Bagna Cauda Day 2018: 15 mila fujot si accendono in Monferrato, Langhe, Roero e nel mondo


Bagna Cauda Day


Dal 23 al 25 novembre torna la più grande bagna cauda collettiva in contemporanea al mondo: tra Asti, Piemonte fino in Russia e in Perù si accendono oltre 15 mila fujot. Il premio Testa d’Aj sarà assegnato a padre Enzo Bianchi. 

A cura di Andrea Di Bella

Ci siamo… è arrivato! È il tempo della Bagna Cauda, quello uggioso, un po’ mescolato a quelle insistenti nebbioline autunnali tra le colline ormai spoglie di grappoli ma ricche di colori infiniti. È il tempo delle malinconie e, per questo, forse ti assale quella voglia di stare insieme, in compagnia, tra amici, di condividere questo tempo magari stappando qualche buona bottiglia di Barbera su una tavola a quadri, tra una chiacchiera e l’altra, ridendo e scherzando.


Se ti senti questa voglia addosso, questo desiderio di amicizia, allora sei capitato nel posto giusto. Quale? Quello del Bagna Cauda Day 2018: più di 150 tra ristoranti, osterie, trattorie, cantine storiche vi ospiteranno per tre giorni consecutivi, il 23, 24 e 25 novembre per fare festa con uno dei piatti della tradizione piemontese: la Bagna Cauda! 


 

Piatto povero e dell’amicizia, dal sapore di mare, portato sin qui, dalla Riviera di Ponente dagli acciugai della valle Maira, soprattutto. Le acciughe, appunto, ingrediente base nella preparazione assieme a massicce (un po’ meno in questi ultimi tempi) dosi di aglio e al trionfo dell’orto, tra peperoni quadrati di Motta di Costigliole, cardo gobbo di Nizza, topinambur, sedani, finocchi, verza, cipollotti e patate.


E l’atmosfera è servita! Si, ma manca l’essenziale: quel vino che è doveroso per  accompagnare quel tuffo di ortaggi nel fujot caldissimo. Che sia Barbera, rigorosamente Barbera! Ma, come suggerisce Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d'Asti e vini del Monferrato, “la Barbera d'Asti è la sposa ideale di questo piatto fortemente monferrino. Il connubio enogastronomico unisce un piatto povero ma significativo per la tradizione piemontese che non può che sposare felicemente un buon vino delle nostre colline. Per questo, anche un Dolcetto può andare bene, anche se più insolito. Nella bagna cauda si possono infatti ritrovare le caratteristiche che rendono grandi i vini delle terre astigiane”.


“Quel mazzolin di cardi/ che vien dalla campagna/ e bada ben che qui si bagna”: questa versione ironica del famoso coro di montagna la troverete scritta sul bavAgliolone che sarà regalato ai commensali all’ingresso del locale. È stato Massimo Ricci, pittore e illustratore di Nizza Monferrato che ha pensato di tratteggiare con fantasia queste note facendole cantare a un’allegra comitiva di ortaggi a bordo di un fujot su ruote.


Forse quelle quattro ruote piene di ironia non riusciranno a raggiungere la Russia e il Perù, ma di sicuro anche da quelle parti sarà festa, grazie all’Associazione “Astigiani” che ha proposto la partecipazione ai ristoranti italiani presenti là che, quindi, vanno ad aggiungersi alla pattuglia internazionale già presente, da Berlino all’Australia.


L’evento, organizzato da Astigiani, è giunto già con successo alla sesta edizione e quest’anno si annuncia pieno di sorprese e novità.


I numeri sono sempre importanti: sono 151 i locali dell’Astigiano, del resto del Piemonte e all’estero che, con più di 15 mila posti a tavola, daranno vita alla più grande bagna cauda collettiva e contemporanea al mondo.


Il costo? 25 Euro dal ristorante stellato alla cantina, con il vino proposto a 10 Euro a bottiglia.
Quest’anno si potrà aggiungere un “finale in gloria con tartufo”: molti, nel rispetto della tradizione, a conclusione della bagna cauda faranno cuocere un uovo di gallina o di quaglia usando la fiammella direttamente nel fujot, arricchito da una spolverata di Tartufo bianco d’Alba. Il prezzo di questa profumata aggiunta potrà andare dai 10 ai 15 Euro, in base alle quotazioni dei tartufi. Restano i semafori per indicare il tipo di bagna cauda: rosso per la versione Classica come Dio comanda, giallo per l’”eretica” con l’aglio stemperato e verde per l’atea senz’aglio.


Ai commensali, oltre al bavAgliolone d’autore, sarà offerto anche il Vademecum di 80 pagine edito da Astigiani con  ricette, storia e testimonianze. L’edizione 2018 contiene nelle pagine centrali anche un simpatico quiz in 12 domande sul grado di conoscenza storica e gastronomica della bagna cauda.


E Astigiani promuove anche Acciù, la simpatica acciuga portafortuna in stoffa: pezzi unici fatti a mano nei vari formati.


Altra novità di quest’anno è il coinvolgimento delle scuole con l’iniziativa Bagna Cauda alla lavagna.  Le migliori ricerche saranno premiate domenica 25 novembre (ore 17) a Palazzo Ottolenghi, nell’ambito della cerimonia di consegna del premio “Testa d’aj” che va ogni anno a chi ha dimostrato, con tenacia, passione e un tocco di ironia, di saper andare controcorrente. Quest’anno riceverà il premio Padre Enzo Bianchi, fondatore e già priore della comunità di Bose che alle sue origini astigiane (è nato a Castelboglione nel 1943) ha dedicato pagine intense raccolte nel volume “Il pane di ieri” dove descrive anche il rito contadino della bagna cauda. Il premio era andato, tra gli altri, nel 2016 allo scrittore Guido Ceronetti e lo scorso anno ad Antonio Ricci, autore televisivo e guru di Striscia la notizia.


Torna il Mercatino della Bagna Cauda, che si svolgerà sabato 24 e domenica 25 sotto i portici di piazza San Secondo ad Asti, organizzato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori), con la presenza di produttori di varie regioni italiane.


In collaborazione con Slow Food, è in cartellone un incontro di cardologia (sabato 24 alle 16 ad Asti) per porre l’attenzione sulla qualità dei prodotti che arricchiscono la tradizione della bagna cauda: verdure, vino, olio. 


Novità 2018 è il fujot artistico artigianale prodotto dalle Ceramiche Besio 1842 di Mondovì, con possibilità di personalizzarlo col logo del ristorante o il nome del commensale, al costo di 9 Euro + IVA.


Bagna cauda solidale, per il progetto Mediterranea Saving Humans nelle serate del 23 e 24 novembre nell’ex refettorio del Seminario Vescovile, ad Asti.
Il Consorzio dell'Asti anche quest'anno offrirà ai commensali l'aperitivo con il nuovo Asti Secco Docg, ideale momento di brindisi del Bagna Cauda Day.


Con il Bagna Cauda Day, torna, infine, anche il contest fotografico Bagna Cauda Clic su Instagram in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Siete tutti invitati a fotografare, nei giorni dell’evento, la Bagna Cauda in tutte le sue declinazioni: dai piatti, agli ingredienti, dalle tavole imbandite agli eventi collaterali, ai momenti conviviali come il Barbera Kiss, sabato 24, in piazza San Secondo ad Asti. Si può partecipare con un massimo di tre foto da pubblicare sul canale Instagram e da inviare a instagram@astigiani.it


Siamo di fronte a un rito gastronomico che rappresenta il piatto tipico della cultura di questa regione, che accomuna il territorio da cui trae le radici culturali più profonde. Un piatto di ricca povertà, di onesta e popolare felicità che segna, accompagna e mette alla prova il tempo sacro dello spillare del vino nuovo”, afferma Piercarlo Grimaldi, Presidente Associazione Astigiani.


Info e Prenotazioni: contattare i locali indicati sul sito www.bagnacaudaday.it

 

 



di Andrea Di Bella