora decisamente più bassa rispetto a quella delle principali regioni turistiche. Il tasso di turisticità vede il Piemonte al terzultimo posto nella graduatoria nazionale, davanti a Sicilia e Molise. (Fonte Unioncamere Piemonte su dati ISTAT).


Inoltre, si rileva che tra i principali canali di comunicazione  è il passaparola (53%) e l’esperienza personale (28%), mentre Internet è al 20%, contro il 40% nazionale, dato quest’ultimo che deve far riflettere, in una società digitale come quella attuale. Analizzando più a fondo il web si evidenzia la carenza dei social network (1,9% contro quasi il 40% nazionale).
Principali motivazioni di vacanza risultano il patrimonio storico artistico e gli interessi enogastronomici, superiori questi alla media nazionale. La spesa media pro capite per la vacanza è sensibilmente inferiore alla media del Paese, grazie alla centralità geografica, alla facilità di accesso e forse anche per una maggiore incidenza del turismo di gruppo. Le principali voci di spesa, al netto dell’alloggio, risultano gli acquisti di beni alimentari e prodotti tipici dell’enogastronomia e dell’artigianato locali.


In estrema sintesi, si può affermare che, nell’immediato, le vie per aumentare l’attrattività turistica del Piemonte e la redditività economica del settore potrebbero essere:

  • Maggiori investimenti in una comunicazione più efficiente e maggiormente proiettata sugli strumenti digitali
  • Un maggiore sforzo di coordinamento tra i vari operatori e distretti turistici per allungare i tempi di permanenza e aumentare la quantità di spesa per turista

Flavia Coccia, dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche ha quindi introdotto e moderato una vivace tavola rotonda su Innovazione›Imprese›Turismo cui hanno preso parte Donatella Mosso di Torino Wireless, Giancarlo Banchieri di Confesercenti Piemonte, Davide Padroni di CNA Piemonte, Fulvio Avataneo dell’Associazione Italiana Agenti di Viaggio, Federico De Giuli di Confindustria Piemonte e Marco Gossa di Confcommercio Piemonte.


Il convegno si è chiuso con l’intervento di Luisa Piazza, direttore generale di VisitPiemonte, che ha sottolineato la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese e istituzioni, puntare sulla sostenibilità ambientale e degli equilibri locali, utilizzare al meglio dati e indicatori di performance.
 



di Andrea Di Bella