Inaugurato Terra Madre Salone del Gusto 2018. Carlo Petrini: “Bisogna remunerare i contadini per tutto quello che fanno”


Slow Food


 

A cura di ANDREA DI BELLA

Oggi 20 settembre 2018 apre Terra Madre Salone del Gusto 2018. Un giorno importante per i contadini, per le Comunità del  cibo di tutto il mondo. A Torino si parla di cultura del cibo, si incontrano migliaia di produttori, piccoli ma importanti, si intrecciano relazioni contadine, si parla di presente e di futuro del cibo, si difende quello “buono, pulito e giusto” di Slow Food e del suo fondatore. Si, parliamo di Carlin Petrini, presidente internazionale del movimento, che stamattina alla presentazione di Lingotto Fiere ha fatto valere le ragioni di quel movimento che ha messo il cibo al centro della cultura dell’uomo e gli uomini e le donne che lo producono in prima fila di un discorso che riguarda il benessere dell’umanità.

Ed ecco allora l’intervento che Petrini ha fatto all’inaugurazione alla presenza di una platea straordinaria di attori coinvolti, personalità istituzionali, giornalisti.
Taglio del nastro - Ph Andrea Di Bella


“È con grande gioia ed emozione che apro questa ottava edizione di Terra Madre e dodicesima del Salone del Gusto, afferma. Ventidue anni fa, all’inizio, dobbiamo dirlo, la sensibilità sulle tematiche del cibo era bassa.. se ne parlava poco. Anch’io ebbi a dire ‘il giorno in cui il cibo avrà riservata la stessa attenzione della moda forse potremmo dire di avere raggiunto dignità e valorialità ‘. Oggi forse si sta esagerando, se ne parla un po’ troppo… questi spettacoli televisivi deliranti, spadellamenti a tutte le ore del giorno e della notte…, e sempre a beneficio di artisti, di coloro che trasformano sapientemente  ciò che la natura ci ha dato”.

“E la maggior parte sono uomini chef,
continua. Questo non è giusto!  Non bisogna dimenticare che la cultura del cibo è fatta anche da milioni di donne di ogni parte del mondo. Sono loro  espressione, la spina dorsale non solo della cucina ma anche, se non soprattutto, dell’agricoltura. Venite a vedere Terra Madre, quante contadine di ogni parte del mondo sono presenti…. Il lavoro incredibile che fanno in Africa, i chilometri che fanno per trasportare i vasi d’acqua. Ma anche nella nostra storia, nel nostro Piemonte, le donne hanno avuto un ruolo sempre determinante per la nostra agricoltura… sono state sempre garanzia di tesori e di patrimoni agricoli che arrivano sulle nostre tavole”.
 
“In questi 22 anni è stata riconosciuta la valorialità del cibo ma non è riconosciuta la piena coscienza di una filiera che deve garantire il benessere per tutti,
spiega Petrini. Deve esserci questo sforzo, certo dobbiamo aiutare i nostri produttori… ma i prezzi al contadino sono fermi a 30 anni fa, è un paradigma perverso che deve cambiare. È una vergogna. Dobbiamo vergognarci di pagare le carote al contadino solo 8 centesimi il chilo!”.

“Oggi 150 Paesi appartengono alla rete di Terra Madre e dobbiamo restituire dignità ai contadini,
sottolinea, dobbiamo fare in modo che le sfide diventino globali, che invitino a pensare, a ragionare. Occorre venire incontro a chi produce in modo virtuoso, vedi la produzione biologica,  e con questo faccio un appello alle istituzioni qui presenti al tavolo (il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio e il Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis)".


"A proposito, non dobbiamo considerare il cibo come un comparto isolato, penso che bisogna riprendere la discussione sulla legge di tutela dei suoli, ferma da quattro anni. Cosa si aspetta a mettere le mani sulla legge, dobbiamo tutelare i suoli altrimenti produciamo disastri. La cementificazione dissennata cui assistiamo continuamente produce frane, incendi, alluvioni. Vengono rase al suolo superfici destinate all’agricoltura, al consolidamento del territorio. Questo significa distruggere il cibo. I presidi sul territori sono proprio i contadini (sono ‘quelli che portavano a spasso l’acqua quando piove’,
afferma Petrini parlando dei contadini di Langa, attraverso i rigagnoli che creavano); bisogna remunerarli per tutto il lavoro che fanno, non solo per il prodotto che coltivano… ben vengano i riconoscimenti e i finanziamenti per i fondi agricoli, come bene ha fatto la Regione Piemonte sui fondi agricoli”.

“Altra questione: tuteliamo il Made in Italy con Amazon e Alibaba! Incredibile! Ma è mai possibile che nei luoghi di montagna,
puntualizza Petrini, più isolati, emarginati, non esistono più le piccole botteghe di paese…coi prodotti del territorio, con la parafarmacia, botteghe polifunzionali…un punto di riferimento per  le poste. Dobbiamo lavorare per la ricostruzione, ricreare luoghi di incontro…aiutare il turista a sentire il profumo del pane che non si sente più.. luoghi di incontro, gestiti da giovani , posti dove ci sia anche la chiave della chiesa per ammirare un’opera d’arte. Questi luoghi sono posti che non hanno più anima, facciamo che non diventino deserti. Il cibo è questo, racchiude tutto questo, esiste una connessione tra il cibo e tutta questa visione”.

“È arrivata l’ora della ricostruzione…Queste sfide diventeranno e incideranno anche sulla politica alimentare. Facciamo in modo che questi discorsi che facciamo sempre partire da Torino nel momento del Salone siano di buon auspicio per il Sistema Paese e per il mandato che lei Ministro (Gian Marco Centinaio n.d.r.) dovrà affrontare nei prossimi anni.
Grazie a chi sta ospitando oltre 7000 delegati di tutto il mondo, Torino e il Piemonte siano orgogliosi. Un’assise cosi non esiste in alcuna parte del mondo, non esiste. Terra Madre c’è, esiste non solo in questi giorni ma tutto l’anno. Una sfida che abbiamo lanciato è quella di far discutere i saperi tradizionali dei contadini con i saperi accademici; creare un’Università diffusa che avrà sede presso i nostri casari, nelle cascine, negli allevamenti, perché anche i contadini sono depositari di scienza, di conoscenze, importantissime, frutto di lavoro di generazioni,  che diventino anche loro comunicatori. Non siano loro quelli solo da aiutare. Forse è arrivato il tempo in cui saranno loro ad aiutare noi e allora avremo noi tutti i benefici per andare avanti!”.

Un lunghissimo applauso  rende onore al Presidente Carlo Petrini e alle sue parole.

 

 



di Andrea Di Bella




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