Le 10 priorità di Coldiretti per il cibo “Made in Piemonte” sottoscritte dai candidati alla presidenza della Regione


Coldiretti Piemonte



Coldiretti Piemonte ha incontrato i candidati alla Presidenza della Regione Sergio Chiamparino, Alberto Cirio, Giorgio Bertola, Valter Boero. I candidati hanno voluto sottoscrivere il decalogo, prendendosi così un impegno a supporto dell’agricoltura Made in Piemonte.
 
A cura di ANDREA DI BELLA

Grande partecipazione all’evento “Dalla nostra terra, l’economia del futuro”, presso il Foyer del Toro al Teatro Regio di Torino, dove Coldiretti Piemonte ha incontrato i candidati alla Presidenza della Regione Sergio Chiamparino, Alberto Cirio, Giorgio Bertola, Valter Boero. Presente l’intera Giunta di Coldiretti Piemonte, guidata dal presidente Roberto Moncalvo, insieme al Delegato Confederale Bruno Rivarossa e ai direttori di tutte le federazioni provinciali.


“Dieci i punti fondamentali che abbiamo esposto ai candidati – affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Dall’Assessorato al cibo alla Gestione del territorio, dalla Semplificazione burocratica al Programma di Sviluppo Rurale, dalla Valorizzazione della filiera corta all’Educazione alimentare, dalla Difesa del suolo alla Semplificazione burocratica, dalla Legalità nel mondo agroalimentare alle Politiche di incentivazione dell’Imprenditoria giovanile: diverse le questioni che abbiamo evidenziato a chi avrà le redini della nostra Regione e su cui, fin da subito, sarà opportuno lavorare. Tutti i candidati hanno voluto sottoscrivere il nostro decalogo, prendendosi così un impegno a supporto dell’agricoltura Made in Piemonte e, firmando la petizione “Eat Original”, anche a favore  dell’etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti”.

“L'agricoltura e l'agroalimentare in Piemonte, il cui export vale oltre 3 miliardi di con una crescita superiore all’8% nel 2018, in questi ultimi dieci anni, grazie alla progettualità della nostra Organizzazione, hanno svolto una cruciale funzione anticiclica. Auspichiamo – concludono Moncalvo e Rivarossa – che chi governerà la nostra Regione non inverta questa tendenza bensì attivi politiche per aumentare il trend positivo che ha intrapreso questo settore, continuando ad incentivare anche l’imprenditoria giovanile. Abbiamo creato le condizioni per monitorare, dal 27 maggio, il lavoro sia della maggioranza sia della minoranza nei prossimi 5 anni”.

Riportiamo le proposte di Coldiretti Piemonte.

La Banca d’Italia nel presentare i dati riconducibili all’ultimo report annuale dell’Economia evidenzia come la Regione Piemonte, rispetto alle altre aree del Nord e, più in generale, della media italiana, presenti un divario negativo di crescita che certo rinvia alla grande crisi, in primo luogo finanziaria, poi economica, infine sociale del 2008, ma che ha anche al suo interno elementi di criticità propri: l’invecchiamento della popolazione, l’andamento sfavorevole della produttività, la delocalizzazione di grandi realtà industriali in altri Paesi europei o extraeuropei, la bassa qualità del capitale umano e la maggiore diffusione di situazioni di fragilità d’impresa (seppure una lieve ripresa sia, comunque, in atto).


Tutto ciò contribuisce a indebolire ulteriormente il tessuto sociale provocando un esodo di risorse professionali soprattutto verso l’estero alla ricerca di nuove strade e prospettive economiche. In questo quadro tuttavia agricoltura e agroalimentare in Piemonte hanno svolto una cruciale funzione anticiclica: nell’ultimo decennio, nonostante le forti difficoltà, sono cresciute in maniera significativa produzione, valore aggiunto, posti di lavoro ed export. In tutto ciò Coldiretti ha svolto un ruolo centrale sfruttando con determinazione la dimensione innovativa consentita dalla multifunzionalità (dai farmer markets, all’agricoltura sociale), puntando progressivamente a coinvolgere l’industria trasformatrice in accordi di filiera che premiassero consumatori e produttori, contribuendo alla tenuta del tessuto sociale in termini di prossimità ai cittadini e chiaro sostegno a principi di equità e legalità dentro le dinamiche del mercato.


L’architrave di tutto ciò è costituito dall’etichettatura obbligatoria dell’origine, così come accolta dalla normativa nazionale e dal rafforzamento della sovranità alimentare del nostro Paese, arginando tutti quegli accordi di libero scambio che cancellano le nostre identità e annichiliscono le nostre produzioni. Ai candidati alla Presidenza Regionale e al Consiglio Regionale chiediamo massima attenzione per sostenere ed ulteriormente incrementare il potenziale di sviluppo che il mondo agricolo, quello dell’agroalimentare e quello dell’accoglienza turistica – tutti strettamente legati da quel fattore identitario che è il cibo - portano con sé.



di Andrea Di Bella