“Vistaterra”, un progetto per il rilancio del Canavese, in provincia di Torino, dove si sperimenta l’Art de bon vivre


Vistaterra


 

A cura di Andrea Di Bella

Qui si sta proprio bene, è un luogo fantastico, da passarci un weekend, per una cena o un pranzo, un intrigante aperitivo, per rilassarsi, per festeggiare e, perché no, per il fatidico “si” nel giorno più bello. Ma anche per organizzare meeting di lavoro o semplicemente per iniziare bene la giornata con una sontuosa colazione, o acquistare prodotti del territorio selezionati e certificati. Insomma, qui si entra in un mondo nuovo, dove l’accoglienza ha la A maiuscola , la bellezza è diffusa, la storia viene da lontano, il relax è assicurato, così come l’ottima qualità del cibo e il servizio di prima classe.


Esistono ancora (per fortuna) luoghi dove si incontrano bellezza, storia, natura, tradizione e innovazione, per dialogare in armonia e sperimentare l’Art de bon vivre, l’arte del vivere bene il proprio tempo, in pace con se stessi e nel rispetto degli altri.


Il Castello

Sto parlando di Vistaterra, un progetto intelligente e moderno, un’iniziativa imprenditoriale innovativa che unisce passato, presente e futuro in grado di diventare fattore trainante  del rilancio del Canavese, in provincia di Torino, e del suo patrimonio storico, culturale e naturale.


Vistaterra è una dimora storica rispettosa dell’ambiente e delle persone che prende forma nel 2011 con il recupero del Castello di Parella (XII sec.), divenuto fatiscente dopo anni di totale abbandono. Ci troviamo a pochi chilometri da Ivrea, dove la pianura agricola torinese lascia spazio a un dolce paesaggio collinare, tra boschi, vigneti, laghi di origine glaciale e suggestivi borghi, prima di incontrare la Valle d’Aosta, dove il massiccio del Monte Rosa segnala all’orizzonte la vicinanza dell’arco alpino.


Oggi, e siamo a fine 2018, è una Tenuta di 12 ettari che si estende attorno al Castello e che comprende il Parco Nobile, i Vivai Canavesani voluti negli anni ’50 da Adriano Olivetti e un antico vigneto un tempo Docg nel quale è stato reimpiantato il vitigno tipico del Canavese, l’Erbaluce di Caluso Docg. Si prevede la realizzazione di una serie di serre per la sperimentazione agricola e la produzione alimentare di prodotti del territorio, attraverso la creazione di orti e frutteti biologici e il reimpianto del vigneto. È, inoltre, in corso di realizzazione il più vasto Biolago balneabile del Piemonte dotato di un suo punto ristoro.


Quando ci sei dentro ti accorgi che qui natura, tradizioni e tecnologia diventano bellezza, creando un ecosistema a misura d’uomo, rispettoso dell’ambiente e sostenibile per la crescita e il benessere sociale. Quindi, creazione di sviluppo sociale, attraverso la nascita di un polo turistico-agricolo in grado di attrarre visitatori, che abbia ricadute positive a lungo termine per le attività produttive e le comunità di tutto il comprensorio, e sviluppo economico con ricadute occupazionali per i produttori e i fornitori che entreranno nel circuito delle botteghe artigiane e degli eventi. Si prevedono a regime, sul fronte dell’occupazione, circa 120 dipendenti a cui si aggiungeranno figure stagionali e personale extra staff legato alla ristorazione e agli eventi.


Legno, vetro e materiali ecosostenibili sono gli elementi strutturali degli edifici in bio-architettura che si incontreranno lungo i sentieri del parco; inoltre, soluzioni a basso impatto ambientale sono state applicate nel restauro conservativo e riqualificazione energetica del Castello.


E arriviamo alla ristorazione, con un’offerta  gourmet di alto livello, con materie prime provenienti da filiera certificata espressione di territori, cultura e tradizioni locali. Si chiama Alessio I il ristorante d’atmosfera con cucina a vista che accoglie i visitatori nelle sale affrescate del castello. Massimo Masciaga è il nuovo chef del ristorante, approdato a Vistaterra dopo importanti esperienze in Italia e all’estero, collaborando con il Maestro Gualtiero Marchesi all’Albereta di Erbusco, in Franciacorta, con l’indimenticabile Alain Chapel, esponente di punta della novelle cuisine, a Mionnay, in Francia, con il talentuoso Alain Ducasse a Londra. Esaltazione dei prodotti del territorio e tradizionali, tutti biologici e rispettosi delle stagioni.

Al Ristorante

Ma non solo ristorante di classe, qui potete trovare uno spazio dove poter consumare una sana colazione a buffet, un pranzo di ricette semplici e originali, un aperitivo o assaporare cocktail speciali preparati da barman professionisti. È il Caffè Alla lettera, dove l’aroma del caffè è quello dei chicchi tostati a legna. E mentre consumi si può sfogliare e leggere in tutta tranquillità. E nella bella stagione ci si può accomodare nel dehor, immersi nella bellezza del verde.


Ma non è finita. Per gli appassionati del vino ecco l’Enoteca Alle Volte, da cantine del Castello, un percorso enologico che percorre l’Italia del vino con 350 etichette. L’offerta è arricchita dalla possibilità di abbinare un menu ispirato alla tradizione.


Ma Vistaterra  è anche esperienza di una vacanza ecosostenibile, nel segno dell’accoglienza e dell’ospitalità di charme tra le architetture gentilizie del Castello. Il Country Resort accoglie gli ospiti nelle 20 camere (saranno 40 nel 2020), tra antichi dettagli e design contemporaneo. Storia, fascino, tecnologia e innovazione qui convivono e diventano armonia.


Nella Corte dei Mercanti, situata in un delizioso cortile interno del Castello, i visitatori possono trovare le botteghe dedicate alle eccellenze agroalimentari, ai prodotti per la cura del corpo, dalle essenze naturali all’artigianato locale, per finire con la tradizione del cioccolato piemontese. Tutto selezionato da filiere certificate.

L'Enoteca

Vistaterra è anche organizzazione di eventi, meeting aziendali e ricevimenti, dai festeggiamenti del “giorno più bello”  ad altre ricorrenze speciali, accolti nelle sontuose sale affrescate del castello.


E come se tutto questo non bastasse tra le opere in cantiere è prevista anche la Spa accessibile non solo agli ospiti. Una struttura a basso impatto ambientale con trattamenti  a base di prodotti  realizzati all’interno del complesso, nel segno del benessere, natura, produzione e qualità.


Tutto il progetto ha una regia, naturalmente: si chiama Manital, leader nazionale nel Facility Management, che con un investimento previsto di 40 milioni di € vuole creare un borgo aperto al circondario, che restituisca alle persone un luogo per anni abbandonato e oggi ricco di vita e di opportunità. Non solo, perché l’ambizione è quella di uscire dalla Tenuta e risvegliare l’intero territorio per la rinascita del Canavese. Auguri.
 



di Andrea Di Bella